Che tra carta stampata e online non ci fosse del buon feeling non è certo un segreto per nessuno, ma che si guardassero addirittura in cagnesco è una novità un po’ per tutti. Eppure, è proprio quello che è emerso dall’incontro-dibattito “Vecchio e nuovo giornalismo a confronto: l’evoluzione digitale dell’informazione – Atto IV”, organizzato da GSA – Giornalisti Specializzati Associati e moderato dal Direttore Editoriale di TVN
Media Group Michele Ficara Manganelli, tenutosi al Circolo della Stampa di Milano mercoledì 6 ottobre scorso.

“Internet è una grande rivoluzione che ha saputo abbattere i limiti di tempo e di spazio”, ha spiegato Franco Abruzzo, docente di Diritto dell’Informazione e Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. “Pur continuando a sopravvivere, la carta stampata difficilmente potrà competere con il web. I giornalisti
italiani devono cavalcare questo nuova era tecnologica e non vedere più la rete come un mezzo di comunicazione di secondo piano”. Alla tesi di Abruzzo si è invece opposto il Vicepresidente del Circolo della Stampa David Messina che, con un intervento accalorato ha sottolineato come “proprio dall’espansione del mondo Internet possa scaturire un rilancio della carta stampata, così come già avvenuto al tempo delle
radio e delle Tv locali”. Nettamente in favore della rete, invece, gli interventi di Angelo Maria Perrino, Direttore di Affari Italiani, e CarloVittorio Giovannelli, Presidente dell’Osservatorio Giornalistico Mediawatch, che hanno ribadito la continua affermazione delle testate online su quelle tradizionali.
“La vera sfida non è tra giornale cartaceo e webmagazine – ha tenuto a sottolineare Perrino -, ma tra informazione in tempo reale e informazione postuma. E’ questo il vero aspetto che fa dell’online un mezzo di comunicazione assolutamente all’avanguardia”. “La carta stampata ha saputo mantenere i numeri di sempre, anche con l’avvento di Internet”, ha evidenziato Giovannelli. “Sicuramente il mezzo cartaceo, non morirà, ma
dovrà adeguarsi alla trasformazione tecnologica: possiamo ipotizzare che l’editoria cartacea diventi sempre più
free e sempre più legata all’utilizzo di allegati e gadget”. Ancora più incisivo, infine, l’intervento di Guido Da
Rozze, caporedattore di Jack, che pone l’accento sul vero problema che attanaglia gli editori tradizionali, ossia quello di trovare una formula commerciale vincente per l’online: “Il mercato dell’editoria guarda a Internet ancora come una minaccia e non come una risorsa. La situazione è ancora molto confusa, soprattutto nel mondo mobile: da un lato gli editori che non hanno il coraggio di compiere il grande passo verso il digitale e, dall’altro, l’industria che preme per accelerarlo. Bisogna prendere piena coscienza delle
nuove piattaforme tecnologiche e utilizzarle nel migliore dei modi”. Una sola cosa accomuna tutti i relatori: “Tutto il mondo giornalistico deve adeguarsi al cambio tecnologico e accettare questa nuova sfida come un’opportunità di crescita per tutti i comparti dell’universo editoriale”. Guai a rimanere indietro: le conseguenze potrebbero essere davvero disastrose. Soprattutto per la carta stampata.

(fonte: Today Pubblicità Italia)