La Terra viene spesso definita il pianeta blu perché vista dallo spazio ha questo meraviglioso colore dominante che le è conferito dalle grandi masse di acqua oceanica che la costituiscono, il blu appunto. E’ composta infatti per oltre il 70% di acqua, della quale solo il 30% non salata e contenuta per la maggior parte nei ghiacciai perenni, in parte nel sottosuolo, e per la parte più piccola nei fiumi e nei laghi. Quella potabile, a nostra disposizione, ne costituisce solo il 3%.
Oltre a ciò, sono certa che tutti ricordiamo, da memorie scolastiche, che il ciclo dell’acqua è definito “chiuso” nel suo svolgimento: evaporazione dalle superfici, condensazione in atmosfera (nubi), ricaduta sulla terra sottoforma di acqua, neve, grandine, etc. e nuovamente evaporazione, ovvero non si produce nuova acqua rispetto alla quantità che abbiamo a disposizione, che quindi rappresenta una risorsa limitata.
Come se non bastasse, aggiungiamo che in media ogni abitante della Terra consuma oggi il 50% di acqua in più rispetto all’inizio del secolo scorso e che la popolazione mondiale, oggi di sette miliardi, viaggia spedita verso i nove miliardi nel 2050, per ricavarne una serie di deduzioni allarmanti.
Dato che i paesi sviluppati ne consumano molta e male mentre una grande parte del mondo non accede alla risorsa o in modo molto ridotto possiamo ben comprendere come mai l’acqua dolce sia considerata la prossima emergenza planetaria con la previsione, supportata da ricerche internazionali, di possibili migrazioni di intere popolazioni alla ricerca del liquido per la vita. Se ne ricava che è diventato di vitale importanza riuscire a non sprecare l’acqua dolce.
Fortunatamente oggi, con le recenti tecnologie e conoscenze si può intervenire sui consumi idrici senza rinunciare al proprio stile di vita, semplicemente mettendo in atto una serie di facili accorgimenti.
Ad esempio: in agricoltura i sistemi d’irrigazione a goccia consentono un maggior controllo nell’erogazione limitandone i consumi mentre nelle torri di raffreddamento di grandi impianti di climatizzazione è raccomandabile l’uso di acqua piovana adeguatamente filtrata.
Noi, in Italia consumiamo in media 250 litri di acqua a persona per lavarci, cucinare, pulire.
Buona parte di quest’acqua potabile potrebbe essere risparmiata con l’utilizzo di riduttori di flusso posti in tutti i rubinetti che, con un costo di pochi euro possono portare il consumo da circa 15 litri al minuto a 7,5 l. sino a 3,5 l.
Anche le docce devono fare la loro parte: possono passare da un consumo di 16 l. al minuto (dieci minuti di doccia corrispondono a centosessanta litri, come un bagno) a 8 l. o 6,5 l. dimezzando, di fatto, i consumi.
E’ bene poi scegliere per i nostri locali bagno sistemi di risciacquo a cassetta con doppio pulsante secondo la quantità di acqua che si desidera utilizzare, oppure adeguare le vecchie cassette con sistemi in commercio che limitano la quantità di acqua in uscita.
Un altro aspetto non indifferente consiste nel cercare di non utilizzare la preziosa acqua potabile per attività quali bagnare i fiori, farla scorrere negli sciacquoni del wc, fare il bucato o lavare l’auto.
A ciò si può ovviare attraverso un sistema di riciclaggio delle acque piovane che consiste nel deviare parte della pioggia che cade naturalmente sul tetto o su apposite superfici dedicate, in cisterne che la filtrano meccanicamente e la ri-immettono nell’impianto idrico dell’edificio ad uso esclusivo degli utilizzi previsti, avendo preventivamente adeguato l’impianto idrico.
Anche l’uso di elettrodomestici ad alta efficienza riduce i consumi di acqua: una moderna lavatrice in classe A consuma circa 50-60 lt contro i 100 di una in classe energetica inferiore, mentre una lavastoviglie efficiente può arrivare a 14 litri contro i 30-40 tradizionali: ricordiamoci che risparmiare acqua significa anche risparmiare acqua calda, quindi combustibili, ovvero energia per produrla.
Un altro ottimo sistema per risparmiare acqua consiste nel depurarla con sistemi naturali che consentono di ri-immetterla rapidamente nel ciclo naturale invece di immetterla nell’impianto fognario, si tratta del sistema di fitodepurazione, ovvero depurazione attraverso il particolare sistema di filtraggio di alcune piante esistenti in natura.
Perciò non abbiamo scusanti per per ridurre il nostro esagerato consumo di acqua.

Olivia Carone

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