Vediamo le cause della debacle turistica italiana e i possibili rimedi. Il turismo è un’importantissima risorsa nazionale sia per i lavoratori impiegati sia per  l’aspetto economico derivante; pertanto necessita di essere sostenuta, ma anche controllata.

Finalmente ci siamo resi conto che l’abolizione del Ministero del Turismo aveva creato il caos, lasciando le Regioni, le Province e i Comuni liberi di imporre norme spesso assurde o inconcludenti e comunque negative, dettate da persone spesso impreparate (e inutilmente costose)

Come conseguenza, oggi ne deriva la  necessità di promulgare leggi quadro chiare al livello nazionale, seguite da altrettanto chiare deleghe a Regioni e Comuni (a nostro parere le Province non dovrebbero interferire) e lo stretto controllo affinché le leggi quadro vengano osservate.
Pertanto:
– a livello centrale, Il Ministero del Turismo deve creare un team di tecnici di elevato livello e competenza per l’elaborazione legislativa e un corpo d’Ispettori per il controllo dell’applicazione delle norme stesse;
– a livello Regioni, gli Assessorati al Turismo devono vigilare che le norme unitarie vengano applicate, pianificare le iniziative e controllare spese e incentivi;
– a livello Comuni, il Sindaco e l’Assessore al Turismo sono responsabili dell’applicazione delle norme e avranno l’onere di elaborare iniziative locali, che dovranno essere approvate dalle Regioni.  

Ovviamente, la ripartizione dei fondi dovrà essere sapientemente commisurata alle capacità e alle possibilità turistiche.

Solo così sarà possibile:
– evitare le tante assurdità oggi ancora presenti in Italia  (solo a titolo d’esempio le Comunità Montane in pianura);
– ridurre drasticamente le spese per manifestazioni fini a se stesse (molto più frequenti di quanto si possa immaginare – per portare un solo esempio, quelle a volte faraoniche nelle Fiere);
– dedicare agli interventi produttivi, sia nel campo promozionale, che in quello di miglioramento delle infrastrutture, maggiori disponibilità ed energie,
– intervenire drasticamente sugli sprechi e sulla cattiva amministrazione;
– applicare infine il vecchio, saggio, detto latino “quis custodiet custodes” creando una solida serie di controllori che verifichino e stronchino il malcostume.

Se il neo Ministero del Turismo avrà la capacità di operare in questo senso, l’Italia in breve tempo sarà tornata al ruolo che le compete.

Umberto e Roberto Granati

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