Intervista all”editore Bianca Zanardi, in occasione della pubblicazione dell’eBook ‘Come educare un maschio e vivere felici’, un libro divertente che però fa pensare.

Perché ha deciso di pubblicare un libro così forte?

Prima di tutto è un debito che ho nei confronti delle autrici, due figure molto particolari e rilevanti, che con grande fiducia e simpatia mi hanno consegnato il loro lavoro. In seconda istanza perché nel leggere questo testo ho ritrovato molte verità, ma dette nella cornice del paradosso. Ho pensato quindi, che può essere più di aiuto un concetto proposto con una risata che da una cattedra.

Chi sono le due autrici?
Sono due veri e propri personaggi, due signore di una certa età che hanno voluto mettere a disposizione la loro esperienza rimanendo nell’anonimato. Sono convinte che quanto scritto nel loro libro potrà essere utile.

Quindi pensa che possa essere anche d’aiuto questo eBook. A chi in particolare?
Alle donne sicuramente. Del resto è o non è un manuale per educare l’uomo? Innanzi tutto dobbiamo partire da un principio base che le due autrici portano avanti: la donna è costituzionalmente migliore dell’uomo.

Crede che le donne ne abbiano bisogno?
Purtroppo si. Si sa come le donne continuino a subire violenze. Questi ovviamente sono i casi più eclatanti, ma anche nella vita di tutti i giorni la donna non ha ancora individuato il suo spazio. Per troppi anni infatti ha vissuto con compiti predeterminati ed ora è difficile riscoprirsi.
Vive la sua conquistata emancipazione col senso di colpa e si carica dei vecchi doveri affiancati dai nuovi diritti, senza rendersi conto che forse quei doveri non sono sempre tutti suoi.
C’è da fare un gran lavoro di ricatalogazione direi, sia nella testa degli uomini che in quella delle donne, senza per questo perdere la propria identità. Le cose cambiano.

Il formato elettronico favorisce o svantaggia la diffusione di questo libro?
Siamo in un periodo di grandi cambiamenti. In America sarebbe sicuramente diverso, purtroppo in Italia l’editoria tradizionale rema contro le pubblicazioni in digitale, anche perché il mercato librario in generale soffre di una gravissima anemia. Di fatto in questo momento il formato è irrilevante per la diffusione, ci sono pro e contro in entrambi i casi.

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