Si è svolto a Rovigno d’Istria nei giorni 15, 16,17, 18 e 19 settembre 2011 il 54° raduno degli esuli a seguito dell’occupazione jugoslava.
Il tradizionale raduno annuale è stato organizzato dalla “Famìa ruvignisa” (“Famiglia rovignese”, associazione nazionale degli esuli rovignesi) e si è svolto in concomitanza con la festività di Santa Eufemia, la Santa patrona della cittadina istriana (venerata come protettrice cittadina anche in altre località italiane, tra cui Grado, Novara, Irsina, Alba Adriatica, Carinaro. Accompagnate dall’ingegner Francesco Zuliani (sindaco del comune di Rovigno in esilio) circa 200 persone, giunte da ogni parte della penisola italiana, hanno partecipato attivamente ad un nutrito programma socio culturale, accolte dai concittadini residenti e anche dalle autorità locali.
Il programma previsto è iniziato con la celebrazione di una Messa solenne, in lingua italiana, con l’accompagnamento del coro Santa Cecilia di Grado (GO), presso il Duomo di Sant’Eufemia, dove in un sarcofago è tutt’ora conservato il corpo imbalsamato della Santa.
Durante le giornate del raduno gli esuli e le loro famiglie hanno visitato il sito archeologico di Moncodogno (a cinque chilometri da Rovigno) dove recentemente sono stati riportati alla luce reperti di un importante Castelliere dell’età del bronzo ospitante una comunità preistorica di circa mille persone. Presso la vicina foiba omonima, dove sono stati gettati uomini, donne e giovani adolescenti rovignesi di etnia italiana, c’è stato un commosso raccoglimento da parte degli esuli convenuti, presenti anche i parenti degli infoibati. Presso il Circolo della Comunità degli italiani di Rovigno il generale Rigon della Brigata alpina tridentina ha illustrato, con ampia documentazione fotografica al di fuori dell’iconografia ufficiale, aspetti inediti della “campagna di Russia”; l’occasione ha portato a commemorare ed onorare, presente il cugino residente a Trieste, la memoria del capitano di cavalleria Silvano Abbà, nato e vissuto a Rovigno, (già vincitore con medaglia di bronzo nel pentathlon moderno alle olimpiadi del 1936) che perse la vita combattendo eroicamente sulle sponde del Don nell’agosto 1942, tanto da meritare le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo al valor militare.
Un incontro, appassionatamente seguito, organizzato in collaborazione con il locale Centro di ricerche storiche, ha riguardato una revisione critica di alcuni aspetti storici del secondo dopoguerra sul confine orientale sulla base della recente apertura e conseguente accesso agli archivi jugoslavi custoditi a Zagabria. Con l’occasione è stata conferita a Barbara Zucconi, nipote di rovignesi “doc”, diplomata al liceo linguistico statale di Udine, una targa premio per una ricerca storica sulle foibe e sull’esodo (tesina di maturità).
Concerti folcloristici, canzoni popolari, letture in prosa ed in versi, bozzetti di storia rovignese, pieces teatrali in rovignese (antica parlata istroromancia) e un revival per i 150 anni di storia d’Italia, realizzato dall’attore rovignese Tullio Svettini (attuale direttore artistico di GradoTeatro) hanno infine caratterizzato il tradizionale raduno degli esuli sparsi in tutta Italia consentendo a tanti figli e nipoti presenti la ricerca delle proprie origini .
 
Paolo Zucconi

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