Sono 27 anni che il gruppo Edivega si occupa di turismo, non con intenti pubblicitari (a questi ci pensano in tanti) ma rappresentandone le realtà, sia le positive, che le negative. In poche parole, dicendo la verità.

Per fare ciò è necessario visitare i luoghi e le strutture e non essere sovvenzionati da chi è descritto. Il nostro gruppo di lavoro ha percorso le strade d’Italia per oltre un milione di chilometri (lo testimoniano i 4 camper che abbiamo consumato e il migliaio di articoli pubblicati) e siamo stati pagati solo ed esclusivamente dagli Organi di Stampa per i quali abbiamo lavorato. Tutto qui. Non sono opere auliche, ma modesti resoconti di quanto avevamo visto e constatato, con relativo commento. Fatte queste premesse, veniamo alla situazione del turismo nazionale, che interessa circa due milioni di lavoratori e produce almeno il 20% del P.I.L.
Fino alla prima metà del novecento il turismo era un fenomeno di élite e l’Italia era saldamente al primo posto in Europa, ma dopo la seconda guerra mondiale, a partire dagli anni sessanta, la Francia ci ha superato e nel ’70 la Spagna ha effettuato il doppio sorpasso, piazzandosi al primo posto. Ora siamo terzi, tallonati da presso da Gran Bretagna, Austria, Grecia, Germania e Croazia.
Ciò avviene in un momento cruciale, quando tutto il mondo ha compreso che l’industria turistica vale quanto l’oro nero e, oltretutto, non è inquinante. Ci siamo mai chiesti il perché del nostro ingiustificato declino? Noi abbiamo tutto: coste, monti, laghi, colline, clima, città (una trentina di queste sono state Capitali) ineguagliabili vestigia del passato e infine un patrimonio artistico reputato pari a quello esistente nel resto del mondo. Ciò nonostante continuiamo a perdere colpi!
Abbiamo in Italia una pletora di Dicasteri (con tanto di Ministri e Sottosegretari), ma abbiamo per lungo tempo cassato proprio quello del Turismo, ripristinato solo recentemente. Le conseguenze di tale boutade sono evidenti, ma per non tediare i lettori, ci ripromettiamo di parlarne presto.

Roberto e Umberto Granati

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Categories: Viaggi e turismo