Basandosi sulle già citate ipotesi e proiezioni di aumento di temperatura e gas climalteranti in atmosfera, uno studio UE ipotizza alcuni scenari a seconda della gravità della situazione sul Global Warming.

Il primo è quello che si potrebbe verificare con l’aumento di 1° rispetto all’era preindustriale e la Co2 a 400 ppm. (parti per milione) rammentandoci che già oggi siamo a +0,76 C° e a 380 ppm. :
– gravi impatti nella regione del Sahel
– aumento delle rese agricole nelle aree ben fertilizzate dei paesi sviluppati
– scomparsa dei piccoli ghiacciai montani in tutto il mondo
– minaccia agli approvvigionamenti d’acqua in alcune aree
– danni estesi e irreversibili all’ecosistema della barriera corallina
– intensità crescente di tempeste, incendi boschivi, siccità, alluvioni e ondate di calore

Il secondo è considera uno scenario con la Co2 a 450 ppm. ed un aumento di temperatura fino a 2 C° che provocherebbe, in aggiunta a quanto elencato sopra, anche :
– calo delle rese agricole in molti paesi in via di sviluppo
– aumento della popolazione a rischio fame soprattutto in Africa e Asia occidentale
– calo delle riserve idriche, più di un miliardo di persone soffre la sete molte delle quali in Africa
– diminuzione fino al 30% delle riserve idriche superficiali nell’area del mediterraneo e in sudafrica
– compromissione della foresta pluviale amazzonica fino a rischio scomparsa
– incapacità di interi ecosostemi di mantenere il proprio stato e funzionalità
– molte specie a rischio estinzione (20-50%)
– lievi incrementi nell’intensità degli uragani, raddoppiano i costi dei danni negli stati uniti
– rischio di indebolimento nell’assorbimento naturale del carbonio, possibile aumento dei rilasci naturali di metano con conseguente aumento dell’effetto serra e indebolimento della corrente termoalina (THC) Atlantica
– avvio dello scioglimento irreversibile dei ghiacciai della Groenlandia

Gli scenari esaminati arrivano gradualmente ad ipotizzare un aumento di temperatura di 5 ° C con oltre 750 ppm di Co2 a causa dei quali si raggiungerebbe gradualmente il calo delle rese agricole nelle aree ben fertilizzate dei paesi sviluppati con seri danni all’agricoltura a livello mondiale, l’aumento del rischio di improvvisi ed estesi mutamenti nel sistema climatico (es. collasso della corrente termoalina (THC) Atlantica e della calotta antartica occidentale) e l’innalzamento del livello del mare sino a minacciare le maggiori città del mondo come NewYork, Shangai, Tokyo, Honkong, etc., con immaginabili conseguenze .

Anche le Maldive, splendide isolette adagiate nell’Oceano Indiano, avendo un’altezza media che non supera i 2 mt. sono a rischio sommersione, ed il loro Presidente, per sensibilizzare i Grandi della Terra alla riduzione delle emissioni di gas serra, ha persino organizzato nel 2009 una riunione subacquea del Consiglio dei Ministri, sembra però con scarso successo, e che stia ipotizzando di acquistare dei terreni in un altro continente per consentire la sopravvivenza della popolazione.
Benchè ovviamente si tratti di scenari estremi, che ci auguriamo di non dovere vedere mai, dobbiamo oggi assolutamente comprendere che non possiamo più permetterci di dimenticare accesa una lampadina.

Olivia Carone

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