L’aspetto innovativo ed essenziale del Protocollo consiste nel fatto che esso costituisce un atto esecutivo approvato dalla Conferenza delle Parti contenente alcuni obblighi: di natura politica e socio economica sia nazionale che internazionale, di natura tecnico-scientifica, di natura sociale e culturale ed ha scopo attuativo; vincola i Paesi più industrializzati e quelli a economia di transizione a ridurre complessivamente del 5% rispetto ai valori del 1990 le emissioni dei cosiddetti gas serra e in particolare per i paesi UE dell’8% nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012.

I gas ad effetto serra regolati dal Protocollo di Kyoto sono:
• Biossido di carbonio (CO2) o Anidride carbonica: dai camini delle industrie, quelle di trasformazione e produzione energetica in testa, e dagli scappamenti delle auto
• Metano (CH4) : dal settore agricolo, soprattutto dalle deiezioni animali degli allevamenti intensivi e anche dalle discariche dei rifiuti.
• Protossido di azoto (N2O) : dall’ agricoltura con la concimazione artificiale, dal settore energetico e dei trasporti
• Idrofluorocarburo (HFC) è uno dei principali sostituti dei CfC i gas responsabili dell’assottigliamento dello strato di ozono, utilizzato per refrigerazione e condizionamento
• Perfluorocarburo (PFC) dai sistemi di refrigerazione.
• Esafluoruro di zolfo (SF6) da vari comparti industriali.

Come abbiamo già indicato, l’obiettivo primario del Protocollo consiste nel cercare di stabilizzare e ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera, secondo un valore di riferimento pari a circa 380 ppm (parti per milione) di CO2.
Attualmente la concentrazione di CO2 è in costante aumento anche secondo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente: 150 anni fa la sua quantità si misurava in 250 ppm, nel 2000 era di 360 ppm, attualmente siamo a 380 ppm, e tra 50 anni con questo ritmo, sarà a 500 ppm; le previsioni annunciano il raddoppio entro il 2050 delle attuali quantità di emissioni se non saranno presi provvedimenti.

E’ l’aumento più alto verificatosi negli ultimi 600.000 anni e provoca un incremento dell’effetto serra naturale terrestre (alcuni dei gas presenti nell’aria detti "gas serra" permanendo in atmosfera trattengono le radiazioni solari che dovrebbero disperdersi nello spazio cosmico. Più aumenta la loro concentrazione più cresce la quantità di calore intrappolata nell’atmosfera e tendenzialmente l’effetto serra e di conseguenza la temperatura media sul nostro pianeta) : la temperatura ‘media globale terrestre’ è aumentata di + 0,76 C° nell’ultimo secolo rispetto alla sua media naturale.

Per le attuali conoscenza scientifiche, si stima che il limite di sicurezza per il mantenimento dell’equilibrio climatico naturale terrestre e la vita come attualmente la conosciamo, debba rimanere inferiore ad un aumento massimo di + 3 C°, oltre i quali non siamo in grado di prevedere le conseguenze, né sappiamo se il processo potrebbe essere reversibile, ed in quanto tempo.
Questo surriscaldamento e le sue conseguenze sono comunemente definiti “Global Warming” o Riscaldamento Globale.

Olivia Carone

Categories: Arte e cultura