Il prossimo 20 ottobre a Bologna all’interno del ComLab, sarà presentato il libro La Repubblica della Comunicazione, firmato a quattro mani da Francesco Pira, sociologo della comunicazione e giornalista e Franco Pomilio, presidente dell’agenzia di Comunicazione integrata Pomilio Blumm.

Edito da Fausto Lupetti Editore e arricchito dalla prefazione di Alessandro Rovinetti, segretario generale dell’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, il libro rappresenta un viaggio ideale nell’Italia che cambia attraverso la comunicazione.

Due i punti di vista, quello teorico di Pira e quello più tecnico di Pomilio, che si intrecciano e si confrontano dando vita ad “un percorso originale” nel panorama complesso della comunicazione pubblica italiana, in cui le sfide della democrazia avanzata arrivano a toccare il comunicatore, che non ha più un ruolo meramente tecnico ma diventa un vero e proprio “interprete creativo”, posto all’incrocio tra istituzioni, imprese, cittadini. Un percorso che si snoda attraverso più dimensioni: dallo sviluppo dei new media al rapporto con l’Europa e il Mediterraneo, dalla gestione delle situazioni di crisi alla grande promessa della sostenibilità. Diverse case histories esemplari fanno da filo conduttore, affiancando alla voce del comunicatore quella dei suoi diversi interlocutori nazionali e internazionali.

La Repubblica della comunicazione rappresenta così un ritratto vivido e reale del mondo della comunicazione pubblica, una prospettiva “da insider” attraverso gli occhi, le esperienze e le competenze di chi da anni si muove all’interno di quel delicato spazio di confine tra sfera pubblica e società civile, che rappresenta il vero campo di gioco di una “nuova cultura della comunicazione”.

«Al professionista della comunicazione pubblica – afferma Franco Pomilio – spetta il compito di “impostare una strategia di condivisione di valori, informazioni, pratiche. Ogni giorno nel mio lavoro, all’interno di una delle più longeve storie creative italiane del settore – continua Pomilio – cerco di dare forma ad una interpretazione multidisciplinare nuova, fuori dagli schemi esportabile ed esportata che restituisca all’Italia un ruolo di protagonismo culturale. Perché il vero senso del “made in Italy” non sta nel portare l’immagine dell’Italia in giro per il mondo, come una merce, ma nel moltiplicarla, creando un’immagine diversa del nostro paese in ogni luogo e per ogni luogo».

Alla presentazione che si svolgerà alle 14 nella sala Living saranno presenti gli autori, l’editore Fausto Lupetti e Alessandro Rovinetti.

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