Il Signor Giulio Ferrari di Bologna (nostro vecchio conoscente) ci ha scritto concordando con le affermazioni contenute nell’articolo “Ahi serva Italia …..” sul crollo della Domus dei gladiatori.

Nel ringraziarlo delle sue cortesi parole, è opportuno chiarire che nel testo noi siamo partiti da questo episodio per denunciare lo stato di abbandono (e non solo trascuratezza) che purtroppo da molti decenni affligge l’immenso patrimonio culturale ereditato nel corso di almeno 25 secoli di altissima e ineguagliabile civiltà.
Ci sono arrivate altre segnalazioni in merito: molti sono convinti che questa autentica debacle sia recentissima e che i responsabili del crollo di Pompei siano da ricercare nei garanti odierni del patrimonio artistico che rende l’Italia unica al mondo. Concordo che questo crollo sia causato da incuria, ma non solo di oggi. La Domus, come il resto del patrimonio di Pompei, soffre da troppi decenni di un deplorevole, anzi delittuoso, stato di abbandono. Aggiungiamo inoltre che la causa è stato un manufatto in cemento armato costruito qualche decennio or sono.
Non cadiamo quindi nel facile “crucefige”. Molti organi preposti alla tutela delle opere d’arte (tra i quali, basilari, vi sono gli Enti Locali) hanno tante, troppe, responsabilità per lo stato di colpevole abbandono del patrimonio da noi ereditato, ma prendiamo l’occasione per richiedere, anzi pretendere, di voltare pagina. L’Italia, la nazione che dispone del maggior numero di opere d’arte esistenti al mondo, si è ricordata d’istituire il Ministero dei Beni Culturali solo nel dicembre 1974 e quello del Turismo qualche mese or sono, lasciando la propria principale ricchezza allo stato di una Cenerentola.
Guardiamoci indietro invece per cercare i responsabili dei guasti (e, quando individuati, punirli) ma invece di piangerci addosso, pretendiamo che gli organismi e i funzionari preposti facciano il proprio dovere. L’Italia è una terra benedetta da Dio che le ha donato una natura splendida e gratificata, nel corso dei secoli, da una schiera di Geni che tutto il mondo c’invidia. Abbiamo un patrimonio ineguagliabile che il resto dell’umanità vuole (e ne ha il diritto) di poter ammirare.
Il crollo della Domus non deve più avvenire, ma anche lo stato di abbandono dei nostri monumenti (tra i quali Pompei) deve diventare solo un deplorevole, triste ricordo.

Umberto, Luciana e Roberto Granati
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