Su quel ramo del lago di Como una volta c’erano Renzo e Lucia del Manzoni e i due ormai celebri promessi sposi hanno contribuito a fare di quei luoghi ambientazioni perfette per una favola romantica e per un clima da naviganti sognatori.
Sul lago di Como oggi c’è Villa Olmo con i suoi splendidi giardini intorno e una magnifica fontana in funzione all’entrata e se andate a visitarla in questo periodo, fino al 24 luglio ci troverete donne bellissime, si potrebbe dire donne d’altri tempi e a buona ragione perché si tratta di immergersi completamente in stupende sale allestite con quadri raffiguranti la Belle Epoque, in un’ incantevole atmosfera che ci riporta al passato, a una rinascita sociale, civile e culturale e al mito della femme fatale.
Giovanni Boldini prima di tutti e poi Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi e Vittorio Corcos sono gli artisti che attraverso le loro sapienti mani e le loro magiche pennellate, celebrando quel momento storico unico e irripetibile, ci permettono ancora oggi di gustare la bellezza di donne affascinanti e la gioia di vivere che trapela dai languidi e guizzanti sguardi dei ritratti.
Una raffinata eleganza, uno charme superlativo e una poetica sensualità caratterizzano le centodieci opere dei maggiori maestri del fine ottocento italiano.
L’arte si mescola al lusso e il gusto estetico si fa sempre più sofisticato come si può notare dagli abiti sfarzosi dai colori accesi e dalle fogge suntuose, sembra quasi di poterne toccare le stoffe tanto sono stati abilmente dipinti. Spiccano i particolari preziosi: un anello pregiato, un vezzoso ventaglio, un’ orecchino di perla, un bracciale d’oro, uno scialle di pelliccia, ogni minimo dettaglio è enfatizzato con tocchi accurati.
I corpi aggraziati, leggiadri, voluttuosi, ripresi in pose delicate o più trasgressive mantengono sempre una sublime classe, espressione delle personalità aristocratiche o puramente femminili delle
donne di quegli anni euforici.
Anche le pettinature e il trucco sono studiati per accentuare il magnetismo: chignon, trecce, riccioli, morbide acconciature con piume e cappelli estrosi e bocche vermiglie o intensamente rosee su visi dalla pelle candida.
Una mostra straordinaria con veri capolavori da ammirare uno ad uno e all’uscita si può approfittare delle belle giornate di sole per godersi il parco, fare una passeggiata sul lungolago e organizzare
un’ emozionante gita in battello per vedere da tutti i lati il meraviglioso panorama comense, ripensando alla Belle Epoque che, se sappiamo guardare il bello, potrebbe non finire mai.

Diana Maria Elena Fusco