Gli autori del presente non vogliono certamente celiare sul dramma che ha ferito l’Italia e in particolare l’Emilia-Romagna. Ciò sarebbe un atto di pessimo gusto e oltraggioso per le popolazioni così duramente percosse. Vogliamo solo ricordare che ai lutti e alla disperazione delle persone, si aggiunge il severo colpo con cui il sisma ha ferito un’ingente parte delle opere d’arte presenti nella zona. Su queste pagine abbiamo ripetutamente citato l’importanza che riveste l’arte nel settore turistico, troppo spesso sciaguratamente trascurata da chi dovrebbe tutelarla con la massima cura, se non altro perché essa rappresenta una determinante tessera del mosaico economico italiano. L’Italia è l’eden del turismo, ma sappiamo veramente amministrarlo? La risposta è purtroppo negativa, perché per decenni lo abbiamo considerato un hobby e non un’industria altamente produttiva. La quale necessitava di Quadri Dirigenti capaci e di Personale Addetto di alta e qualificata preparazione. In pratica il turismo è un’industria, inoltre di alta specializzazione, suddivisa in vari settori interdipendenti. Per decenni invece le sue dirigenze sono state spesso occupate dai politici non più rieletti e posti in una specie di cimitero degli elefanti, più attratti dal miraggio di un’operazione eclatante che li riportasse nel vecchio habitat, (esempio l’operazione di istituzione di nuove Province) piuttosto che cercare di guadagnarsi il lauto stipendio studiando il modo migliore per essere utili per l’istituzione per la quale lavoravano. Questa situazione ha portato il turismo italiano a perdere colpi nella situazione un tempo primaria almeno al livello europeo. Ciò in tutte le variegate branche nelle quali si articola l’industria turistica nazionale, tra le quali i monumenti (naturali o lasciatici dal genio dei nostri progenitori) hanno un’importanza basilare, perché l’Italia ne è ricca a dismisura e i turisti (almeno coloro “che non son fatti a viver come bruti”) vorrebbero visitare e ammirare. Abbiamo, in una situazione geografica splendida, un tesoro artistico il cui valore è immenso, ma che è spesso amministrato in modo assurdo, a volte in stato di abbandono se non addirittura di autentico degrado. A questa situazione si aggiungono i sismi che sembrano voler punire la nostra ignavia. Ogni volta però, passato il momento, ci asciughiamo le lacrime e dignitosamente affermiamo che contro un terremoto nulla si può fare. Non è vero, abbiamo i mezzi e la tecnica per restaurare i monumenti colpiti dal sisma e spesso resi fragili dalla nostra incuria. Vogliamo provare a chiederci: “Usque tandem?”

 

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