Il tema è certamente accattivante , l’arte che vede nella sicurezza un perfetto partner atto a custodire e proteggere ciò che l’uomo con la sua creatività e il suo estro crea.
E’ stato questo il seminario che in una location di tutto rispetto come il museo Bagatti Valsecchi, ha visto nascere il progetto ARTE IN SICUREZZA grazie alla lungimiranza di due istituzioni specializzate proprio in tali settori, lo STUDIUM ARTIS, agenzia assicurativa nel ramo fine art e la PARMA ANTONIO E FIGLI, azienda leader mondiale nel campo della sicurezza. L’obiettivo, che è stato il filo conduttore dei lavori, è quello di ottimizzare e proteggere coloro che investono quattrini importanti nel mondo dell’arte, sia attraverso le migliori condizioni di premi assicurativi che di aumentare anche la percezione di sicurezza dei proprietari di opere, con un incremento generale dell’efficienza nella gestione del patrimonio artistico.A fare da moderatore ai lavori,di fronte ad una platea composta da operatori specializzati, ma anche da “semplici”investitori, è stato scelto il giornalista del sole 24 ore Marco Carminati, nella cui introduzione ha evidenziato come questo convegno sia un evento piuttosto unico, proprio perché accade raramente che competenze diverse che si occupano della gestione di opere d’arte si trovino a dialogare tra loro. La sinergia che il seminario ha posto in evidenza è proprio la novazione relativa alla nascita di strutture di consulenza che fanno dialogare diverse competenze, ed in grado di una profonda analisi di situazioni differenti atte a proporre soluzioni integrate di sicurezza ed assicurazione.L’intervento del Dr. Marco Riccomini di CHRISTIE’S ha colto l’attenzione della platea con un approfondimento della sicurezza attributiva, una scienza imperfetta soggetta a ritocchi così come lui stesso l’ha definita, fondamentale essere garanti sulla’autenticità di un’opera, la sua corretta attribuzione, lo stato di conservazione, la sua lecita provenienza e dare un valore congruo d’acquisto per poi definire un adeguato contratto assicurativo. A parlare di valenza scientifica dell’opera è stato il compito del Dr. Gianluca Poldi, fisico dell’università di Bergamo, che ha dimostrato come l’utilizzo della tecnologia, e di nuove tecniche scientifiche, consenta di verificare un approfondimento delle tecniche di realizzazione di un’opera, dei materiali usati e dei supporti utilizzati. Dati questi che possono essere utilizzati per fornire elementi inconfutabili volti a rendere riconoscibili le opere d’arti contro possibili falsificazioni o alterazioni.
 La messa in sicurezza delle opere è stato affrontato dal Dr. Giorgetto Amedeo, della PARMA ANTONIO E FIGLI,che ha sensibilizzato i presenti nell’individuare misure di protezione più adeguate,sia di tipo fisico che elettronico, e le aree di miglioramento nell’ambito espositivo e di custodia dei beni, consentendo di ridurre la possibilità che si verifichino eventi dannosi con un incremento dell’efficienza nella gestione de patrimonio artistico, e della conseguente tranquillità del suo proprietario. Proprio la tutela del patrimonio artistico, con la sicurezza di un contratto assicurativo “fine art”è stato il tema affrontato da Domenico Sedini di STUDIO ARTIS, la rilevanza di un contratto assicurativo che garantisca adeguate coperture, elasticità nella definizione delle clausole,accettazione dei valori tramite una stima accettata. Il tutto associando conoscenze tecniche ad una competenza nelle tematiche storico artistiche. Un giusto mix che può garantire all’assicurato una gestione ottimale del contratto fine art.
Ringraziamo il Dr. Alberto Parma per l’opportunità che ha dato alla nostra testata di essere non solo partecipi ad un cosi importante evento,ma di essere parte attiva nel riportare e diffondere questa opportunità tramite la nostra testata, non da semplici cronisti ma come contributo a tutelare chi, nel mondo dell’arte, investe ingenti patrimoni.

Massimo Passera