Un vecchio amico, conosciuto quando ancora portavo le Stellette, leggendo su GSA le nostre note riguardanti il turismo e ricordando una mia conferenza tenuta nell’ormai lontano 1982 al Circolo Ufficiali di Siena, mi chiede se sono ancora, a distanza di 30 anni, dello stesso parere di allora.
Non solamente lo sono, ma mi dichiaro ancora più convinto di quanto ho affermato a quei tempi.
E’ bene chiarire: il tema era: “L’ESERCITO DI DOMANI: LEVA O PROFESSIONISTI?”.
Si parlava da tempo di sopprimere la leva a favore di un esercito di mestiere. Nel corso del mio intervento dissi subito che fin da quando ero un giovane Tenente (mi sembra nel 1954) mi ero espresso a favore della soppressione della Leva, per iscritto, in una relazione che venne anche pubblicata. In tale occasione il Direttore della Rivista Militare mi fece partecipare a un seminario, nel corso del quale la mia teoria venne ridicolizzala dai presenti, tutti di grado notevolmente superiore al mio di allora. Però la mia idea divenne convinzione quando, da Tenente Colonnello e comandante di un Battaglione Paracadutisti della Folgore, nel corso di esercitazioni interalleate delle aviotruppe, ho potuto valutare la preparazione di paracadutisti (truppe d’élite) inglesi, tedeschi e italiani. Gli Inglesi erano Soldati di mestiere, mentre bi rimanenti, di leva. La condotta sul terreno dei britannici era decisamente superiore rispetto agli altri. Però vi era un problema: avevano tutti meno di 30 anni e a quell’età il fisico è nel periodo del suo massimo vigore e i Soldati, ben preparati e motivati, formavano una formazione eccezionalmente valida e preparata. Ho chiesto al Capitano Britannico fino a quale età i soldati (almeno nei Corpi sottoposti agli sforzi fisici propri del combattente di terra) fossero ritenuti idonei al combattimento, ma ricevetti risposte decisamente evasive.
Ho comunque proseguito a sostenere la mia convinzione, sia durante un mio servizio allo Stato Maggiore Esercito, sia durante la mia frequenza della Scuola di Guerra Aerea, sia quando ho comandato un Distretto Militare. Ed è in quest’ultimo periodo che sono stato attore della conferenza sopra citata, dove espressi un parere, che poi somigliava a una proposta, semplice e decisamente più economica.
Abolizione del servizio di leva, sostituito da uno semiprofessionale così articolato:
– bando di arruolamento di giovani selezionati per una ferma volontaria della durata di 5 anni (10 per le specializzazioni tecniche). Al termine del servizio, il personale viene valutato con giusta severità;
– obbligo ai Corpi Armati dello Stato (Carabinieri, Polizie varie, comprese quelle Locali, Guardie di Finanza, Forestali, Vigili del Fuoco) di arruolare i propri Agenti tra il personale di Truppa dell’Esercito, Marina e Aeronautica, scegliendo coloro che si sono congedati con giudizio pienamente positivo.
Vantaggi del sistema:
– il Personale di truppa è motivato ad applicarsi al massimo delle proprie capacità, per potere, al termine della leva, entrare in altri Corpi Armati (o anche nelle varie branche pubbliche) assicurandosi così un avvenire sicuro;
– le Forze Armate potranno, nel contempo, contare su personale motivato il quale, dopo un periodo di addestramento pari a 1/10 della ferma, ha dimostrato carattere, preparazione tecnica e qualità psico-fisiche, il tutto a un costo accettabile;
– i Corpi Armati e comunque le Amministrazioni Pubbliche avranno la possibilità di fruire di Personale che sia stato già selezionato e valutato positivamente.
Tutto qui. Oggi abbiamo le Forze armate professionali, ma queste sono ovviamente molto costose, perché gli stipendi devono essere allettanti. Fino a ora le cose si sono dimostrate, per quanto ho potuto constatare, almeno nei Reparti Paracadutisti, ottime essendo il personale in servizio in quel Corpo di élite ancora giovane e quindi affidabile fisicamente. Ma, usque tandem? Gli anni passano per tutti!

Il vecchio Ufficiale dell’Esercito, Gen. C.d’A. (RO) Umberto Granati
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