Il giornalismo, quello libero e radicale, non deve essere assoggettato ad equilibri di potere e traiettorie politiche. Il giornalismo deve per sua natura informare, analizzare, distinguere i fatti, immergendosi nel mondo reale per restituire voci di cambiamento, idee, connessioni e rinvii, storie e problemi grandi e piccoli di ogni giorno, speranze e lotte. Il giornalismo deve essere in grado di incalzare l’interlocutore, facendo dell’informazione il vessillo della democrazia. Il giornalismo deve essere verità oggettiva spiegata con intelligenza.

Sulla base di queste motivazioni la giuria – composta da Giuseppe e Raffaella Trabucchi, Ascanio Celestini, Marco Paolini e Michela Signori, Gino Strada, Enrico Faccio – ha deciso di assegnare il quarto Premio Trabucchi d’Illasi alla Passione Civile alla giornalista Milena Gabanelli e all’intero staff del format Report, che Gabanelli conduce la domenica sera su RAI Tre.

Il riconoscimento, che verrà consegnato domenica 5 settembre in villa Trabucchi a Illasi (VR), consiste – come da tradizione – in un Amarone speciale delle cantine della famiglia veronese: un omaggio semplice e simbolico, che vuole incarnare nel proprio sapore la passione e la dedizione con cui Milena Gabanelli e il suo staff costruiscono il proprio modo di fare giornalismo.

Alla premiazione saranno presenti anche i premiati delle precedenti edizioni: Ascanio Celestini, Marco Paolini e Gino Strada, che discuteranno di “passione”, cultura e impegno civile.

Un elemento sta alla base di ogni impresa: la passione, un’essenza così potente e contagiosa che rende capaci di scorgere cose che altri non vedono, di trasformare un sogno in un’idea e l’idea in realtà, di credere nelle possibilità del futuro – dichiara Giuseppe Trabucchi – E il futuro che vogliamo pensare ha un cuore antico, carico di storia, di segni e di radici. Per noi, conferire questo premio a Milena Gabanelli e alla redazione di Report significa ritrovare, per altre vie, quella passione che dimora nella famiglia Trabucchi dai primi decenni del ‘900: persone che per vocazione naturale hanno incarnato nel tempo, con il loro lavoro, l’etica dell’impegno e della speranza verso il futuro”.

Negli anni della mia professione, alcuni dei quali passati in mezzo alle tragedie umane, conservo sempre un’unica paura, che mi permette di ‘restare desta’ nel mio mestiere – sottolinea Milena Gabanelli, parlando del suo lavoro -: quella di scivolare nella banalità di un sentimento molto diffuso, l’indifferenza. O di non riuscire a raggiungere una certa dignità umana, di cui non saprei dare una definizione precisa”.

Tra le motivazioni del premio a Milena Gabanelli, il riconoscimento di una “attività di tutela e accrescimento della democrazia, in difesa da chi, senza bisogno di operare alcuna coercizione sull’elettore, può ottenere il successo, attraverso la semplice soppressione del dibattito pubblico e della libertà di informazione”. E ancora: “in una società e in una cultura dove sembra di vivere solo tra situazioni sconcertanti, in cui gli uomini sono attori come fantocci, marionette, automi, Report ci pone un orizzonte in cui la società e i cittadini possono muoversi nella direzione di un cambiamento attivo, coscientemente voluto”.

 All’interno della cerimonia di premiazione del 5 settembre, Milena Gabanelli, la redazione di Report, Ascanio Celestini, Marco Paolini e Gino Strada, con il coordinamento di Massimo Cirri, intavoleranno un “Dialogo sulla passione”. A conclusione dell’appuntamento, avrà luogo una jam session musicale con Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore, accompagnato da Roberto Boarini, Gianluca Casadei, Matteo D’Agostino.

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