Si chiama Samuele Valentino ed è un importante Generale di Brigata, ma è anche un valente medico e scienziato. Serio e affidabile nel suo ruolo di grande Ufficiale, personalità ferma e decisa, poco incline ai convivi, stile perfetto, rispettoso e, poi, simpatico, cordiale, disponibile. Professionalmente preparato come medico, non solo, cosa inaspettata, è anche un ricercatore della scienza medica nella branca di Ortopedia e Traumatologia. Quando l’ho conosciuto, ciò che mi aveva colpito è stato lo spirito familiare, mentre la sua amabilità affermava la sua forza. Incuriosita e affascinata da questa potente personalità, gli ho telefonato per chiedergli una nuova intervista. Molto cordialmente aveva ancora acconsentito
Mi ha ricevuta con la sua consueta amichevole cordialità e io ho iniziato subito l’intervista.
Generale, mi rendo conto che, con la precedente intervista la curiosità sulla Sua persona non si è esaurita, perciò mi piacerebbe sapere alcune altre cose: Lei è portatore di due anime: quella di Medico e quella di Ufficiale, è faticoso gestirle e farle convivere?
“Potrebbe essere faticoso se non lo facessi con autentica passione. Le due anime se realizzano una sintesi perfetta consentono di svolgere un ruolo di grande stimolo e di vivere una esperienza professionale unica e coinvolgente”.
Qual è la sintesi di queste due identità: “E’ quella che unisce tutti i valori connessi sia alla tradizione militare, sia all’arte medica, valori che trovano la massima espressione nel motto araldico della Sanità Militare: “FRATRIBUS UT VITAM SERVARES MUNERA VITAE SPRAEVISTI”.
Mi scusi Generale, esiste un monumento al soldato medico caduto in guerra?
“Ce ne sono. Il più significativo è situato nel cinquecentesco Chiostro del Maglio che si trova a Firenze in Via Venezia, vecchia sede della Scuola della Sanità Militare dell’Esercito ed attuale sede del Dipartimento Militare di Medicina Legale. Nel piazzale è collocato il Monumento storico al Medico Caduto, dedicato a tutti i medici caduti nella prima guerra mondiale”.
Chi è stato l’autore di questo magnifico e maestoso monumento?
“L’opera, interamente in bronzo, fu modellata dallo scultore Arrigo Minerbi nel 1924. Consta di due parti storiche: La Resurrezione e la Rievocazione”.
Da quello che vedo nella foto che mi sta mostrando deve essere stato realizzato con molto bronzo, com’è stato reperito tutto questo materiale?
“Il bronzo utilizzato fu in massima parte reperito dai cannoni austriaci. A quello fu aggiunto simbolicamente e solennemente quello delle decorazioni militari degli ufficiali medici caduti e sopravvissuti, nonché l’oro delle vere nuziali delle vedove dei medici militari caduti”.
Mi scusi Generale, in questa bella struttura non vengono tenuti convegni?
”Certo, nella sede del Centro Ospedaliero di Milano vengono tenuti annualmente una decina di convegni ed eventi scientifici, aperti ai colleghi civili e validi ai fini ECM. Dal 2002 ad oggi ne sono stati organizzati quasi un centinaio sia di carattere nazionale che internazionale”.
Di quale personale si avvale per l’organizzazione?
“Di una squadra di collaboratori formata da medici e infermieri orientati professionalmente all’utilizzo delle tecniche informatiche, alla cura degli assetti organizzativi e alla gestione della logistica dell’accoglienza. Questo fa parte del progetto strategico dell’Ente che prevede accanto alla cura della persona la formazione del personale sanitario al fine di assicurare la pronta operatività all’impiego dei propri quadri”.
Qual è l’obiettivo finale della formazione?
“E’ quello di qualificare e perfezionare la preparazione tecnica professionale dell’operatore sanitario per poterlo proiettare proficuamente nei teatri internazionali delle Missioni di Pace”.
In quale misura l’Ospedale contribuisce nelle Missioni di Pace?
“Il centro ospedaliero di Milano è da sempre, e oggi più che mai, serbatoio privilegiato per alimentare le risorse organiche da impiegare nelle strutture sanitarie militari, quali gli ospedali da campo e le infermerie dei teatri operativi. I medici e gli infermieri militari, a turni programmati, assicurano la piena continuità di tale servizi. In tutte queste missioni il Personale dell’Ospedale Militare si è particolarmente distinto per professionalità e spirito umanitario, ricevendo continui apprezzamenti, elogi e onorificenze dalle autorità militari e civili internazionali e il ringraziamento delle popolazioni locali, promuovendo e diffondendo nei teatri internazionali, afflitti dal bisogno e dalle calamità, l’immagine della Milano operosa, efficiente e solidale”.
Ora, Generale, vorrei farLe delle domande sulla Sua attività di medico-ricercatore. Cosa ha realizzato nel campo della ricerca?
“Negli anni ’90 ho sviluppato un’attività di ricerca tecnologica originale per la realizzazione di un fissatore esterno, da utilizzare in contesti critici per la stabilizzazione e il trattamento delle fratture in urgenza. Tale metodica di trattamento offre notevoli vantaggi perché permette un sollecito sgombero del traumatizzato, riduce il rischio delle complicanze settiche e vascolari, rispetta le parti molli, accelera i tempi di guarigione della frattura e consente l’inizio veloce della riabilitazione”.
Questo progetto, che fu pubblicizzato anche dal Corriere della Sera, in quanto tempo fu realizzato?
“Dopo un periodo di tre anni di sperimentazione teorica e pratica, in collaborazione con la chirurgia d’urgenza del Policlinico di Milano furono eseguiti dei modelli sperimentali impiantati in politraumatizzati che diedero risultati lusinghieri. Tale tipologia di mezzo di osteosintesi esterna è finalizzata all’ uso specifico nelle situazioni campali nelle emergenze sanitarie belliche e non e ad essere inserita nelle dotazioni degli ospedali da campo”.
Nel terzo millennio, a un medico militare, accanto al lavoro prettamente di medico, quale altra qualità è stata richiesta?
“Il medico militare è una figura complessa di operatore sanitario, perché oltre alla capacità di sviluppo della professionalità medica gli viene richiesta la conoscenza delle valutazioni medicolegali e una gestione manageriale delle Unità Operative o degli Enti Sanitari a lui affidati”.
Quali sono i progetti di un manager militare?
“Oltre a fornire i concorsi sanitari con ambulanze e personale sanitario militare nei grandi eventi, nelle esigenze di sanità pubblica e nelle manifestazioni sportive, i progetti più significativi sviluppati negli ultimi dieci anni all’interno del Centro Ospedaliero di Milano sono stati tanti. Un progetto originale è rappresentato dalla costituzione di uno sportello geriatrico riservato ai veterani (militari anziani) e ai soci della Associazioni Combattentistiche, quale centro di ascolto e di gestione del bisogno espresso ed inespresso dei militari in quiescenza, in segno di riconoscenza per il Servizio prestato per le Forze Armate e per la condivisione dei Valori Militari anche dopo la cessazione dal servizio attivo.
– E stata formata ad hoc una equipe dedicata costituita da un medico coordinatore, un infermiere, una psicologa, una crocerossina che consentono, dopo un’accurata anamnesi, l’esecuzione di esami clinici e di visite specialistiche e che forniscono tutte le indicazioni per un supporto alle problematiche sanitarie ed assistenziali degli aventi diritto.
– Un altro progetto è stato quello della costituzione di uno sportello adolescenziale presso la Scuola Militare “Teulié” per la diagnosi e la gestione del disagio psicologico giovanile e per la messa a punto di tutte le forme psicologiche di supporto idonee per le problematiche adolescenziali.
– E altro progetto è stato quello di una forma di telemedicina compatibile con le risorse attuali e finalizzata alla trasmissione a distanza, tramite Web di immagini di diagnostica ecografica per consentire all’operatore sanitario anche non specialista distaccato in sedi lontane dalle aree specialistiche metropolitane di usufruire del conforto di una seconda autorevole opinione di uno specialista preallertato. Tale procedura può trovare pratica applicazione nei contesti dei teatri internazionali delle Missioni di Pace”.
Sotto il suo comando sono state realizzate anche altre iniziative di pubblico interesse?
“Sì. L’Ospedale, sotto il mio comando ha sviluppato una vera e propria tradizione di impegno nel sociale, che si è concretizzata nell’aprire le sue porte per la effettuazione delle compagne di vaccinazioni antinfluenzali per la popolazione civile della Zona Ovest di Milano su richiesta dell’ASL di MI-Città, nonché è stata per alcuni anni realizzata una iniziativa di un “Natale In Festa con L’Esercito” dedicata agli anziani soli della città di Milano. Quest’ultima attività viene messa in atto in collaborazione con la ONLUS comunale “Emergenza anziani” e con “SOLIDARTE”.
Mi scusi, Generale, l’Ospedale Militare di Milano, per “Natale in Festa”, cosa organizza per gli anziani?
“Un incontro natalizio con 150 anziani soli di Milano, segnalati dai custodi sociali del Comune di Milano. In loro onore, viene celebrata una Messa di Natale nella Chiesa dell’Ospedale Militare dove viene realizzato un Presepe a cura dei nostri soldati e delle nostre soldatesse, dove ufficiali e soldati suonano l’organo, partecipano alle liturgie e fanno da compagnia e cornice insieme alle autorità convenute agli ospiti a cui successivamente viene offerto un pranzo benefico. Partecipano attivamente anche alcuni artisti e una band di musicisti e personaggi del mondo dello spettacolo che servono ai tavoli e collaborano a creare un’atmosfera squisitamente solidale e natalizia dove tutti vanno ai microfoni per cantare e leggere poesie”.
Generale, anche lei canta?“Certo, tutti cantano, quando l’atmosfera è genuinamente coinvolgente e si crea un clima squisitamente altruistico e festoso!”.
Come si conclude questa magnifica festa?
“Con la distribuzione dei doni”.
Complimenti, non tutti i Grandi Ufficiali si mettono in gioco per paura di non essere presi sul serio, ma, mi dica, cosa la soddisfa di più nell’espletare un ruolo Medico-Militare così importante e impegnativo?
“Quello di realizzare progetti innovativi, portare avanti idee di ricerca e valorizzare al massimo le risorse umane a disposizione”.
Quali sono quelle in progettazione?
“Il futuro della Sanità militare lo vedo sempre con maggiore prospettiva proiettato verso l’integrazione sul territorio con il Servizio Sanitario Civile. Gli atti concreti saranno la stipula di veri e propri accordi di programma e atti negoziali con la Regione Lombardia e con le Aziende Ospedaliere di Milano per sviluppare programmi socio-sanitari su tematiche condivise , quali:
1) Gestione delle emergenze e urgenze e costituzione di Centri di Risposta in caso di attacchi di tipo non convenzionale;
2) Programmi di Educazione alla Salute;
3) Programmi di Prevenzione delle patologie giovanili nelle sedi scolastiche;
4) Programmi di Medicina sociale;
5) Un progetto ambizioso potrebbe essere sviluppato con atti negoziali su autorizzazioni delle Autorità Centrali per la costituzione di un Ospedale Misto in cui possano essere ricoverati e curati sia pazienti militari sia civili e in cui possano formarsi e lavorare sinergicamente sia operatori sanitari militari sia operatori civili”.
Da quanti anni presta servizio in questo Ospedale?
“Nel 1977 sono stato assegnato come Ufficiale Medico col grado di Tenente. Per molti anni, ho ricoperto il ruolo di Medico Capo Reparto Ortopedico. Ho comandato l’Ente Ospedaliero per ben tre volte in tre distinti periodi storici: sia come Tenente Colonnello, sia come Colonnello e sia come Generale di Brigata”.
In conclusione, Generale, qual è il messaggio che intende lasciare ai giovani militari che iniziano oggi questo percorso? “Il messaggio che mi sento di consegnare è di duplice valenza: il primo è quello di iniziare il percorso nel miglior modo possibile portando avanti sempre l’obiettivo della qualità e dell’eccellenza in tutte le espressioni professionali e l’altro è quello di coltivare i sogni, senza i quali nessuna opera meritoria e innovativa è mai possibile realizzare”.

Principia Bruna Rosco

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