Il 20 novembre 2011, nel prestigioso Circolo Volta – Tempio della Cultura Milanese – si è conclusa la 20° edizione del Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa, uno dei più importanti Premi esistenti in Europa. Data la prestigiosità di questo Premio in campo Internazionale, tutta la stampa ne ha parlato ed è stato teletrasmesso per molte volte. La cerimonia è stata degnamente presentata dalla famosa cantante Elisabetta Viviani, mentre la Giuria era composta da famosi letterati, tra i quali il Presidente dott. Roberto Bramani Araldi, persona di assoluto prestigio la cui popolarità di scrittore e poeta è assolutamente indiscutibile.
L’evento letterario, organizzato dal capace e vigoroso dott. Otmaro Maestrini, titolare della Casa Editrice O.T.M.A. di Milano, Via Cesariano n.6 – tel. 02312190, ha sottolineato il senso profondo delle opere e del messaggio che esse contenevano.
Come al solito, la sala era ghermita da un numerosissimo pubblico sempre molto attento.
Cosa importante, tutte le poesie premiate e quelle ritenute più meritevoli sono state pubblicate sulla più famosa, autorevole e diffusa antologia poetica italiana: L’AGENDA DEI POETI.
Su tale agenda vale la pena soffermarsi un po’ con il discorso di introduzione del Presidente della Giuria Roberto Bramani Araldi:

“E’ quasi una consuetudine interrogarsi sulle motivazioni che spingono individui appartenenti alle più diverse estrazioni culturali a scrivere, con tempi e modi non omologabili in un unico modello standardizzato, poesia, in genere, prosa, abbastanza spesso. Lo scrivere può essere l’unico lembo di spiaggia destinato alla felicità in un’isola costellata da dirupi a picco sul mare, può essere il modo per esprimere creatività, per vivere più compiutamente attraverso l’estrinsecazione dei propri sentimenti, nella cadenza di versi o di frasi che riflettano l’essenza dell’autore. Può essere la scappatoia che serve a sanare i “lividi dell’anima”, dando un senso all’anelito dell’uomo di convertire pensieri in scritti, a giustificazione di quel desiderio d’eternità che vive instancabilmente in lui. Quindi lo scrivere come effetto terapeutico che consenta di fugare le psicopatologie che la nostra società talvolta ammannisce con grande dovizia. Oppure che il mettere assieme versi o parole, seguendo l’ispirazione del momento o cercando di assemblare impulsi sorti e concretizzati in archi temporali diversi, sia un atto di donazione. O infine che lo scrivere sia un mezzo per evadere dalla realtà, per essere felice creando qualcosa, oppure per attingere da lei, sfruttandola sino alle radici, per conseguire una momentanea, ma liberatoria beatitudine”.

Inoltre, l’esimio Presidente Bramani, ha scritto per i premiati queste appassionanti motivazioni:

POESIA A TEMA LIBERO
PRIMA CLASSIFICATA – TI CHIEDERO’ PERDONO, MADRE
Il cantare gli affetti materni rappresenta uno degli esercizi poetici più abusati nei quali il ricorso alla banalità o a melense espressioni svilisce i contenuti.
In questa lirica, invece, la poetessa riesce a rappresentare un percorso che rende visibile non solo l’aspetto fisico della madre con pochi tratti significativi, ma integra il ritratto con il fascino dei sentimenti rappresentati dalle azioni.
Nell’insieme traspare il senso di solitudine alleviato tuttavia dalla speranza di riunirsi in altra dimensione, affinché il legame della vita donata e ricevuta si ricomponga nella morte.

POESIA A TEMA LIBERO
SECONDA CLASSIFICATA – LA TV
Filastrocca a rime baciate – non sempre – colma di tutte le impressioni che la televisione propina dallo schermo. C’è un po’ di tutto: dalla politica alla pubblicità, dai reality agli spettacoli d’intrattenimento. E’ trasparente la volontà di esasperare attraverso rime giocose il rifiuto del mezzo di comunicazione, che ormai gravita come un macigno sulle azioni dell’umanità, senza che emerga dalla satira un suggerimento decisivo, eccettuato il ricorso alla negazione della modernità, quasi pacifica e rassegnata constatazione che l’uomo non abbia alcuna possibilità d’indirizzare le proprie scelte e rimanga preda, come stupido automa, delle decisioni altrui.

POESIA A TEMA LIBERO
TERZA CLASSIFICATA – SILENZIO
Lirica brevissima, con l’intercalare ossessivo “perché io l’amo” , come scelta voluta per esaltare la drammaticità delle due componenti che si sovrappongono e si fondono in modo tale che non siano più distinguibili: l’amore e il dolore. Ma il dolore, protagonista indiscusso dinanzi all’evento più dirompente della vita umana, la morte, anche se l’essere che inizia a vivere ha in sé la consapevolezza di possedere i prodromi della proprio estinzione, diventa alfine attore secondario, se non comparsa, certamente defilato di fronte al primo attore “l’amore”, capace di invadere la scena e di permearla dell’intensità che solo l’animo umano sa offrire alla sofferenza. Poetica scarna, succinta, ma satura di sentimento ed estremamente coinvolgente; leggendola si percepisce quasi a livello tattile l’intensità delle sensazioni che chi scrive ha vissuto ed ha saputo trasmettere.

LIBRO EDITO PROSA
PRIMO CLASSIFICATO – DUE INSEPARABILI VEDETTES – DARIO GHIRINGHELLIE’
E’la sintesi di un percorso umano, non separabile da quello teatrale, di due grandi attori –Musazzi e Barlocco – che seppero dare vita a personaggi – Teresa e Mabilia – caratterizzati fortemente ed altrettanto fortemente amati da un pubblico che ritrovava nel dialetto e nelle vicende raccontate il vissuto quotidiano, inquadrato semplicemente da un’angolazione ironica che l’avrebbe reso in ogni modo sopportabile se non, filosoficamente, godibile. A sfondo del racconto emerge il mondo teatrale degli anni fra il 50 e il 70, intercalato al mondo operaio e provinciale, rappresentati con acuto spirito d’osservazione, al quale i due attori appartenevano, ad integrare una scrittura certamente omogenea e ben articolata.

LIBRO EDITO POESIA
PRIMO CLASSIFICATO – RIVE – GIOVANNA COLONNA DI STIGLIANO
La poesia di Giovanna Colonna percorre sentieri inediti, sembra in perenne ricerca di accostamenti, talvolta arditi, talaltra seducenti, atti a creare nel lettore un’atmosfera magica nella quale immergersi come in una bolla isolata composta d’effluvi di serenità. Le composizioni affrontano, è vero, i temi consueti, è soprattutto intimistica, tuttavia la scoperta che si annida nel procedere della lirica diventa un motivo trascinante sempre diverso, mai banale. Come non si possono amare versi come: “Così mi appresto a vivere un momento/rivestito di cielo”, oppure: “In contorni di alba che si arrende/e si assottiglia col suo chiarore” e infine: “Lontane ombre affastellate,/sovrapposti dolori/hanno disperso fiumi di coraggio/in pozzi tetri di malinconia”.

Ho chiesto al dott. Otmaro Maestrini sotto quale stimolo è nata la sua Casa Editrice, lui mi ha risposto affermando che è stato il suo grande amore per la cultura. Ha voluto stimolare i tanti artisti che avevano la voglia di mettere a nudo la loro anima con poesie e romanzi. Ma quando gli ho chiesto qual era il costo per la pubblicazione di un libro, sono rimasta benevolmente sorpresa nell’apprendere che non faceva pagare assolutamente nulla.
Gli artisti premiati con bellissime coppe, targhe e medaglie hanno ricevuto così la loro “laurea” in poesia e narrativa, ma anche chi non ha ricevuto queste attestazioni, come il dott. Maurizio Pellegri, sono stati apprezzati per il contenuto delle poesie e, naturalmente, molto applauditi.
Una particolare lode va a Silvana Mottura che, con la sua originale poesia…… in dialetto pugliese che ha recitato con una bravura degna di una grande attrice di teatro, ha mandato in visibilio il pubblico, facendo diventare questa interessante giornata piena di gioia, creando un’atmosfera che non era solo di ascolto, ma anche di armonia e condivisione di idee.
Un numerosissimo pubblico ha fatto da sfondo a questa grande manifestazione, mentre, i personaggi delle istituzioni hanno apprezzato il contenuto culturale delle opere letterarie.
Dato il successo e i numerosi consensi ottenuti, gli artisti hanno esortato l’Editore a programmarne altri incontri e iniziative similari in tempi più ravvicinati.

Principia Bruna Rosco