Nel mio intervento precedente sono stati citati i motivi per i quali molte civiltà mediterranee, dopo un periodo più o meno lungo, siano state praticamente cancellate, mentre tale sorte è stata risparmiata all’Italia, diventata praticamente un immenso museo invidiatoci dal resto del mondo.
E’ però opportuno ricordare che anche noi abbiamo avuto invasioni barbariche dove hanno allignato anche i barbari indigeni (ricordiamo il detto “quel che non fecero i barbari fecero i Barberini” a ricordo delle gesta di Urbano VIII)! Comunque, anche nei secoli bui troviamo Governi illuminati che protessero le arti e i monumenti. Le tante Signorie, sorte grazie alla mancanza di un potere centrale, fecero a gara per mostrare all’inclita e al volgo la loro magnificenza. In tutto il Medio Evo l’Italia, priva del potere centrale, ha visto pullulare tante città, spesso paesotti nati intorno a un castello, ergersi a Signorie, in pratica Capitali, rissose, ma mosse dalla voglia di apparire adeguate al rango che si erano attribuite. I Signori di questi mini Stati fecero a gara tra loro per accaparrarsi i migliori artisti di ogni genere. E’ stata una competizione di cervelli, ma principalmente di scuole: palazzi con splendidi giardini, castelli, monumenti, piazze, fortificazioni murarie e, infine, chiese e cattedrali superbe. Architetti, pittori e scultori, accorsero da ogni parte e, oltre a esternare il proprio genio nelle opere, fecero scuola ad allievi che spesso li superarono. Il risultato lo vediamo: Amalfi, poco più di 5.000 abitanti, ha una delle più belle Cattedrali del mondo; Urbino, poco più di 15.000 abitanti, ha un palazzo ducale semplicemente stupendo! E tutta l’Italia è stata un fiorire di opere grandiose, a volte nascoste in piccoli centri, opere d’insigni artisti, autentici geni nel loro campo. Ma purtroppo è anche l’Italia che non si perita di trascurare questi immensi tesori, lasciandoli nell’incuria o non approfittando della loro presenza per attirare coloro che, amanti del bello e della sua splendida natura, vorrebbero visitarla e amarla, arricchendo il loro spirito. Non è giusto avere uno stupendo giardino e abbandonarlo alle ortiche. E’ la nostra autentica debacle turistica. Torneremo su questo argomento.

Roberto Granati
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