In occasione della presentazione del Calendario dell’Esercito 2012 dall’emblematico titolo “Esercito 5.08” che richiama il linguaggio del web e l’attuale società che i progressi comunicativi hanno reso profondamente multimediale. Le dodici tavole dei mesi mostrano l’orientamento della Forza Armata attraverso una panoramica di quanto è al momento in sperimentazione e di ciò che è oggetto di ricerca e studio per il futuro.

Tale evento avverrà il 29 novembre, ore 11.00, alla presenza del Generale C.A. Giorgio Battisti, Comandante del Corpo d’Armata NATO di Reazione Rapida, del generale di Brigata Camillo de Milato Comandante l’Esercito Lombardia e di molte altre autorità Militari e Civili.
In tale occasione verrà presentato il nuovo libro della famosa scrittrice-ricercatrice Paola Chiesa che s’intitola “Il Distretto Militare di Milano – Memorie Storiche dal 1946 al 2007” edito dall’ottima Casa Editrice ABEditore di Milano. Il libro sarà co-presentatato dal valente Colonnello Sergio Lepore, Capo Centro Documentale di Milano, il quale ne ha curato anche l’introduzione.
Per poter entrare nell’argomento del libro, mi corre l’obbligo di intervistare il Colonnello Sergio Lepore e la scrittrice Paola Chiesa.
Cominciamo con il Colonnello Sergio Lepore:
Signor Colonnello, mi può parlare di Lei e della sua carriera militare?
Fin da giovane ho avuto la passione per l’Esercito, così appena diplomato riuscì ad entrare , nel 1978, all’Accademia Militare di Modena ed iniziò la mia carriera di soldato. Ho sempre prestato servizio presso reparti operativi controaerei e presso il Comando NATO NRDC Italy fin dalla sua costituzione. Ultimamente sono transitato nell’area territoriale è sto vivendo una bellissima esperienza di relazioni con il mondo civile e con il personale in congedo. Ho sempre cercato di fare del mio meglio per mantenere fede al giuramento prestato e oggi dopo 35 anni di servizio non ho alcun rimpianto. E’ stata e continuerà ad essere una bella avventura al servizio del Paese.
Com’è nata l’idea di questo libro?
“Ho parlato di questa mia idea con la professoressa Paola Chiesa che subito ha risposto con l’entusiasmo e la professionalità che la caratterizzano. Così, il mio originario “opuscolo”, è divenuto questo meraviglioso volume di oltre 500 pagine che racconta la storia del Distretto Militare dal dopoguerra ad oggi attraverso la lettura delle “Memorie Storiche”.
Mi scusi, Colonnello, se non ho capito male, Lei ha contribuito alla stesura di questo libro?
No, io ho solo lanciato l’idea ma il merito è tutto della Professoressa Paola Chiesa. Ho solo reso disponibili gli archivi e dato qualche piccolo suggerimento.
Mi può parlare del Centro Documentale di Milano, cioè, quando e perché è stato istituito?
“E’ stato istituito a seguito della sospensione della leva, il 30 giugno 2007 per trasformazione del 23° Distretto Militare di Milano di cui conserva le glorie e le tradizioni”.
La “memoria” è un valore fondamentale?
“Certamente! È per questo principio o motivo che ho maturato l’idea di un “opuscolo” sul Distretto Militare di Milano. E’ importante far conoscere la storia di un Ente Militare che da sempre è stato l’interfaccia principale tra la popolazione civile e le Forze Armate”.
Mi può parlare dei famosi tre giorni cui i ragazzi venivano chiamati per sottoporsi alla visita di idoneità?
“Al compimento del 18° anno di età tutti i cittadini maschi venivano chiamati presso i Distretti Militari per accertarne l’idoneità psico-fisica a svolgere il servizio militare. Nell’immaginario comune rappresentava il momento di transito da fanciullo a uomo. Era un momento di forte emotività per tutti: sia per coloro che volevano risultare idonei sia per coloro che speravano in una riforma per non fare il servizio militare. Proprio per questo il ricordo dei famosi 3 giorni è indelebile in tutti coloro che hanno vissuto la coscrizione obbligatoria. I Distretti Militari erano incaricati dello svolgimento di due importanti attività fra quelle assegnate all’autorità militare: il reclutamento e parte delle operazioni di mobilitazione. Altro compito importante era il servizio matricola per tutti i servizi resi da ciascun militare allo Stato. Inoltre, conservavano l’anagrafe militare, svolgevano attività certificativa e curavano le relazioni con il pubblico per ciò che riguardava il reclutamento e la matricola (oggi tali compiti, ameno di quelli connessi con la leva, vengono svolti dal Centro Documentale).
A chi compete mantenere le relazioni e il collegamento tra Forze Armate e Paese?
“Al Distretto prima e al Centro Documentale oggi. Quindi, oggi, il Centro Documentale, che è sotto il mio comando, è l’organo cui compete l’incarico di curare e mantenere le relazioni e il collegamento tra Forze Armate e Paese”.
All’ingresso della Caserma ho visto una lapide, alla memoria di chi è stata dedicata?
“Quella bellissima lapide posta all’ingresso della Caserma rivela lo spirito italiano. Infatti, indica che il mattino del 28 maggio 1915, centosettantotto Trentini entrati nella caserma Magenta come semplici borghesi, ne uscirono soldati d’Italia. Alla loro testa stava il famoso Cesare Battisti”.
Per voi militari cosa rappresentano le “Memorie Storiche”?
“Sono dei resoconti annuali sulle attività salienti svolte relative ai menzionati compiti. Vi sono inoltre riportati i principali avvenimenti dell’anno ed interessanti dati statistici”.
E il volume è ricco di notizie che possono interessare anche i civili?
“Sì, è ricco di notizie importantissime che meritano di essere scoperte o riscoperte anche dai “non addetti ai lavori”, cioè, dai civili.
Che cosa colpirà il lettore?
“Sicuramente la quantità di fotografie ritrovate dalla professoressa in vecchie scatole di cartone ormai dimenticate ed inserite nel testo per raccontare, non solo attraverso le parole, anche attraverso le immagini la storia di questa grande Istituzione. Dal 1966 le fotografie si moltiplicano, a testimonianza di quanto il Comandante del Distretto tenesse a divulgare “all’esterno” tutto ciò che avveniva “all’interno”: realizzazione di nuove infrastrutture, ristrutturazioni, cerimonie, visite importanti e tanto altro”.
E’, dunque, un altro libro di memorie?
“E’ certamente un libro di memorie. Non “un altro libro”, ma un libro in più che ci arricchisce perché fa aumentare in noi la consapevolezza dei legami strettissimi tra ieri ed oggi, facendoci sentire parte di un flusso storico che ha propugnato, difeso e portato avanti valori importanti. È proprio grazie a tale consapevolezza che la memoria si trasforma in impegno. Impegno di ciascuno di noi per la difesa della libertà e della democrazia, per la pace e la solidarietà umana verso tutti gli altri popoli. Per questo difficile lavoro di ricerca, ringrazio la Professoressa Paola Chiesa che, con il suo encomiabile impegno, ha reso possibile questa interessante opera. Ringrazio, infine, tutto il personale civile e militare che ha militato al Distretto Militare e tutti coloro che militano oggi al Centro Documentale di Milano, per aver sempre dimostrato altissimo attaccamento al dovere e all’istituzione. Dobbiamo essere tutti orgogliosi di far parte di un Ente che dal 1870 è al servizio dell’Italia”.
Quali sono i rapporti tra il Distretto e le Autorità locali?
"I rapporti tra Distretto e le Autorità locali si sono sempre più consolidati in un clima di cordialità e di collaborazione. Nel 1991, infatti, al Distretto è stata attribuita la “Cittadinanza Onoraria” con specifica delibera votata alla unanimità”.
 
La ringrazio, Signor Colonnello, della Sua cortese e simpatica disponibilità nel rispondere alle mie domande in questa intervista.
Ora, però, mi dovrò rivolgere alla Professoressa Paola Chiesa ma, prima è giusto che dia ai lettori delle piccole notizie biografiche: “Paola Chiesa è nata a Pavia nel 1979. Ha conseguito due lauree presso l’Università degli Studi di Pavia. E’ docente e studiosa di storia locale, ha al suo attivo ben quindici pubblicazioni sulla memorialistica dei soldati lombardi nella Seconda Guerra Mondiale. Dal 2005 ha accesso al Comando Militare Esercito Lombardia e agli Archivi del Centro Documentale di Milano, ex Distretto Militare, in cui sono conservati importanti ed inediti documenti di storia locale e regionale. In occasione del 150° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano (1861-2011) ha ricevuto l’attestato di Benemerito Esercito Lombardia”.
Professoressa, quando è iniziato tutto questo Suo interesse per le Forze Armate? “Circa sette anni fa, per colmare un vuoto enorme all’interno della storia locale della “mia” Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese – “mia” perché risiedo a Canevino, in uno dei piccoli 46 comuni che la componevano – ho chiesto ed ottenuto dal Ministero della Difesa di avere accesso alla documentazione matricolare pavese conservata negli archivi dell’ex Distretto Militare di Milano – l’attuale Centro Documentale. Anche solo la denominazione “Distretto Militare” mi lasciava perplessa. Ragazza, 25 anni, per di più civile in una caserma all’epoca solamente maschile mi intimoriva un po’. Mi sono avvicinata a questo mondo “grigio verde” in punta di piedi per non volerne più uscire. Le ricerche riguardavano i Caduti ed i Dispersi della “mia” Comunità Montana al fronte russo (1941-1943) e mi hanno realmente aperto un mondo che non conoscevo. Quando il Colonnello Sergio Lepore mi ha proposto di scrivere un “opuscolo” proprio sulla storia del Distretto Militare di Milano, ho subito accettato. Ero curiosa di sapere qualcosa in più della caserma in cui trascorro gran parte del mio tempo libero”.
Quindi, da cosa nasce questo volume che, a quanto pare, tiene particolarmente?
“Dalla consultazione delle “Memorie Storiche” redatte dai vari Comandanti dal 1946”.
 Per esempio, cosa ha scoperto?
“Non sapevo che venerdì 13 novembre 1981 all’interno della solenne cerimonia organizzata per la celebrazione del 111° Anniversario della fondazione dei Distretti Militari, la Civica Amministrazione di Milano ha affidato in custodia al Distretto Militare, privo di vessillo di combattimento, la Bandiera Risorgimentale della Guardia Nazionale di Milano a testimonianza dell’intima unione fra questo Ente militare e la città. Non sapevo che i due bellissimi quadri di carattere militare che si possono ammirare nell’ufficio del Colonnello Sergio Lepore sono stati concessi nel 1982, insieme ad altri, in deposito temporaneo al Distretto Militare di Milano, in funzione di arredamento, dalle Civiche raccolte d’Arte – Castello Sforzesco, Milano. Ignoravo anche il significato dello stemma araldico del Distretto Militare concesso nel 1983. Lo scudo è suddiviso in quattro parti comprendenti, in alto, il biscione visconteo e la croce rossa in campo bianco, simboli ambedue di Milano e riferentisi, rispettivamente, alla provincia ed al comune. I quarti bassi riportano gli stemmi di Abiategrasso (leone d’oro rampante in campo azzurro) e di Legnano (leone d’argento rampante in campo rosso sovrastante un albero senza foglie), i centri maggiori della provincia rientranti sotto la giurisdizione del Distretto Militare di Milano. Al centro dello scudo, campeggia la rosa camuna in campo verde, in onore della regione Lombardia. È il primo stemma, salvo errore, in cui compaia questo simbolo. Sopra lo scudo, una corazza ed un elmo di Pallade con gli emblemi delle quattro armi (fucile: fanteria, lance: cavalleria, cannoni: artiglieria, asce: genio) ed un’aquila d’oro, turrita e ad ali spiegate: il Distretto Militare di Milano reclutava infatti i militari di leva sia per l’Esercito sia per l’aeronautica Militare. Lo stemma è completato nella parte bassa del numero distintivo del Distretto (23) e dal motto “Metodo ed anima”. Sempre nel 1983, sotto il suggestivo antico porticato del Distretto Militare, è stata inaugurata una mostra di pittura di Alberto Parducci patrocinata dalla Civica Amministrazione di Milano. Sarà stata bellissima! E lo spettacolo musicale “Stellette sotto le stelle” organizzato al Distretto venerdì 16 settembre 1983? Meraviglioso”.
 Cosa ha colpito la Sua attenzione?
“Le cerimonie organizzate annualmente il 13 novembre in occasione dell’Anniversario della Fondazione dei Distretti Militari. Cerimonie in cui la partecipazione del personale civile e militare era molto sentita. Prima di questa ricerca non sapevo perché i cortili della Caserma fossero dedicati al Tenente Giuseppe Caimi, al Sottotenente Giordano Ottolini ed al Sergente Arturo Dell’Oro. Non sapevo nemmeno perché il Centro Sportivo del Distretto fosse dedicato alla memoria del Tenente dei Bersaglieri Guglielmo Taralli. Interessante è stato anche scoprire quando è stato inaugurato il Monumento ai Caduti del Distretto Militare di Milano”.
 Nel volume troviamo anche altri nomi e fotografie di uomini che si sono distinti?
“Sì. Negli anni si sono distinti nel campo militare e politico personaggi come il Generale Alberto Li Gobbi Medaglia d’Oro al Valor Militare, il Generale Rolando Mosca Moschini, il Generale Mario Marioli, l’on. Gabriele Albertini, il Senatore Pierfrancesco Gamba e molti altri ancora”.
 Il volume si conclude con il capitoletto “Il Centro Documentale di Milano, oggi”. Cosa contiene?
Contiene la struttura del Centro Documentale di Milano e, per ogni singola Sezione (Segreteria, Nucleo Concorsi, Gestione Archivi, Provvedimenti Medico Legali, Documentazione, Anagrafica, Matricola e Disciplina), sono riportate le fotografie di tutto il personale civile e militare. Mi è sembrato un bell’omaggio a chi, con dedizione ed impegno, porta avanti da anni un lavoro così meritorio. Proprio a tutto il personale del Centro Documentale è dedicato il volume.
 
Il volume, “Il Distretto Militare di Milano – Memorie Storiche dal 1946 al 2007” di Paola Chiesa, edito dalla casa editrice ABEditore, sarà presentato a Palazzo Cusani il 29 novembre 2011 alle ore 11,00. Prego prenotarsi al 1° Mar. Masiello casezbencoop@cmemi.esercito.difesa.it.
 
Principia Bruna Rosco