Il giorno 22 novembre 2011, nello splendido Salone Radeztky di Palazzo Cusani, Sede di Presidio del Comando Militare Esercito Lombardia, in Via Brera n. 15 – Milano, si è tenuta la conferenza per la presentazione del libro dal titolo IL SIGNORE DELLE CENTO OSSA "Il libro delle Armi: una professione e una cultura nel corso del tempo" di Ben Pastor.
La famosa scrittrice, Ben Pastor, già docente di Scienze Sociali presso numerose Università (Ohio, Illinois, Vermont), ha scritto una lunga serie di romanzi e racconti. In quest’ultimo romanzo risalta la figura del Soldato raccontato con un nuovo stile, postmoderno e psicologico.
L’evento letterario è stato fortemente promosso dal Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti, Comandante NRDC-IT nonché Capo di Stato Maggiore e brillantemente condotto da Claudia Buccellati, donna manager, colta, coraggiosa e risoluta, proveniente da una famiglia militare.
In sala erano presenti molti Ufficiali.
Ha aperto la conferenza il Generale Giorgio Battisti.
«Sono onorato di presentare questo libro di una scrittrice che ha sposato un Ufficiale e che rende dignità al soldato. Il militare – afferma il Generale – svolge un servizio a vantaggio di tutta l’umanità, perciò, mi hanno colpito i valori espressi nel libro, che non sempre si ritrovano nella nostra società e nei nostri colleghi. Mi hanno colpito i momenti difficili che attraversano gli Ufficiali, forti dell’ideologia che trova fondamenta nell’unità del genere umano, che devono continuamente sedare la tentazione all’arroganza».
Ha preso la parola la dott.ssa Claudia Buccellati che sottolinea la cittadinanza statunitense della scrittrice che non ha rinunciato a quella italiana.
«Ben Pastor è un personaggio poliedrico – afferma Buccellati – di lei mi ha colpito un suo riferimento, che è quasi una necessità, quello di rapportarsi al mondo antico coniugato con quello moderno. Nel libro viene espresso l’essere interiore di uomo della guerra, di soldato, tutti personaggi collegati ad un periodo storico molto tormentato dell’Europa connesso all’esaltazione della distruzione di una parte dell’umanità. E mi chiedo cosa deve affrontare il soldato?».
«Il rischio di perdere l’anima! Questo è il rischio più grave che un soldato deve affrontare – dice la scrittrice Ben Pastor – sono Ufficiali con responsabilità molto particolari che si ritrovano nella loro solitudine, caratteristica che, però, li rende oltremodo attraenti».
La Buccellati le chiede «Qual è la solitudine del Capo, degli Ufficiali?».
«E’ quella dei momenti in cui deve decidere le sorti dei soldati» le risponde Ben.
«Qual è il compito del soldato?» le chiede ancora la Buccellati.
«E’ quello di sapere che deve aiutare a costruire oltre che a morire. Il civile non deve vedere nel soldato l’invasore, deve cogliere la sua anima».
«Si sceglie la carriera militare per mestiere o per vocazione?» le chiede ancora Buccellati.
«E’ possibile abbracciare il proprio mestiere che poi diventa vocazione – risponde Ben – sono scelte di vita che, però, li separa dal resto del mondo».
«E’ vero – afferma la Buccellati – i militari sono separati da noi civili, sono come i ricchi, sono quelli che sono e, forse, è questo che li rende esclusivi e affascinanti. Ma come si pongono nei confronti dei loro uomini?».
«Credo che la vita dell’Ufficiale sia stranamente materna nei confronti dei loro uomini, si rivolgono ai loro soldati come se si rivolgessero ai loro figli» risponde con molta dolcezza Ben.
E’ intervenuto il Generale Battisti il quale ha affermato «I soldati hanno qualcosa in comune con i preti: devono parlare alla gente. E’ difficile farci accettare e farci capire che abbiamo bisogno della loro legittimazione, del consenso della società civile per dimostrare la nostra utilità, il nostro valore e il nostro coraggio di vivere, combattere e anche morire. Tutto questo deve essere trasferito alle nuove generazioni».
Infine, è intervenuto il Generale di Brigata Camillo de Milato, Comandante l’Esercito Militare Lombardia, che ha affermato «L’Esercito è l’espressione della Società italiana. Noi cerchiamo continuamente di dare dei messaggi che i giovani hanno recepito, quindi, abbiamo avuto un consenso altissimo di ragazzi candidati per la carriera militare ben sapendo che questo è un mestiere dove si vive per aiutare la società e dove si può anche morire. Un esempio dei nostri giorni è l’Alpino Luca Barisonzi il quale, alla domanda se rifarebbe la scelta militare, ha risposto di sì, senza tentennamenti. Quindi, i militari devono avere la coscienza del loro essere, devono saper vivere e morire, devono trovare la sublimazione nel mondo militare e nella guerra che porta la pace».
La conferenza è terminata con l’acquisto da parte di gran parte dei presenti del libro IL SIGNORE DELLE CENTO OSSA, Editato dalla Sellerio di Palermo e con una squisita cioccolata calda.

Principia Bruna Rosco

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