Che a Milano non ci sia una grande “cultura della bicicletta” lo si può riscontrare – perdonate la battuta – entrando in Piazza Duomo 14, sede dell’Assessorato alla Cultura: nel cortile non c’è ancora uno stallo per riporre le biciclette.
Metodo – Ma, in estrema sintesi, i problemi della nostra città soffrono sotto due aspetti: la cosiddetta “volontà politica” ed il “metodo”.
Sul primo, non entriamo nel merito. Ma, il secondo, è decisivo. Infatti, c’è un metodo centralistico nell’affrontare le problematiche, che non è adeguato a gestire una grande città e, in particolare, le periferie. Conseguentemente, di questo soffre anche la “bicicletta”. Risultato, dal centro vengono realizzate iniziative che sono poco più che sperimentazioni, che al massimo si rivelano fiori all’occhiello, mentre intorno rimane il deserto.
Progetto – E’ in tale contesto (di “metodo”), quindi, che si colloca il Progetto “Ciclabilità di Quartiere” (v. www.periferiemilano.it) promosso da Consulta Periferie Milano (non i “percorsi vita” di fine settimana, né quelli “abitazione-luogo di lavoro”). Un progetto, invece, che parte da un’ottica “periferica”, mirata a facilitare chi utilizza la bicicletta nell’ambito del proprio quartiere: generalmente i ragazzini ed i meno giovani, ma anche mamme/papà che portano i figli a scuola.
Un progetto che non intende sostituirsi o sovrapporsi all’iniziativa di associazioni/enti che da sempre si occupano di ciclabilità, bensì affiancarsi con una proposta in primo luogo organizzativa: moltiplicare i centri promotori di ciclabilità sul territorio. Infatti, invece di avere un centro per tutta la città (con tutti i limiti verificabili ogni giorno), potremmo averne nove, solo prendendo come riferimento le attuali Zone milanesi.
Consigli di Zona – E proprio i tanto bistrattati Consigli di Zona dovrebbero assumere il ruolo di promotori di un processo di “ciclabilità partecipata”, che valorizzi le varie energie presenti sul territorio (associazioni, scuole, ecc.), innescando un processo virtuoso di individuazione di percorsi “leggeri”, quindi facili da realizzare e poco costosi. In estrema sintesi, il progetto “Ciclabilità di Quartiere”, che potrà essere migliorato(modificato, prevede che:
1. L’Assessorato alla Mobilità fornisca una chiara griglia di regole del codice della strada e di dati tecnici (misure minime di strade, marciapiedi, ecc.).
2. Al Consiglio di Zona sia affidata la regia dell’azione zonale, attraverso la costituzione di un apposito Gruppi di lavoro “ciclabilità” (allo stesso dovranno partecipare gli esperti del Comando di Zona della Polizia Locale, per verificare il rispetto delle regole ed un vaglio della praticabilità delle proposte segnalate, nonché rappresentanti di scuole, associazioni disponibili a dare il proprio contributo).
3. Alle scuole elementari e medie (ma non solo) venga illustrata la proposta e fornita una strumentazione di base (piantina del Quartiere, griglia di regole del codice della strada e di dati tecnici necessari per la realizzazione delle piste ciclabili).
Nella sostanza, le proposte vengono segnalate da chi conosce il quartiere e le relative necessità. I Consigli di Zona, selezionate le proposte compatibili con le regole, ne definiranno le priorità di realizzazione.
Sicurezza – Un’ultima osservazione. Non c’è una cultura della bicicletta, ma certo non abbonda la “cultura della sicurezza”: sono veramente molti, troppi i ciclisti che al buio e con la nebbia pedalano a fari spenti, un pericolo per tutti. Accendere i fari è una cosa che si può fare da subito.

Walter Cherubini
Consulta Periferie Milano

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