Il 12 gennaio 2012, nello splendido Salone Radetzky del prestigioso Palazzo Cusani – Via Brera n.15 – Milano, Sede del Presidio Esercito Militare Lombardia, il noto Avvocato Penalista e Antropologo Franz Sarno ha tenuto una interessante conferenza sull’Anatomia dell’Errore Giudiziario: Il Vero, il Verosimile, l’Ingiustizia, un tema alquanto scottante, soprattutto se lo rapportiamo agli eventi giudiziari avvenuti in questi ultimi vent’anni come quello eclatante del caso Tortora. Alla conferenza sono intervenuti due personaggi di grande prestigio personale e professionale: la Dott.ssa Jole Milanesi, Consigliere di Cassazione – Magistrato di Corte d’Appello di Milano e il Prof. Claudio Bonvecchio, filosofo, docente universitario ed esperto di Codice Penale.
Ha dato il benvenuto il Generale di Brigata Camillo de Milato, Comandante l’Esercito Militare Lombardia affermando «L’argomento cui si accinge a parlare l’Avvocato Sarno tocca la vita. L’errore giudiziario è umano. La sensibilità che si ha nei confronti di questo argomento, l’importanza delle questioni che il caso dell’errore giudiziario solleva, non sempre permettono di comprendere le decisioni e le sentenze, pur essendo emesse con accuratezza e coscienza da un collegio penale».
Ha preso la parola l’Avv. Sarno «L’errore giudiziario è un dramma e il processo è una tragedia, anche se, ultimamente, tutto questo è diventato spettacolo. Non giungere alla verità determina l’ingiustizia! A tale proposito – sostiene l’esimio Avvocato – dobbiamo ricordare il processo Tortora la cui presunta verità ha fatto scaturire quell’errore giudiziario che ha letteralmente “maciullato” il brillante e noto presentatore Enzo Tortora. Il condannato innocente che subisce una detenzione – continua Sarno – dapprima cautelare e poi tradotta in espiazione della pena e che, a seguito di revisione del processo, viene assolto per non aver commesso il fatto, ha diritto ad un risarcimento danni in virtù della riparazione dell’errore giudiziario».
All’Avvocato gli è stato chiesto se nei processi esistono i vinti e i vincitori. «In genere – risponde Sarno – nei processi non esistono né vinti né vincitori. Il processo è ricostruire un errore davanti alla Giustizia per giungere alla certezza della verità, anche se la certezza fa traballare un qualsiasi impianto giudiziario. Questa è un’arte dove si cerca di far valere le proprie ragioni, cioè, convincere i Giudici. Conoscere la certezza, è conoscere la verità, ma ci sono molte verità che non si conoscono per certe, inoltre, la fatica della comprensione ci pone di fronte alla differenza tra la verità oggettiva e la certezza soggettiva. In alcuni casi, il Processo Penale si sovrappone alla storia, come nel caso Salvatore Gallo condannato per l’omicidio del fratello che, però, era vivo. Il “morto”, dopo vari anni di carcere subiti da Salvatore Gallo, si era fatto “vivo”. Probabilmente, era una punizione che voleva infliggere al fratello. Da qui si è introdotto l’Istituto della Revisione che assicura e combatte l’Errore Giudiziario».
L’Avvocato, per quanto riguarda il verosimile, preso dalla passione per la sua professione, racconta l’accaduto di un suo cliente che viene condannato per rapina a mano armata. Tutti gli elementi raccolti per condannarlo erano verosimili, ma non veri. Infatti, la foto che lo incastrava veniva anche dallo stesso condannato identificata come sua, ma non lo era e non era nemmeno un fotomontaggio. L’Avvocato, per caso, scopre che in un carcere vi era un detenuto, un criminale incallito somigliante al suo cliente, che aveva effettivamente fatto la rapina ed era l’uomo della foto. Questo è per dire che c’è una differenza enorme tra il vero e il verosimile che fa scattare l’errore giudiziario». Da qui scaturisce spontanea la domanda che gli viene posta: cos’è la verità? L’Avvocato risponde «C’è un’infinita varietà di verità chiare, ambigue e inconoscibili. Ognuna di queste è sia vera e sia falsa, ma la sua negazione è vera. Ci sono verità a cui la Giustizia si avvicina attraverso impegnative ricerche, ma la strada è, purtroppo, piena di errori. Questa è la fallacità del sistema. Bisogna, però, sostenere le proprie ragioni a qualsiasi costo. Un esempio di questo lo trasmette la pittrice Artemisia Gentileschi del ‘600 che sostenne la sua verità anche sotto tortura. Ma il germe dell’Errore Giudiziario – afferma infine Sarno – è quello di innamorarsi della propria tesi. In questo caso il processo va avanti senza tentare di conoscere la verità e dove, sicuramente, scaturirà l’errore giudiziario».
Ha preso la parola il Prof. Claudio Bonvecchio, che ha guardato all’argomento da una prospettiva diversa e filosofica, affermando «Il tema sull’Anatomia dell’Errore Giudiziario: Il Vero, il Verosimile, l’Ingiustizia non riguarda solo la Giustizia, ma la nostra vita deve essere una ricerca della Giustizia. Nella nostra società, purtroppo, il verosimile si sta trasformando in vero, mentre la Giustizia viene vista come una donna molto autorevole, come una donna bendata che non vede o che ha gli occhi marci. Il vero è ciò che è in accordo con la realtà, quindi, la verità è la coerenza del sistema. Il verosimile ha aspetti veri-reali, ma con connotazioni fantastiche. L’ingiustizia crea una tragedia e la tragedia di ogni singola persona è la tragedia di tutti. L’ingiustizia esiste, ne parlava anche Sant’Agostino che sosteneva: la vera Giustizia appartiene al Mondo dell’Essere».
Infine, ha preso la parola la Dott.ssa Jole Milanesi che, in qualità di Magistrato, si occupa di “violenza carnale”. «Mi sono resa conto che soprattutto nei casi di violenza carnale l’errore giudiziario crea una vera tragedia. L’errore giudiziario esiste ed è quello di condannare un innocente o assolvere un colpevole; questo ci riporta al fatto che non è vero ciò che si vede ma è vero ciò che si dimostra. Anche la confessione deve trovare riscontro nelle prove legali o indiziarie. Bisogna credere nella Magistratura e nel giusto processo anche se, purtroppo, ci può essere l’errore giudiziario. Anche a me è capitato di assolvere un colpevole perché non c’erano prove, inoltre – termina la Magistrato – mi spiace dover constatare che anche la lentezza giudiziaria produce ingiustizia».
Al termine della conferenza, il Generale Camillo de Milato, Presidente del Circolo di Cultura e Scienza Piri Piri, affiancato dall’Avv. Franz Sarno, dal Prof. Claudio Bonvecchio e dall’Avv. Gaetano Galeone, Soci Fondatori di tal esclusivo Circolo, ha fatto l’investitura di due nuovi Cavalieri: il Gen. D. Renato Maria Russo, Comandante Regionale GdF e l’emerito Prof. Dario Cova, Storico e già primario Geriatra al Trivulzio. E’ stata, come al solito, una cerimonia divertente, dove il Generale Russo e il Prof. Cova, con grande senso di ironia, hanno accettato l’investitura di Cavalieri di Scienza e Cultura Piri Piri, impegnandosi a difendere i valori della cultura ironica, che è alla base della cultura intelligente, quella che ci ha insegnato anche il più grande degli scrittori: Dante Alighieri. Il grande scrittore ci porta in un viaggio che è dentro noi stessi, che ci fa vivere il miracolo della cultura presa dal punto di vista ironico, dove ognuno deve cercare di vivere gioiosamente. Questo Circolo ci unisce e riunisce nel desiderio di ricevere e dare cultura, quella che non dev’essere un peso per l’anima, ma bellezza e umorismo che stampano dentro di essa benessere e felicità. Basta un gesto spiritoso, quello del Piri Piri, per far sì che scateni dentro di noi emozioni, spensieratezza e ilarità. In quel piccolo grande gesto, il sorriso viene alla luce come un neonato con la voglia di vivere gioiosamente. Bisogna educarsi a questo straordinario modo di vivere e di essere, se non vogliamo soccombere sotto il macigno di una cultura fine a se stessa. Non bisogna dimenticare di esistere nell’armonia cosmica della felicità e, in un gesto così semplice e, tuttavia, così profondo, sembra di rinascere, quasi in maniera infantile. Il momento dell’impatto con la realtà di un Circolo all’insegna della cultura, della scienza e dell’ironia, è il momento in cui si diventa “grandi” perché coraggiosi di autoironizzarsi.
Inoltre, è avvenuta un’altra importante cerimonia molto toccante, quella dell’Ing. Renato Paolo Mazzon, Capitano della Riserva del Corpo degli Ingegneri, promosso con i gradi di Maggiore.
A questa importante conferenza hanno partecipato molti personaggi noti, uno di questi il Prof. Maurizio Bossi, il sessuologo-scrittore-presentatore più famoso, più conteso da tutte le TV nazionali e private. La sua fama è dovuta alla sua ottima preparazione professionale, al suo modo di esprimersi e alla sua voce calda e suadente.

Principia Bruna Rosco