Il 22 dicembre 2011, nello splendido Salone Radetzky del famoso Palazzo Cusani, sito in Via Brera n.15 in Milano, Sede del Comando Esercito Militare Lombardia, è stato presentato il libro “La Patria Chiamò”, edizioni Mursia, che racconta la storia dell’alpino Luca Barisonzi, il quale aveva deciso di arruolarsi nell’Esercito perché credeva in un ideale: cercare di portare nelle Missioni di Pace il bene più prezioso: la libertà al popolo afghano. Purtroppo, nell’avamposto italiano di Highlander, vicino a Bala Murghab, un infiltrato con la divisa militare afghana, fingendo aiuto per far funzionare il suo fucile, si avvicina a Luca Sanna e Luca Barisonzi, sparando a bruciapelo: il Caporalmaggiore Luca Sanna, 33 anni, rimane ucciso, mentre il Caporale vogherese Luca Barisonzi, 20 anni, viene ferito gravemente ferito e resta, purtroppo, paralizzato dalla testa in giù. All’ospedale Niguarda di Milano, viene operato e fatta un’accurata fisioterapia, dove ha cominciato ad avere un leggerissimo uso del braccio destro, prima di arrivare a un centro specifico di riabilitazione in Svizzera.
Alla presentazione del suddetto libro, il Palazzo era strapieno di Grandi Ufficiali, di soldati che avevano combattuto in Afghanistan con Luca Barisonzi e Luca Sanna, ma anche di tantissime persone venute lì per rendere omaggio ai due eroi. Quest’opera letteraria, Luca Barisonzi l’ha dedicata al suo sfortunato amico-commilitone Luca Sanna: “A Luca Sanna, l’uomo che mi ha addestrato, conosciuto, aiutato e che mi aiuta, giorno dopo giorno, a essere migliore. Grazie, per tutto quello che hai fatto”.
E’ un libro dove la bravissima scrittrice Paola Chiesa, spinta da amore fraterno nei confronti di Luca Barisonzi, ne ha curato l’edizione. Molte volte, parlando dei ricordi che stava trascrivendo, l’ho vista con le lacrime. Si è dedicata davvero con tutta l’anima all’elaborazione di questo libro e, questo, fa di lei una grande donna, oltre che bravissima scrittrice.
All’evento, erano presenti Luca Barisonzi e tutti i compagni che hanno prestato servizio con lui e Luca Sanna, che è stato festeggiato, ricevendo la medaglia d’oro. Non potevano certo mancare la madre di Luca Barisonzi, signora Clelia, i genitori e la vedova di Luca Sanna.
Sono intervenuti il Generale di Brigata Camillo de Milato, Comandante Esercito Militare Lombardia, il Generale di Corpo d’Armata Alberto Primicerj, Comandante delle Truppe Alpine, il Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti, Comandante NATO di Reazione Rapida in Italia, di Solbiate Olona, il Generale di Squadra Aerea Tommaso Ferro, Comandante la 1^ Regione Aerea e il Presidio Militare di Milano, Corrado Perona, Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, l’Ingegnere Novo Umberto Maerna, Vice Presidente della Provincia e Assessore con deleghe a Cultura – Beni culturali ed eventi, Bruno Dapei, Presidente del Consiglio della Provincia di Milano e Paola Chiesa, curatrice del volume.
Il Generale Camillo de Milato, nel prendere la parola, ha esordito affermando: «Poiché il Mondo è fatto di umanità, i nostri ragazzi danno il cuore». Il Generale, molto commosso, rivolgendosi agli Alpini presenti, ha detto loro: «Siete degli eroi e noi vi ringraziamo per quello che avete fatto».
Ha poi preso la parola il Generale Alberto Primicerj che si espresso con parole molto significative nei confronti del nostro eroe: «Mi fa veramente piacere vedere tanta gente intervenuta a questo evento. Gli Alpini portano quei valori che colpiscono i sentimenti degli italiani. Io credo che la presenza in sala dei relativi genitori e della moglie di Luca Sanna faccia riaffiorare il ricordo in Luca Barisonzi dell’amico e compagno che, come si è visto, sono incorsi nello stesso destino. Per me, la 6^ Compagnia, la più antica delle Truppe Alpine che ho avuto l’onore di comandare per molti anni, e per chi ne ha fatto parte, resta sempre nel cuore. Quando io la comandavo, c’era d’uso il motto che era una compagnia votata al sacrificio. La prima volta che ho avuto la possibilità di conoscere Luca Barisonzi al suo rientro dalla missione, è stato un momento che ha toccato i miei sentimenti di uomo e i miei Valori di Comandante. Nei suoi occhi accesi ho notato una forza incredibile, soprattutto quando mi disse con grande orgoglio che lui faceva parte della Compagnia delle Truppe Alpine. L’Afghanistan è terra che, per noi Alpini in armi, rappresenta l’ambiente attuale in cui dare prova concreta delle nostre capacità. In quel deserto lontano migliaia di chilometri, nasce la storia di Luca. Un ragazzo come tanti, un Alpino come pochi. Non posso che ringraziare l’Associazione Nazionale Alpini, promotrice di questa nobile iniziativa, chiamata “Una Casa per Luca” all’avanguardia della tecnologia e adatta al nostro ragazzo, grazie a donazioni volontarie dei suoi iscritti e di chiunque desiderasse ancora partecipare per ultimarla».
Molto commosso, il Generale Giorgio Battisti è intervenuto dicendo: «Fra un anno ritornerò di nuovo in Afghanistan, oramai, la mia seconda casa. L’impegno di questi ragazzi pronti al sacrificio, che nelle missioni si comportano con coraggio, fa di loro dei veri uomini-eroi».
Il Generale Tommaso Ferro, nel prendere la parola ha affermato: «Sono fiero di ciò che hanno dimostrato questi Alpini, sono fiero del loro valore e del loro coraggio nell’affrontare azioni guerresche, dove alcuni di loro, purtroppo, hanno sacrificato la vita».
Significativo è stato l’intervento del Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Corrado Perona: «Come Luca non si era chiesto perché toccasse davvero a lui andare a 5000 chilometri da casa per aiutare un popolo che non aveva mai visto, allo stesso modo noi non ci siamo chiesti se fosse giusto che proprio gli alpini dovessero impegnarsi per trovargli una casa adatta alle sue esigenze. Luca è uno di noi. È un ragazzo che merita l’affetto e l’ammirazione di tutti gli italiani. E agli alpini questo basta e avanza. Di una cosa sono certo: Luca presto avrà la sua casa e gli alpini ne saranno orgogliosamente contenti».
Ha poi preso la parola il Vice Presidente della Provincia Novo Umberto Maerna: «Sono vicino a Luca Barisonzi e ai suoi familiari. Sono vicino ai familiari e alla moglie di Luca Sanna. Ho apprezzato e onoro il loro sacrificio. Abbraccio forte queste splendide persone, come abbraccio tutti coloro che rispettano ed onorano la nostra Bandiera».
Anche Bruno Dapei ha ringraziato i due eroi per il loro sacrificio, felice di trovare tante persone in loro sostegno e vicino ai familiari.
Molto emozionato, Luca Barisonzi ha affermato: «Sono fiero della divisa che indosso, sono fiero di essere Alpino e ringrazio tutte le persone che mi hanno dimostrato e mi dimostrano tutt’oggi affetto; a loro mi viene da dire solo un semplice e banale “grazie”. Onestamente non mi aspettavo così tanta vicinanza anche da chi qualche mese fa ignorava la mia esistenza. Ed io ignoravo la loro. Mi sono accorto che ci sono veramente tante, tante, tante persone che credono in noi soldati».
Molto speciale è stato l’intervento di Paola Chiesa, memorialista di guerra, che nel febbraio del 2011 conosce Luca Barisonzi e decide di aiutarlo a raccogliere fondi per fornirgli una casa domotica adatta al suo stato, per aiutarlo a muoversi e a comunicare. Gli chiede, pertanto, di scrivere un libro. Luca accetta e le racconta i ricordi della sua missione in Afghanistan. Paola Chiesa rimane sconvolta nell’apprendere che in questa Missione di Pace ci sono stati gli inganni da parte del popolo afghano con conflitti subdoli che hanno determinato feriti e morti. E’ un libro che Paola ha curato con civile e umana passione, dove Luca insegna che la vita, anche nella condizione in cui versa, anche di fronte allo sconvolgimento che essa ti può causare, dev’essere vissuta, sempre, perché la vita è fatta di lotte e non dobbiamo arrenderci mai.
Paola Chiesa, davanti ad un folto pubblico, con una luce speciale negli occhi, ricorda a Luca il giorno in cui avevano deciso di scrivere un libro dei suoi ricordi e tutti i passi per giungere a scriverlo. «Col passare dei giorni che sono stata vicino a lui – afferma la Scrittrice – ho cominciato a volergli bene. La cosa che mi ha fatto più tenerezza è quando ho appreso che, partendo per la missione, in valigia, invece di mettere la foto della famiglia o della fidanzata, ha messo il Rosario che gli era stato regalato da un suo amico-commilitone della Caserma Santa Barbara di Milano».
Paola chiesa ha poi chiesto a Luca se la sua missione fosse ormai finita. Luca le ha risposto che era appena iniziata. Gli ha chiesto anche che effetto ha avuto sul suo carattere il fatto di essere stato così gravemente ferito. Luca, senza alcuna esitazione, le ha risposto che non lo aveva affatto demolito, ma che gli aveva fortificato il carattere.
La scrittrice, infine, con molta veemenza ha così terminato: «Non sono d’accordo nel definire le missioni “Missione di Pace”. Non si può parlare di pace se qualcuno ci spara addosso! Luca Sanna non c’è più perché è stato attaccato. Luca Barisonzi è su una sedia a rotelle per lo stesso motivo. Sono missioni internazionali che hanno lo scopo di riportare la pace là dove regna incontrastata la guerra. Credo fermamente nella loro utilità al fine di dare un futuro migliore al popolo afghano da troppi anni martoriato e per impedire al terrorismo di propagarsi in Europa e nella nostra Patria. Sono sicura che i nostri due eroi rifarebbero tutto. Rifarebbero tutto per i loro sogni. Per i loro ideali. Sono Alpini. Alpini con la A maiuscola».
Infine, Paola ha fatto una sorpresa a Luca dicendogli che nel volume aveva inserito, a sua insaputa, le lettere di alcuni suoi compagni: Ferdinando, Marco, Matteo e Giuseppe che hanno anche letto le lettere.
Questi sono compagni e “fratelli”, come li chiama sempre Luca che, di questa sorpresa, è stato felicissimo. «Mi commuove – continua la Scrittrice – la presenza in sala dei genitori di Luca Sanna e della giovane moglie Daniela. Io ringrazio Luca Barisonzi, di avermi fatta entrare in punta di piedi nella sua vita». Inoltre, Paola Chiesa si è fatta promettere dall’Alpino di scrivere un altro libro dei suoi ricordi.
L’evento è terminato con i ringraziamenti del Generale Camillo de Milano ai familiari di Luca Sanna e Luca Barisonzi, raccomandando a quest’ultimo di non mollare mai.
 
Principia Bruna Rosco

(Per la foto, si ringrazia Album Italia: http://www.albumweb.it/2/pit1aabc-bqs/photo179.htm)

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