Dopo il grande successo di “Filumena Marturano” (5 milioni 714 mila telespettatori) e di “Napoli milionaria!” (4 milioni 987 mila), martedì 16 novembre 2011 è andato in onda su Rai1 alle 21.10 “Questi fantasmi”, il terzo appuntamento di ‘tv che si fa teatro’, progetto dedicato alle commedie di Eduardo De Filippo. In un misterioso appartamento di un palazzo seicentesco vengono ad abitare Pasquale Lojacono (Massimo Ranieri) e la moglie Maria (Donatella Finocchiaro). All’insaputa di Maria, Pasquale ha un accordo con il proprietario: in cambio dell’alloggio, dovrà sfatare le leggende sull’esistenza di fantasmi nella casa. Pasquale è convinto che si tratti soltanto di dicerie popolari, ma suggestionato dai racconti del portiere, si ricrede, soprattutto quando, imbattendosi in Alfredo Marigliano (Gianfranco Iannuzzo), l’amante della moglie, lo scambia per un fantasma. Intanto parla a lungo con il suo dirimpettaio, il professor Sant’Anna, silenzioso e invisibile testimone di tutto ciò che accade nel palazzo. Aldo Giuffrè definì acutamente tale personaggio come "l’occhio del mondo". Pasquale, vista l’ampia disponibilità di stanze, vorrebbe trasformare l’appartamento in una pensione su cui guadagnare, ma non ha abbastanza denaro da investire; tuttavia si ritrova magicamente una serie di regali provenienti dalla fantasmagorica presenza di Alfredo che consente alla coppia un certo benessere e a Pasquale di arredare la casa per avviare l’attività. Visti i benefici provenienti dal "fantasma", Lojacono non si pone troppe domande sull’evento straordinario, sembra davvero credere alla versione del portiere, nonostante che esternamente, affacciandosi al balcone, dica alla gente: “Tutto a posto, i fantasmi non esistono, li creiamo noi, siamo noi i fantasmi!”. L’equivoca situazione diventa sempre più imbarazzante finché Maria, non sopportando più la connivenza dimostrata dal marito, sembra intenzionata ad abbandonarlo. La famiglia di Alfredo al completo si reca da Pasquale per denunciare l’adulterio e Pasquale pensa di nuovo di avere a che fare con dei fantasmi. Alfredo a quel punto ritorna a malincuore dalla moglie tradita. Pasquale, ormai senza “donazioni”, è in serie difficoltà finanziarie e perciò tenta di incontrare nuovamente il fantasma benefattore, nonché il suo rivale, riapparso per fuggire con Maria. Pasquale si rivolge con grande rispetto al "fantasma" rivelandogli il suo amore per la moglie e la pena di non poterle assicurare una vita economicamente dignitosa. Alfredo, senza svelarsi, toccato dalle parole, lascia a Pasquale il denaro desiderato, prima di andare via per sempre. Pasquale contento, prende i soldi e si mette a parlare con il professore: “avevate ragione, i fantasmi esistono, ci ho parlato…”. La domanda è: “Pasquale crede, fa finta di credere o vuole crederci per comodità, in questi fantasmi?”. Su questo enigma si basa lo spirito dell’intera commedia che porta a riflettere sul tema: verità – apparenza – finzione e sulla manipolazione della realtà, spesso, a seconda del proprio tornaconto personale. Per esempio Raffaele, il portiere, usa a suo fine la storia dei fantasmi, rubacchiando indisturbato ad ogni buona occasione. La commedia ricca di chiaroscuri, come la vita, presenta sia un lato tragico, sia un lato comico e l’ironia del doppio senso permea l’intera trama del copione eduardiano, strappando al pubblico un amaro sorriso, ma comunque un sorriso.

Diana Maria Elena Fusco

Categories: Attualità Cultura