E’ questo un argomento sul quale in precedenza ci siamo intrattenuti, cercando di evidenziare i motivi della debacle turistica italiana. Allora parlammo delle assurdità derivanti da leggi e regolamenti inadeguati ai tempi, quando lo Stato abdicò al suo compito di dirigere l’opera di promuovere il turismo, ma ora è opportuno denunciare alcune “perle”: – percorrendo la 572 (Gardesana Orientale) in direzione Nord, ad un certo punto ci è sembrato di essere all’estero; su un cartello stradale vi era la scritta “RIULTEL”. Abbiamo chiesto informazioni e ci hanno detto che si trattava dell’abitato di “RIVOLTELLA” in dialetto! Questo su un cartello stradale!!!! Uno straniero, poco aduso all’italiano, cosa ne penserà? – il Signor Franco M. di Bergamo, ci ha telefonato dicendo che, andato a visitare gli scavi di Pompei, è stato accompagnato da un “cicerone” che parlava solo un napoletano stretto e per lui incomprensibile e ha commentato “sono laureato in lettere: escludo che parlasse in italiano”! – il Signor Giuseppe R. di Firenze, è tornato da Napoli: “ai primi di giugno il fetore della “munnezza” era tale da rendere l’aria irrespirabile; volevo visitare la città, ma dopo aver visto, o meglio, annusato, Piazza del Plebiscito, son tornato per sciacquare i miei polmoni in Arno. Non è giusto che Napoli , splendida città, unica al mondo, sia ridotta a immondezzaio ” – la Signora Anna C. di Torino ci ha scritto indignata per la scortesia con la quale è stata trattata in un ristorante di Roma, solo per aver chiesto di cambiarle il tovagliolo, che le era caduto in terra. Sono solo esemplari delle proteste di “italiani”, figuriamoci cosa ne pensano gli stranieri, che vengono in Italia per ammirarne le bellezze e che, sarebbe il caso di ricordarlo agli operatori del turismo, ci portano i loro denari. Una volta su queste pagine abbiamo scritto che “il turismo è una cosa seria” e non dovrebbe essere lasciato nelle mani degli improvvisatori o, ancor peggio, delle persone ineducate o degli imbroglioni. Viviamo nell’era delle facili comunicazioni, sui giornali, radio, televisione e ora anche internet. Le lamentele trovano la maniera di raggiungere un numero sempre crescente di orecchie, specialmente di quelle interessate a togliersi di torno il concorrente “più forte”.
Roberto Granati
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