E’ il quesito che si pose un certo Platone tanti secoli or sono, ma sempre attuale anche ai giorni nostri. Un esempio del recente passato: sembra che a Foggia la Caserma Miale sia stata venduta ai francesi per 11 milioni di euro nel 2001. Si trattava di un immobile al centro cittadino di 16.000 mq. coperti, oltre a 6.500 di cortili interni. Un buon affare per l’Erario? Non sembra, se è vero che i francesi l’abbiano ceduto subito in affitto al nostro Ministero dell’Interno, per la durata di 18 anni e per una cifra totale di 20.800.000 euro. Bel colpo! In 18 anni i francesi, senza colpo ferire e principalmente senza alcun disturbo, riscuoteranno una cifra quasi doppia di quella versata e ne sono diventati i legittimi proprietari! Riteniamo (honni soit qui mal y pense) che sotto questa operazione vi sia la “manina” del solito “furbacchione” che, approfittando del fatto che le Autorità preposte alle operazioni relative al demanio, sia civile, che militare, erano momentaneamente distratte, sia diventato mediatore di un’operazione lucrosa senz’altro per gli amici francesi, ma che abbia lasciato un lauto compenso al mediatore. A proposito di caserme, vi è in Italia qualcuno che si sia reso conto che, con la ristrutturazione delle Forze Armate, in moltissime città vi siano aree di notevole interesse, spesso all’interno della cerchia urbana, che potrebbero essere dismesse o permutate con notevole e vantaggioso utile per l’erario e quindi per l’Azienda Italia, che siamo noi. Già negli anni ’30 del secolo scorso giustamente furono create varie “cittadelle militari” (esempio la Cecchignola e Cesano, solo citando il territorio romano e oggi inglobate nel settore urbano della Capitale). Ve ne sono tante altre: permutiamole, ma prima facciamo una legge: “dieci anni di reclusione (senza sconti) e sequestro immediato di tutti i beni posseduti a tutti i funzionari che nell’operazione abbiano avuto in cambio più di una tazzina di caffè”.

Umberto, Luciana e Roberto Granati
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