Lo scorso anno, all’apertura della B.I.T. di Milano, il Direttore della Fiera fece una disamina interessante sul futuro del turismo nazionale evidenziando 3 isole turistiche che facevano ben immaginare il suo futuro e parlò di buone possibilità nei settori dei viaggi di nozze, sul turismo montano e delle possibilità di offrire divertimenti e svago ai turisti che sarebbero venuti in Italia.
Ci sembrò che teoricamente le previsioni fossero giuste (e lo crediamo tuttora) ma ci astenemmo da commenti entusiastici a causa della crisi economica mondiale che, da latente ormai da anni (se non da lustri) ora iniziava a mostrarsi in tutta la sua tragica virulenza.
E in tempo di crisi sono le nazioni a vocazione turistica a subire i danni maggiori subendone gli effetti più perniciosi. Chi scrive nel corso degli ultimi anni non ha mancato di mostrarsi preoccupato per la situazione di una politica turistica che mostrava chiari segni di ripresa, che però avveniva in un momento di crisi monetaria mondiale. In 4 occasioni, nel corso di conferenze sul turismo, ebbi ad affermare che vedevo i segni di ripresa, però che occorreva aumentare gli sforzi per controbilanciare gli effetti negativi della crisi economica mondiale.
Non sono un economista, ma non occorre esserlo per sapere che nei periodi di magra i panettieri soffrono poco, mentre gli operatori del turismo (che in soldoni significa svago, alias divertimento anche quando è nobilitato dall’aspetto culturale) sono quelli sottoposti ai maggiori pericoli di depressione, specialmente quando la crisi non è localizzata e, ancor peggio, persiste, anzi, sembra diventare sempre più virulenta.
L’Italia, un tempo ritenuta la regina del turismo, non ha saputo per molti decenni sfruttare le enormi potenzialità che la natura, il clima, la genialità dei suoi figli e, anche, è doveroso dirlo, l’imprenditorialità di tanti operatori turistici. L’abolizione a suo tempo del Ministero del Turismo ha prodotto danni enormi. La trasformazione di zone di straordinaria bellezza, l’urbanizzazione selvaggia che ha proliferato sporcizia e disordine, l’inadeguatezza di personaggi che avrebbero dovuto conservare una terra meravigliosa, hanno fatto il resto.
Ecco perché lo scorso anno non ho commentato le parole del Direttore della B.I.T. e attendo i suoi commenti nel 2012, nella speranza che lo Stellone d’Italia aiuti questa Terra meravigliosa.

Umberto Granati
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