A Trieste di recente è stato presentato il progetto di un edificio che, se pur in un’area fortemente costruita e urbanizzata, tenta di sommare il maggior numero possibile di criteri di sostenibilità per una realizzazione residenziale di alto standard energetico.
Vediamoli.
Si tratta di una costruzione, Panorama Giustinelli, inserita in un contesto urbano storico pertanto fittamente costruito, che conterrà residenze privare, una S.p.A., posti auto e verde, realizzata interamente in legno con il sistema di pilastri, travi e solaio di legno lamellare, di sei piani fuori terra.

Dal punto di vista impiantistico, oltre all’utilizzo ottimizzatore di un sistema domotico, utilizzerà un impianto geotermico, un impianto fotovoltaico e un impianto sperimentale, realizzato con la collaborazione dell’Università di Padova, di eolico urbano che rappresenta un progetto pilota nell’utilizzo cittadino per lo sfruttamento di energie rinnovabili locali. Si potrebbe dire “energia a km 0”.

Questo tipo di costruzione residenziale multipiano in legno è già presente soprattutto in Nordeuropa, da anni, e in via di realizzazione anche a Milano con un gruppo di condomini di nove piani d’altezza, sino ad arrivare alla famosa Casa Sofie del CNR Ivalsa di Trento, che tra tutte possiede le migliori prestazioni sismiche per edifici di questa natura a tal punto da essere stata richiesta persino in Giappone. Il successo di queste strutture consiste nel fatto che il legno è un ottimo materiale da costruzione, antisismico e resistente agli incendi se opportunamente dimensionato, possiede eccellenti capacità termiche di coibentazione ed essendo un materiale naturale, se correttamente trattato, non produce inquinanti interni e rispetta l’ambiente nel suo ciclo di vita interamente, appunto, naturale.
Inoltre le più recenti tecniche costruttive consentono alla costruzione di essere esteticamente svincolata da soluzioni legate alla naturale texture del legno, che può così accogliere rivestimenti di vario tipo arrivando a esserne completamente ricoperto e mostrandosi all’apparenza indistinguibile da altri edifici di estetica più tradizionale.
Anche l’aspetto della gestione non va sottovalutato: il materiale consente la pre-fabbricazione dei componenti che arrivano in cantiere pronti per essere montati riducendo notevolmente i tempi di costruzione e di conseguenza i costi.

Ma il progetto di Trieste emerge soprattutto per il tentativo di creare una sinergia di fattori che potrebbero produrre un esempio realmente efficace nel panorama costruttivo residenziale per le nostre città. Innanzi tutto l’edificio viene edificato su un lotto già costruito dunque non consuma suolo, poi presenta un elevato livello di efficienza energetica, forse mutuato dal sistema adottato dalla confinante provincia di Udine che ha adottato ufficialmente il sistema di certificazione Casaclima in vigore nella Provincia Autonoma di Bolzano che dovrebbe portarla in una classe energetica molto performante, con un consumo di soli 27 KWh/mq/a, a fronte del consumo medio (dato Enea) dell’edilizia residenziale italiana compreso tra 180 e 250 KWh/h/mq/a, in altre parole quasi dieci volte in meno..
Infine inserisce, per primo, un elemento non secondario nel panorama dell’edilizia sostenibile ovvero l’utilizzo di energie rinnovabili che possono essere trovate in situ: in questo caso l’eolico, o meglio, un mini-eolico per un singolo edificio con l’innovativa intenzione di contribuire attraverso lo scambio di conoscenze, a evolvere la cultura dell’abitare di cui, in Italia, anche guardando ai recenti accadimenti, abbiamo veramente bisogno.

Olivia Carone

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