Il “General Inverno” è arrivato. L’aria pungente fa rabbrividire. La brezza arriva da diverse direzioni e si fa corrente, gelida e indiscreta. In questi giorni a Milano la temperatura è scesa di parecchi gradi sotto lo zero. Fa molto freddo. E i cartoni non bastano a riscaldare la disperazione dei tanti senza tetto.
Molti sono i volontari che cercano di dare conforto a questi emarginati.
Fra questi l’ E.I. SMOM, Corpo Militare Speciale Ausiliario dell’Esercito Italiano Sovrano Militare Ordine di Malta, sempre presente in tutte le occasioni di calamità nazionale, di emergenza e di supporto alla sanità militare all’estero.
Tutti volontari gli incorporati, ufficiali, sottoufficiali e militi che appartengono a tutte le categorie professionali e che nella vita civile occupano anche ruoli di rilievo.
Promotore della partecipazione a EMERGENZA FREDDO 2012, a Milano, il Comandante del 1^ Reparto E.I. SMOM, il Ten. Col. Angelo Maria Calati, noto chirurgo toracico.
In questi giorni di grande freddo, dalla metà di gennaio, per due notti la settimana, squadre militari del Primo, a piedi e con mezzi militari contraddistinti dalla Croce Ottagona dell’Ordine di Malta, girano per la città pattugliando le zone attorno alle stazioni, nei sottopassi, intorno agli ospedali e sotto i portici del centro, per dare conforto ai numerosi senza tetto che si rifugiano con la loro vita deragliata dove la luce non arriva mai a scaldare il giorno e dove le notti hanno per lampadari le luci delle vie.
Gente come noi e con gli stessi diritti, che tuttavia faticano ad essere rispettati.
I militari dell’Ordine di Malta distribuiscono loro bevande calde, cioccolato, biscotti, coperte e indumenti, ma soprattutto condividono il loro disagio. Non sfuggono i loro sguardi. Li ascoltano. Storie di miseria, emarginazione, disagio mentale. Storie di poesia.
Questi militari, che hanno fatto della loro vita anche un impegno di carità, questi militari che la mattina, senza ore di sonno, si troveranno ad operare in una sala chirurgica, a gestire ordini per il mondo, a discutere cause in tribunale, a far quadrare conti in ufficio, questi militari si dedicano a loro. A questi emarginati che bevono come se volessero riempire di vino il vuoto che hanno dentro, che dimenticano, più semplicemente per non ricordarsi chi erano. Perché anche loro hanno avuto un passato, nessuno nasce barbone. Hanno avuto sogni, amici, si sono innamorati; una vita da raccontare.
Un militare del Primo Reparto SMOM, intervistato, mi ha detto: “quando li ascolti ti rendi conto che tutto quello che dai per scontato ti è solo stato donato, che sarebbe bastato un colpo di vento più forte e forse quegli occhi sarebbero stati i tuoi. Sei solo stato fortunato e questo non basta a farti sentire migliore di nessuno”.
Gli Ufficiali, i sottoufficiali e i militi impegnati in questa operazione vogliono rimanere anonimi perché ciò che fanno, mi è stato detto “ è solo il nostro dovere di cristiani, soldati e cittadini”.

Principia Bruna Rosco

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