Pianificare una visita a Torino ècome entrare i sintonia con una città che non è una metropoli ma raccoglie tantissime testimonianze in un crogiolo di strade e piazzette, ordinate ed eleganti. Bisogna immergersi nella visita di monumenti, musei, vie, luoghi insoliti, angoli gastronomici, aree verdi, lungofiume e colline vicino la città anch’esse ricche di storia. Nuovi obiettivi posso farsi strada col tempo, con la visione di nuovi quartieri e pochi giorni non bastano.
Il Palazzo Reale, patrimonio Unesco dal 1997, è stato residenza ufficiale dei reali di casa Savoia fino al 1865, quando la capitale d’Italia fu spostata a Firenze e poi a Roma.
Dal XVII sec., periodo in cui fu costruito, ha avuto varie ristrutturazioni e abbellimenti.
Nel XVIII sec. Filippo Juvarra, architetto messinese, lasciò varie testimonianze della sua arte e fantasia; famosa la scala delle forbici, detta così perché, alla fine dell’ultima rampa che sale con uno slancio improvviso, c’è un medaglione di marmo con un viso che ride e sotto una lingua tagliata da un paio di forbici. Juvarra, con questa scultura, voleva così smentire le malelingue che lo definivano incapace di fare una scala così sontuosa e slanciata nello stesso tempo.
Anche il gabinetto cinese con lacche originali con il tradizionale colore rosso è una sua creazione. Nel soffitto è rappresentato il Giudizio di Paride dipinto da Claudio Francesco Beaumont.
Tutto il percorso è una passeggiata tra sale con stucchi dorati splendenti che vengono messi in risalto dalle luci e dagli specchi. La sala del trono attira sempre per la sontuosità anche se si sa che il re stava poco lì. La sala da ballo con i grandi lampadari e le colonne grandi ma vuote nell’interno può farti immaginare il passato di feste e tutta la scenografia ottocentesca. Lungo le pareti ci sono dipinti di donne danzanti somiglianti a quelli pompeiani. Questa sala è stata ridisegnata da Pelagio Palagi.
La sala da pranzo è anch’essa molto ricca di ornamenti e arredi eleganti, c’è la tavola così ben apparecchiata con cristalli e piatti preziosi che viene voglia di sedersi.
All’inizio dell’itinerario, dopo lo scalone d’onore di marmo bianco, s’incontra il salone delle guardie svizzere ristrutturato da Pelagio Palagi nel XIX sec. Lo sfondo verde con grandi candelabri crea una differenza con gli altri saloni, quasi tutti orientati al colore rosso o dorato. Grandi contenitori in ghisa sono posizionati lungo le pareti più lunghe.
Pelagio Palagi intervenne anche in Lombardia nella bella villa Cusani Traversi Tittoni, a Desio.
Nel 1955 il Palazzo Reale viene dato in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.
Nel XXI sec. progressivamente si forma un Unicum artistico con restauri e allestimenti: i Musei Reali, comprendenti l’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Museo Archeologico, il Museo delle antichità, i Reperti Romani e i Giardini Reali. Dal 2016 ci sono visite sempre più ampie per i turisti e gli studiosi. La Cappella della Sindone fa parte del Palazzo Reale ma la Sindone è conservata nel vicino Duomo S. Giovanni, dopo l’incendio del 1997.
Non lontano è la famosa piazza Castello che prende il nome dal Castello degli Acaja che si trasformò nel tempo anch’esso. Persa la funzione di opera difensiva, divenne residenza dalle Madame Reali. Nel sec XVIII Filippo Juvarra edificò la facciata barocca (palazzo Madama) e all’interno, il magnifico scalone monumentale.

Gabriella Capone