Gianni Patricola ha iniziato sin dalla sua gioventù a interessarsi di cinema, frequentando come studente universitario un corso di linguaggio e tecniche espressive tenuto dall’Istituto di Cinematografia Scientifica del Politecnico di Milano, pur senza abbandonare gli studi di ingegneria che gli hanno permesso di esercitare la professione di ingegnere e docente di Istituti Tecnici.
Nonostante gli impegni di lavoro, l’attrazione di Patricola per le “immagini sonore” si è trasformata in una vera e propria passione che, come tutte le vere passioni, è cresciuta sempre di più nel tempo. Filmaker, Patricola ha desiderato approfondire lo studio e la storia del cinema diventandone un cultore e organizzando anche nelle scuole corsi extracurriculari sul linguaggio cinematografico.
Ha scritto a riguardo: “Faccio i miei film, così come un appassionato di pittura dipinge dei quadri per il bisogno di esprimersi con linee e colori, o un amante della parola scrive storie e compone poesie per le medesime ragioni. Cominciai a filmare nel 1961, ero ancora studente del Politecnico di Milano e con i soldi extra di qualche lezione privata e di qualche “comparsata” fatta al teatro “Alla Scala”, girai il mio primo film: “ Un biglietto da mille”. Ho coinvolto quaranta persone tra protagonisti e generici, avendone la possibilità di sceglierli tra i colleghi che con me abitavano alla Casa dello Studente di viale Romagna, sempre in Milano. Più che altro il film fu una scommessa con me stesso, ma non ero convinto di mie potenziali capacità, se ne ho.” Di talento Patricola ne ha tanto come si può vedere dalle sue opere introspettive e psicologiche e dai frutti di queste: numerosi premi e riconoscimenti alla sua bravura.
Il cinema di Patricola nasce come urgenza artistica da un personale “fai da te” e la creatività è espressione di una spontaneità e naturalezza di fondo: “Essendo per me il cinema un bellissimo gioco, ho sempre curato tutti gli aspetti realizzativi da me: riprese, regia, montaggio, una volta con una minuscola ‘movioletta’, ora col computer!”
Dal 1975 Gianni Patricola è consigliere della Federazione Nazionale CineVideoAutori indipendenti di Garbagnate Milanese, fondatrice del prestigioso concorso per autori non professionisti “Il Fotogramma d’Oro”.
Patricola si definisce come un “non professionista” in materia, in quanto il suo fine non è il mero guadagno, ma l’espressione alta di un linguaggio che è arte.
Esclusivamente per il Circolo della Stampa di Milano, Patricola ha realizzato un video “Al Club del Mercoledì”, esaudendo un desiderio di Gabriella Dall’Asta, grande coordinatrice degli eventi
culturali a Palazzo Serbelloni e ora nella nuova sede del Circolo, a Palazzo Bocconi e per i soci del circolo Patricola si è reso disponibile per regalare un’emozionante rassegna di momenti indimenticabili del percorso storico del cinema.
Sabato 12 novembre il regista ha inaugurato con successo il primo appuntamento del “Cineforum del Circolo della Stampa” dal titolo: “L’evoluzione del linguaggio del cinema dal muto al postmoderno” .
In dieci incontri, con l’adesione del dott. David Messina, Vicepresidente del Circolo della Stampa e con la partecipazione della coordinatrice Gabriella Dall’Asta, della psicologa Paola Bonetti, della scrittrice Raffaella Bonetti e con il supporto tecnico del dott. Luigi Milanesi, Presidente della “Federazione Nazionale Cinevideoautori” e “Cineclub X Musa” di Garbagnate Milanese, attraverso le proiezioni di alcuni brani di film scelti, il prof. Gianni Patricola ci spiegherà i “retroscena” tecnici per la costruzione di tanti capolavori cinematografici, aiutandoci ad entrare in sintonia con tale forma di spettacolo che ebbe “luce” nel lontano 1895 per ingegno di Louis e Auguste Lumière e che ancora oggi ci coinvolge.
In attesa delle prossime date, colgo l’occasione per ringraziare Gianni Patricola per la diffusione di questo importante patrimonio culturale che di fatto continua a essere in movimento e per augurargli nuove ispirazioni.

Diana Maria Elena Fusco

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