Evento prestigioso quello organizzato dal vulcanico Presidente del Rotary club Milano Vittoria, Dr.ssa Graziella Galeasso, che ha portato a Milano il giornalista Michele Cucuzza per presentare l’ultimo suo lavoro “Il male curabile” edito da Rizzoli. Di fronte ad una platea composta non solo da addetti ai lavori, citiamo la presenza del Prof. Umberto Veronesi quale contributo del mondo scientifico, il giornalista scrittore Michele Cucuzza ha illustrato i contenuti dell’opera, partendo dalla sua conoscenza del Prof. Mauro Ferrari avvenuta in un forum Ambrosetti nel 2010.
Questo libro parla della sfida che il Prof. Ferrari ha intrapreso nella lotta ai tumori, questa crociata, perché di questo si tratta, nasce da un tragico evento familiare, la morte della giovane moglie proprio di cancro, che portò Ferrari da matematico neo laureato a cambiare attività, dedicandosi alla ricerca scientifica, o meglio portando la fisica quale strumento di ricerca e lotta alle metastasi tumorali.
Ecco che escono i primi concetti, tutti legati alla nanotecnologia biomedica, pensate che un nonometro è una misura di un milionesimo di millimetro, ebbene grazie all’ utilizzo di questa tecnica che si ispira e imita il ciclo naturale, la ricerca, di cui il Prof. Ferrari ne è considerato il padre, sperimenta nuove cure molto più efficaci, perche agiscono direttamente sul bersaglio, il tumore.
Certo che i mezzi finanziari non mancano in una terra ricca di opportunità, il texas, Houston per l’esattezza, qui infatti sorge il Texas M.C.,.una metropoli della sanità, dove al suo interno emerge il Methodist hospital research Institute di cui il Prof. Ferrari ne è l’anima e la mente. Un complesso di dodici piani dotato di un budget di decine di milioni di dollari non a scopo di lucro ma per finanziare la ricerca ed i cui introiti in parte sono poi destinata alla beneficienza, cioè curare gratuitamente milioni di ammalati di cancro.
Cucuzza ci illustra Il concetto sul quale si basa la ricerca del Prof. Ferrari, quello che, grazie a un forte utilizzo della nanotecnologia, si possa costruire delle ghiandole artificiali. Ghiandole in silicio poroso non dannoso alla salute, piccoli missili multistadio, come sono stati definiti, carichi di medicinali che raggiungono direttamente la zona da colpire e li rilasciano il loro carico colpendo con tutta la loro potenza il tumore. Una vera rivoluzione nel campo della cura al cancro in quanto, ad oggi, solo una cellula medicinale su centomila colpisce la parte malata, oltretutto rilasciando su tutto il corpo sostanze tossiche dannose per l’organismo.
E’ il mondo dei sogni? No, il frutto di una ricerca che ha portato la lotta al cancro ad essere più incisiva con risultati che negli ultimi cinque anni sono stati migliori di quelli del dopoguerra ai primi del duemila, si narra in queste pagine che in tumori giudicati inguaribili come quelli al cervello, pancreas, si guarisce nel 60% dei casi, addirittura all’80% sulle leucemie.
E’ un libro questo che non è proprio destinato solo a medici e scienziati, è un reportage che parla della ricerca, ma anche di speranza, di ottimismo, parla del nostro futuro. La concezione è quella di rendere il tumore non più un incubo, un male incurabile appunto, ma una malattia che dovrà far parte di una quotidianità, rendendola curabile e le tolga gran parte della sua sofferenza. Una malattia quindi controllabile, che possa far migliorare ai malati la propria qualità di vita e, di conseguenza, un’accettabile prospettiva di vita.
Nel libro sono affrontati anche temi non strettamente medici, si parla dei cervelli in fuga, un patrimonio di risorse umane che, non trovando sbocchi nel nostro paese, sono costretti a migrare e utilizzare le loro competenze in altri Stati, e gli USA sono un porto quasi obbligato. Ebbene il Prof. Ferrari non parla di disfattismo politico o polemizza con chi non è in grado valorizzare un patrimonio inestimabile, bensì apre ad una nuova concezione legata alla flessibilità del mondo del lavoro, si parla, infatti, di circolarità di scienziati che sono in grado di dare del valore aggiunto al nostro paese con la loro opera spalmata su tutto il pianeta: “posso essere utile all’Italia mettendole a disposizione la mia competenza e la mia ricerca anche da un altro paese”.
Termina il libro con un concetto religioso che accompagna da sempre il Prof. Ferrari, e che il collega Cucuzza ha ritenuto di sottolineare: “La ricerca è una parte del disegno Divino, accettare la sofferenza ed il dolore per trasformarla in energia”. Un incontro, e non uno scontro tra scienza e religione, e anche questa è una notevole conquista dell’uomo.
Segnaliamo che questa pubblicazione ha oltretutto dei fini benefici, infatti una parte degli introiti, come Cucuzza ci ha ribadito, sarà devoluta all’A.I.R.C.

Massimo Passera
 

N.D.R.
Nel ringraziare la Dr.ssa Galeasso per questa grande opportunità di presenza, la stessa ci ha rimarcato che è proprio nel DNA della sua associazione, il Rotary Club Milano Vittoria, essere impegnati sul sociale portando con questi eventi competenze e professionalità che servano a comunicare, e a far conoscere, quanto di buono c’è ancora nel nostro Paese. Un lavoro molto difficile, sebbene ricco di soddisfazioni, vista la profonda crisi economica e sociale che stiamo attraversando, ci confida la Presidente Galeasso, un lavoro organizzativo che talvolta faccio fatica anche a trasmetterlo ai miei associati, aggiunge con un tono un po’ dispiaciuto, che spesso, purtroppo, sono più concentrati su tematiche interne al club che non su focalizzare i loro orizzonti al mondo esterno. E la serata dedicata alla presentazione del libro di Michele Cucuzza ne è la dimostrazione, grande platea esterna, poca la partecipazione dei miei associati.
Anche questo diventa un messaggio di speranza…

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