Intervista in esclusiva a Nick TheNighFly nell’ambito della presentazione del suo ultimo album “Nice One”

Gentili lettori, proponiamo in esclusiva l’intervista a Nick TheNightFly, che molti conoscono come voce della notte di Montecarlo night, nonché creatore di compilation prime in assoluto in tutte le classifiche discografiche.

Questa intervista, grazie alla gentile concessione della Press 3, press agent dell’artista, gruppo Parole e Dintorni, nella persona di Valentina Marturano, tende a far meglio conoscere un’artista eclettico che possiamo ancor più apprezzare come musicista con il suo nuovo lavoro NICE ONE, distribuito per l’Italia da Edel.
Nick, ci stupisci sempre con qualcosa di nuovo, semplici progetti che diventano poi dei grandi successi, parliamo di questa serata, è pur sempre un nuovo esordio, com’è nata questa fantastica idea?
L’idea nasce dalle canzoni che ho scritto negli ultimi due anni e dal lavoro che ho fatto con la Montecarlo night orchestra, un’avventura bellissima, e lo è ancora, ma avevo bisogno di fare sentire le mie canzoni in modo diverso. A differenza di un’orchestra, con un quartetto d’eccezione (Amedeo Ariano alla batteria, Dario Deidda- basso, Julian Oliver Mazzariello- pianoforte, Jerry popolo-sax) e le opportunità che ti danno gli attacchi della musica jazz, c’e molta più possibilità di fare sentire l’intimità delle canzoni, dandomi anche più spazio come interprete. Queste nuove canzoni poi non erano proprio adatte a un’orchestra, anzi nascono proprio attorno a questo quartetto, tieni conto che insieme a questi collaudati artisti abbiamo già prodotto altri lavori ed eseguito altri concerti dal vivo, e per quanto mi riguarda quando suono con musicisti di questo livello, canto meglio anch’io.
Con quest’album parli di un modo molto più ricercato e personale di fare musica, ci spieghi meglio cosa vuol dire per te questo progetto nel pieno della tua maturità artistica?
Posso dire con tutta sincerità che questo è un disco che avrei sempre sognato di fare, canzoni che erano nei miei pensieri e sono orgoglioso di averle scritte anche perché ho visto le reazioni che hanno suscitato tra la gente. La cosa più bella per un compositore è di entrare a far parte nella vita di qualcuno, quando ho suonato queste canzoni, soprattutto con 3 pezzi del disco, si e accesa una reazione quasi di sensitività. Mi spiego meglio, quando canto ad esempio KISS THE BRIDE la gente parte subito a cantarla con me, cosa che non ricordo per altre mie canzoni, lo stesso succede con MIDNIGHT PASTA, brano che ho dedicato all’Italia, un viaggio sensuale nella pasta, nel cibo e nel buon vivere italiano, e anche in I’M NOT AFRAID, quando racconto la storia di non avere paura di innamorarsi. Ero molto emozionato e ho avuto un nodo in gola a cantarla, tant’è che mi sono dovuto concentrare parecchio per eseguirla.
In quest’album si parla molto di amore, è un messaggio che con la tua solita ironica verità stai trasmettendo con grande enfasi utilizzando un canale, quello musicale, che va diritto al cuore. E’ forse la matura consapevolezza che l ’amore, la passione, sia il traino per gli affetti ma anche per i propri progetti?
L’ho detto anche durante la presentazione del disco, parlo di amore perche forse è l’unica cosa che non va mai fuori moda, è sempre presente. Viviamo oggi una vita molto più veloce e frenetica di altri tempi, l’importante è poter fare le cose con qualcuno, ascoltare gli altri e dedicarsi bene a questi momenti. Questo è amore, trovare il tempo per fare sì le cose importanti, ma anche e soprattutto per le tue condivisibili passioni.
Ritieni che Nice one sia un’interessante esperimento o un qualcosa che per te può rappresentare molto di più, ad esempio il tuo prossimo orizzonte nel campo musicale?
Si, Nice One è solo l’inizio di una trilogia. Voglio fare nice two e three, questo è il mio modo di pensare e di essere positivo, infatti Nice One vuol dire… bello questo… e ciò lo si puo applicare a qualsiasi cosa, è un mio intercalare che uso da molti anni in radio. Le persone con le quali lavoro affettuosamente mi apostrofano sempre… nice one – two-three , e allora mi sono detto, perfetto, voglio fare tre dischi con questo concetto di musica.
Dicevamo, Hai avuto modo di farti apprezzare come voce solista della Montecarlo Night Band, la collaborazione con questi artisti, che sono poi una tua creazione, rimane sempre parte integrante della tua attività artistica?
Sicuramente le mie priorità adesso sono quelle di presentare questo disco e farlo conoscere a più estimatori, ma voglio nell’occasione farmi conoscere meglio come cantante. La gente mi conosce ancora come disc jokey, in realtà sono nato come musicista e sono diventato dopo disc jokey anche se questo mi ha permesso di fare una carriera straordinaria. La montecarlo night banda ci sarà sempre, è una mia grande passione quella della big band, ci saranno in calendario altre date, ma ora voglio fare conoscere NICE ONE, questo e il mio attuale obiettivo.
Sei ormai da trent’anni in Italia, rispetto agli inizi della tua carriera secondo te è cambiato qualcosa nel panorama artistico del nostro Paese,nel modo di concepire e fare musica?
Certamente si, parliamo ad esempio dei passi avanti non sempre positivi della tecnologia applicata alla musica ed al modo in cui farla, ne parlavo recentemente con JAMIROQUAJ di come tanta, troppa gente si sia fatta influenzare della facilità con cui fare musica attraverso la tecnologia senza utilizzare musicisti veri. Un computer non è un uomo, non è un musicista vero, non ti può dare la stessa qualità artistica, nel nostro pensiero c’è un’idea comune di ritornare a far suonare di più la gente e meno le macchine
Molti artisti ormai di fama internazionale sono diventati grandi personaggi grazie a te, dopo aver creduto in loro ed averli inseriti nelle tue compilation, ricordo non certo ultimo Giovanni Allevi, chi più fra i tanti che hai lanciato senti più vicino al tuo modo di fare musica?
Ci sono diversi ragazzi, musicisti, che amo molto, Sergio Cammariere che seguo dall’inizio, nicky Nicolai, Ivan Segreto, Ludovico Einaudi, sono tanti anni che seguo la sua musica, lo inserisco molto spesso nei miei programmi, ma sono tante queste persone, davvero non vorrei dimenticare nessuno.
Nel tuo lavoro hai sempre avuto molte gratificazioni e riconoscimenti, ma c’è stata anche qualche delusione che ancora fatichi a dimenticare?
Ma no, quello che posso dire è che sto seguendo un sogno che coltivo sin da ragazzino, scrivere canzoni e cantarle di fronte alla gente, sto ancora seguendo questo sogno. Mi sono proprio recentemente reso conto che quando avevo 16 anni mi dicevo, se entro 20 anni non divento un musicista di successo, meglio che lascio e faccio altro, ma poi spostavo questo baricentro, e continuo tutt’oggi a spostarlo perché il successo è quello che sto quotidianamente vivendo, e seguito a vivere anche questo sogno.
Direzione artistica del blue note e del Milano Jazzin Festival, la voce piu amata della notte di radiomontecarlo, ideatore e creatore di compilation prime nelle classifiche di tutto il mondo .nick qual è la molla che ti da questa carica di eterno ragazzo?
La risposta è una sola, il motore e la passione, sia quando faccio musica che le compilation, o quando sono alla direzione artistica del blue note a selezionare canzoni. Però non si fa niente da soli, sono sempre circondato da persone che mi aiutano e mi danno il loro contributo. Dalla mia ho sicuramente un’esperienza di tanti anni, ma mi piace sempre lavorare con gli altri.
Il Blue note è stata una scommessa vincente dell’amico Paolo Colucci, quanto di nick thenightfly c’è in questo successo, e quanto del Blue Note c’è ormai nel tuo DNA?
Tantissimo, mi spiego, ho conosciuto Paolo (Colucci) all’inizio del suo viaggio e ho sposato subito il suo progetto, e lui il mio, perché Milano è una città che merita un posto cosi, l’Italia se lo merita perché questo è un locale internazionale. Portiamo al Blue note i più grandi artisti mondiali perché non abbiamo frontiere per la musica, a noi interessa la buona musica e un buono spettacolo, sia che si tratti di musicisti italiani o internazionali. Nel cuore comunque c’è sempre il jazz, lo amiamo moltissimo, e il Blue note è il simbolo nel mondo dell’eccellenza per la musica jazz. E’ un progetto che io amo sempre perché andare al Blue Note, sentire questa musica, e vedere questi musicisti cosi vicini, quasi a toccarli con mano, è una cosa unica, una sensazione che nessun’altro locale o teatro può darti.
Sei amato da generazioni diverse di persone, la tua musica non ha barriere anagrafiche, il pubblico ti tributa il giusto successo, e stasera è quello delle grandi occasioni, cosa vuol dire per un artista tutto questo?
Vuol dire che stai facendo la cosa giusta, che stai facendo il tuo lavoro bene. Io sono onorato di fare questo lavoro, per la possibilità di andare a esprimermi con la mia musica, con dei musicisti che scelgo, e vedere la gente che è entusiasta di quello che propongo. E’ chiaro, se vai sul palco e la gente non apprezza vuol dire che stai facendo qualcosa di sbagliato, però avere la conferma dal vivo che la gente ti vuole bene, non c’è niente di più bello.
Nick, un’ultima domanda, hai ancora un sogno nel cassetto che vorresti vedere realizzato?
Abbiamo sempre tanti sogni nel cassetto, tutti penso, io personalmente ne avrei un armadio pieno di sogni che mi piacerebbe realizzare, anzi un appartamento di sogni, ma non vorrei elencarli tutti perché uno potrebbe dare fastidio ad un’altro. Già NICE ONE non è più solo un sogno….
Ti senti di dire qualcos’altro ai tuoi ammiratori, al tuo pubblico?
Le domande che mi hai fatto mi hanno permesso di far conoscere il mio nuovo album e un po più di Nick TheNightFly, un uomo che vive di entusiasmo e di passioni, voglio solo dire BUONA VITA a tutti.

Ringrazio affettuosamente Nick TheNightFly, sia personalmente sia a nome di tutto il comitato di redazione di GSA Master News, per questa intervista in esclusiva che proponiamo con lo stesso entusiasmo a tutti i nostri lettori.

Massimo Passera

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