Dice una lunga tradizione che il mese di gennaio porta in sé i “segni” dell’anno che verrà. Un annuncio di atmosfere o eventi futuri che ha ispirato la prima Buona Pratica di Barbanera, l’appuntamento di apertura di un fitto programma di eventi che animerà il 2012, a 250 anni dall’esordio dell’almanacco più celebre d’Italia.

Così la festa è cominciata sabato 21 gennaio nella nuova sede di Spello del Barbanera dove a “ben praticare”, ma soprattutto a ben parlare sono giunti relatori di rilievo internazionale invitati dall’Editoriale Campi e dalla Fondazione Barbanera che gestisce le celebrazioni.

Argomento di questo primo, atteso confronto i trend, le tendenze, i nuovi scenari del futuro esplorati nei più diversi ambiti, dal sociale, alla comunicazione, dal web, alla cultura, indagati in quel rapporto fra tradizione e innovazione oggi di grande interesse e attualità.

“Su che binario arriva il prossimo trend?” – questo il titolo dells Buona Pratica – ha richiamato un pubblico attento e numeroso nella nuova sede dell’Editoriale Campi nella campagna di Spello, una struttura dove la memoria del luogo, un vecchio bachificio, dialoga felicemente con le esigenze di una moderna impresa. Un luogo dove il conforto di una bella giornata di sole ha reso assai piacevole – irresistibile corollario – girellare negli orti e nel giardino, con un’occhiata all’Archivio storico aperto per l’occasione.

Insomma Barbanera era lì, con la sua storia, le sue coltivazioni e il suo tempo, dove passato e futuro si sono toccati, dall’Archivio alla trasmissione in streaming dell’incontro. “Perché la vita – come ha esordito il sociologo Francesco Morace – è fatta di piaceri minimi, ma profondi, che ne alimentano piacevolezza e qualità”. Sei i relatori, tre particolari case history, tra cui quella del notissimo taccuino Moleskine la cui vicenda è stata illustrata dalla stessa creatrice Maria Sebregondi. “Mi sono più volte domandata perché questo taccuino abbia tanto successo. E credo sia perché carta e scrittura no sono in contrapposizione con il digitale. Basta guardare nelle nostre borse per vedere come vi si trovino oggetti di alta e di bassa tecnologia. Così siamo noi e così è la nostra quotidianità”.

Ma l’ago della bilancia si è spostato dalla parte dell’online e della tecnologia spinta, non solo per il mondo del lavoro, ma anche per quello della quotidianità con l’intervento di Michele Ficara Manganelli presidente di Assodigitale che ha presentato scenari di vita per garn parte “digitalizzati” con una contrazione del tempo dove il futuro è già presente. La tradizione, quasi un ricordo, con la raccomandazione però di non esagerare in tecnologia che comunque facilita la vita.

Ma in tutto questo c’è tutta una terra di mezzo, dove trovano spazio Moleskine e Barbanera. “Perché questa terra di mezzo – come ha sottoineato la Sebregondi – appartiene al nostro presente, la nostra vita è fatta di un continuo intreccio di gesti fisici e digitali”.

E così è nella cultura e nell’arte, come ha testimoniato Raffaella Guidobono, presidente di Tedx Palermo, associazione internazionale che contamina linguaggi e arti, in uno scambio continuo fra passato presente e futuro. E lo stesso accade nella comunicazione, dove le forme del racconto, della narrazione del quotidiano che anche Barbanera affronta con le nuove “parole” del web, saranno sempre vive, seppur il digitale, l’online “sottrarrà sempre più spazi alla carta, all’offline – ha concluso Roberto Bonin, presidente di GSA (Giornalisti Specializzati Associati).

E la sfida del futuro, a casa di Barbanera, non poteva non chiamare in causa la sostenibilità. Ad affrontarla Giulio Ceppi, architetto e designer, ideatore di KMZERO, un progetto che utilizza le strade per la produzione di energia, ambiti in cui le frontiere dell’innovazione si mettono al servizio di un approccio antico e nuovo al contempo, in nome della sostenibilità e di un sistema di valori che riportano l’uomo e il pianeta al centro. Fiinale a sorpresa con l’attore Hendry Proni e una performance sugli eccessi da tecnologia.

Come sulle pagine dell’almanacco, visioni e previsioni, esperienze, saper fare, dal presente al futuro passando per la tradizione, hanno fornito chiavi di lettura, strumenti per la costruzione di nuovi scenari dove anche la crisi possa trasformarsi in occasione di crescita e sviluppo.

Chiusa la prima Buona Pratica, si guarda avanti, si continuerà a riflettere sul tempo e sui tempi, di cui il saggio astronomo e filosofo è misuratore ma anche specchio. Perché Barbanera è sì tradizione, ma una tradizione che si muove e cambia come cambiano la società e i suoi lettori.

L’appuntamento è alla prossima Buona Pratica – la seconda delle sei previste – il 10 marzo, per parlare ancora di quotidianità, di stili di vita, del giusto equilibrio fra esperienza e innovazione. Saranno infatti queste a scandire il “compleanno”, a cui si affiancheranno altri eventi, l’emissione del francobollo l’11 aprile, il concorso fotografico online “un anno di felicità” che partirà il 1° febbraio (www.unannodifelicita.it), un volume e un docufilm, il convegno sulla felicità. Insomma una fitta agenda che si potrà anche seguire da casa, come già avvenuto per l’evento di apertura trasmesso in streaming e ora visibile sul sito www.barbanera250.it e sulla pagina facebook.

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