L’11.11.11, data memorabile che non si ripeterà per altri 100 anni, con il Patrocinio del Comune di Buccinasco, l’Associazione Accademia dei Poeti Erranti ha presentato il libro IL CONFIDENTE di Nicolò Licata. La presentazione è avvenuta nella bella sala della Cascina Robbiolo a cura del prof. Attilio Bergamini.
Per conservare la memoria di un vissuto relativo ad un periodo di quando a Milano cominciava a radicarsi la malavita, lo scrittore Nicolò Licata ha scritto un interessante libro “IL CONFIDENTE” Editato dalla Casa Editrice O.T.M.A. di Milano – Via Cesariano, 6 -.
Ho detto “per conservare la sua memoria” perché Nicolò Licata ha una lunga esperienza di investigatore nell’Arma dei Carabinieri, pertanto, basandosi sulla sua esperienza personale e sul suo criterio personale, racconta, in forma di romanzo, una realtà vera con fatti realmente accaduti che non è assolutamente cronaca giornalistica. Quindi, è un libro dove lo scrittore Licata mette a nudo la Milano degli anni ’80 in una retrospettiva rivisitata di fatti realmente accaduti nei quartieri periferici, dove pullulavano efferati e spietati banditi-killer appartenenti a vari clan della malavita, che avevano fatto diventare la bella Milano luogo di vendette e morte.
Tre le righe, si leggono le stragi mafiose degli anni Ottanta che fecero molte vittime, anche innocenti, dove la malavita seminava terrore, sia all’interno dell’organizzazione, sia nei confronti della società e dello Stato. Era un periodo dove, nella malavita, a comandare erano i cosiddetti “uomini d’onore” ma, per le attività criminali venivano utilizzati un certo numero di non-mafiosi e perfino di non-italiani. La malavita cominciò ad intrattenere rapporti commerciali con gli americani, con i marsigliesi e si organizzarono come una vera e propria società per azione con le relative sporche manovre finanziarie curate da esperti della finanza internazionale: i cosiddetti "colletti bianchi".
Per forza di cose, all’interno di essi si era innescata la contesa delle “Piazze” dedicate alla prostituzione e alla vendita della droga, perciò, infuriavano fra di loro lotte micidiali, facendo diventare Milano luogo dallo scenario sanguinario e inquietante, anche in relazione all’affermarsi del terrorismo, che destava un notevole allarme sociale.
Lo scrittore Licata, quindi, non ha solo raccontato la storia di quel drammatico periodo storico, ma ha fatto una diagnosi, un’analisi sociale sui fenomeni criminali degli anni ’80, di cui voleva rimanesse traccia, perciò, questo interessante libro, può essere definito un testamento per conservare la memoria.
Nel libro ci sono anche vari tratti divertenti perché lo scrittore Licata, non si è limitato a esporre la Milano violenta degli anni ’80, ma ha scritto anche episodi di un periodo di quando non c’era internet né telefonini e ci divertivamo con niente. E’ una storia che ci fa conoscere una nuova visione del mondo dove c’è un rapporto in sintonia con la gente di quel periodo che era ingenua e candida e il "mondo reale", a parte la malavita formata solo da una piccola parte della popolazione, non era così cattivo.

Principia Bruna Rosco

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