La Fondazione Bussolera Branca ha ospitato a Mairano di Casteggio nella pittoresca struttura congressuale Villa Rajna i vertici di Banca March, istituto privato spagnolo di private banking per una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i gestori del fondo azionario Vini Catena, primo e unico a livello mondiale specializzato nella filiera vitivinicola, e il comitato di consulenza esterna costituito da alcuni dei maggiori esperti del mondo vitivinicolo a livello internazionale tra i quali Victor De La Cierna, direttore del quotidiano spagnolo El Mundo, e considerato uno dei maggiori esperti mondiali di gastronomia ed enologia, e Andres Ardid, direttore generale di Lavinia, società di distribuzione spagnola con clienti in tutta Europa, accolti dal presidente della Fondazione Bussolera Fabio Cei e da Roberto Gerbino, direttore di Le Fracce. C’erano inoltre Luis Fidalgo, direttore del Gruppo March, i rappresentanti di alcune delle più importanti banche italiane di private banking, family office, giornalisti, produttori vitivinicoli; hanno partecipato all’incontro Stefano Saccardi, general counsel e business development officer di Campari, Paolo Massone, presidente del Consorzio Tutela Vini dell’Oltrepò con il suo direttore Matteo Marenghi, c’era Carlo Alberto Panont, direttore di Riccagioia. L’obiettivo di questo incontro ai massimi livelli era discutere e analizzare uno dei settori più "interessanti" in assoluto dal punto di vista dello sviluppo e delle prospettive di crescita: il settore vitivinicolo il mondo che lo circonda. A moderare i vari interventi che si sono susseguiti nella mattinata (tutti rigorosamente in inglese), Josè Luis Jimenez, eco di March Gestiòn, la società d’investimento di Banca March, la banca con il maggiore coefficiente di solvibilità a livello europeo e appartenente da quattro generazioni alla stessa famiglia. Ne è uscito uno spaccato completo e di grande interesse, arricchito da punti di vista ed esperienze personali diverse in grado di porre l’attenzione sui vari aspetti di un universo in costante evoluzione, più che mai in questo periodo di crisi globale dei consumi. Un universo nel quale, a dispetto di molti altri, l’Italia gioca ancora un ruolo di primo piano; e i numeri illustrati nell’intervento introduttivo di Josè Luis Jimenez parlano chiaro: nel 2010 il nostro Paese è stato il primo produttore del mondo in termini di litri totali, davanti anche a colossi come la Francia, la Spagna e gli Stati Uniti. Eppure spesso i nostri produttori soffrono, ha sottolineato Matteo Marenghi; soffrono perché da un lato diminuiscono i consumi interni anche per il cambio di abitudini di vita, dall’altro sarebbe necessario sviluppare l’esportazione, cosa resa assai difficile data la frammentazione delle strutture produttive". Problematiche di mercato alle quali si sommano quelle di "atteggiamento", tipicamente italiane e forse più difficili da superare: "La competizione internazionale è oggi tra continenti, tra Stati paese e all’interno di questi tra regioni, province e denominazioni – ha detto Fabio Cei, Presidente della Fondazione Bussolera – C’è da chiedersi dunque quale debba essere il giusto approccio per i mercati internazionali e soprattutto dove possano essere reperite le risorse necessarie". De La Cierna, appena rientrato dalla Cina, uno dei mercati emergenti più interessanti del mondo, dà un contributo di realismo alle aspettative di facile successo: "In Cina non esistono ancora distributori specializzati – ha detto – Si possono ottenere anche ottimi risultati commerciali ma mai garantiti nel tempo. Il vino non fa parte della cultura cinese e i consumatori locali vanno educati ma di certo ci sono ampi margini, soprattutto se ci si rivolge ai giovani professionisti, tutti internazionalizzati". Problematiche più che altro legate alla distribuzione e alla vendita, dunque. Sulla qualità, però, tutti d’accordo. Tant’è che esistano realtà come Campari la cui filosofia, come ha spiegato Stefano Saccardi, è fare in modo che i produttori si concentrino su quello che sanno fare meglio producendo qualità lasciando poi che grandi gruppi strutturati e organizzati in grado di operare sui diversi mercati è provvedano alla distribuzione. La mattinata si è conclusa con una colazione nel parco di Villa Bussolera con una degustazione di vini Le Fracce. Con questa giornata la Fondazione prosegue il suo impegno nella promozione della conoscenza nel settore vitivinicolo, brillantemente espressa in programmi di ricerca scientifica, progetti di formazione e di sperimentazione sul campo.

Redazione GSA Master News

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