Altri nostri cortesi lettori ci hanno scritto di non concordare con il nostro ottimismo. “Facciamo acqua da tutte le parti e il turismo italiano non è certo in una situazione migliore degli altri settori. Non nascondiamoci dietro il classico dito”. Questa è l’amara sintesi dei messaggi ricevuti. A nostro parere, se vi è in Italia una ramo che lascia bene a sperare, questo è proprio il turismo. Non siamo ottimisti per partito preso, ma citiamo dati di fatto inequivocabili. Bankitalia ha comunicato che, con riferimento alla spesa dei viaggiatori stranieri, abbiamo un più 12,5 % nel mese luglio 2011, pari a 4.430 milioni di euro (+ 7,3% nel corso dei primi 7 mesi dell’anno sempre rispetto all’anno precedente). Concordiamo con Voi che l’Italia, come tutto il mondo occidentale, attraversi un periodo di perniciosa crisi che rende le nostre economie traballanti, però non è opportuno fare di ogni erba un fascio. Non siamo galoppini del Ministro del Turismo (alla quale peraltro abbiamo rivolte critiche proprio su queste pagine) però è doveroso riconoscere che da quando il Dicastero è stato finalmente ripristinato, il turismo italiano ha potuto godere di un costante incremento sia degli afflussi degli stranieri, oltre, ovviamente, delle rimesse conseguenti. Non fasciamoci la testa, cari amici. Il nostro turismo ha ancora molte carte da giocare (e principalmente da correggere ) ma viviamo in un periodo di emergenza quasi planetaria (almeno nelle Nazioni Democratiche, molte delle quali hanno reali flessioni anche nel settore turistico). Siamo convinti che proprio il turismo possa essere il nostro “oro nero”. Sarà sufficiente che i suoi problemi, che sono tanti, ma anche emendabili, vengano risolti. Il sistema turistico deve essere opportunamente ristrutturato dopo decenni di colpevole e ingiustificata anarchia. In due anni e mezzo le cose sono variate in meglio, nonostante la pesantissima situazione economica del mondo intero. L’Italia ha dalla sua parte tutte le possibilità di primeggiare nel settore turistico, ma basta di piangersi addosso. Le premesse perché l’Italia torni a essere il “giardino del mondo” ci sono; basterà che vengano corrette situazioni errate, poi la natura e le eredità lasciateci dal genio dei nostri progenitori faranno il resto.

Umberto, Luciana e Roberto Granati
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