“E’ importante che i servizi giornalistici diano spazio anche alle notizie positive, si può raccontare la ricchezza che apportano le realtà migratorie, non sempre sono emergenze”. Così ha esordito Natale Forlani, direttore generale Immigrazione e politiche dell’Integrazione del Ministero del Lavoro al recente seminario svoltosi al Circolo della stampa di Milano.

Il tema in rilievo, “Immigrazione e Integrazione” ha posto in discussione il ruolo della comunicazione nella formazione dell’opinione pubblica e diverse esperienze attuate nelle scuole lombarde.

“Basta allarmismi o identificare un malfattore in base alle etnie e gli immigrati solo in cronaca nera. I mezzi di comunicazione italiani devono cambiare approccio altrimenti si rischia di alimentare razzismo a discapito della sicurezza e dell’integrazione”, ha sottolineato il consigliere dell’ordine dei giornalisti della Lombardia, Mario Consani.

Focus su altre esperienze professionali illustrate da Roberto Santaniello, direttore delle Relazioni internazionali del Gabinetto del Sindaco di Milano che ha preannunciato il prossimo lancio dell’Immigration center, Zita Dazzi, giornalista di Repubblica, Andrea Riscassi, caposervizio del Tgr Rai e Lella Trapella, presidente dell’Associazione Amici del parco Trotter che ha auspicato “il vento cambi proprio a partire da Milano”.

Per Marco Lombardi, direttore del Master in giornalismo della Cattolica “è tempo di responsabilità per i giornalisti e di alleanze fra media e politica”.

L’imprenditore di origini ruandesi, Augustin Mujyrugamba ha evidenziato che “i migranti sono l’8% e producono il 12% del Pil” mentre Reas Syed, giovane e brillante praticante avvocato nato in Pakistan ma da sempre vissuto in Italia, ha sfoderato tutto il suo orgoglio per la formazione scolastica “tutta a Milano. Ora collaboro con l’Associazione Rete G2 che riunisce i giovani di seconda generazione ed ha come obiettivo principale quello di mostrare quanto la legge 91/1992 sulla cittadinanza sia "anacronistica" in quanto non permette a numerosi Italiani di fatto di esser riconosciuti come tali. Intensifichiamo le attività di promozione sociale augurandoci che presto questa normativa venga cambiata”.

 

 

Maria Lucia Caspani