Il 21 giugno 2012, nello splendido Salone Radetzky dell’imponente Palazzo Cusani, sede del Circolo di Presidio Esercito Militare Lombardia, Via Brera 15, Milano, è stato presentato il libro di Gabriella Salini “La Scrittura del Poeta” editato dalla Casa Editrice ABEditore di Milano.
Questo è un interessante libro nel quale Gabriella Salini, grafologa forense, fa un’inedita rivisitazione grafologica del grande poeta Gabriele D’Annunzio, corredandolo di illustrazioni, carteggi e fotografie esclusive a colori e delle importanti prefazioni di Giordano Bruno Guerra e Claudia Buccellati e postfazione di Giovanna Scarsi.
Il libro è stato introdotto dalla Dott.ssa Claudia Buccellati con un vivace e originale susseguirsi di domande, risposte e riflessioni tra lei e l’avv. Luigi Prisco su cos’è la grafologia. L’autrice ha poi documentato l’attendibilità della scienza grafologica e della sua professione attraverso interessanti proiezioni delle sue esperienze professionali e inedite ricerche. Una delle domande dei presenti è stata di chiedere il perché nella presentazione del libro su D’Annunzio, si fosse privilegiata quella dell’attendibilità della scienza grafologica. La risposta alla domanda è stata l’esigenza della scrittrice di fa percepire la dignità etica con la quale ha svelato nel libro un’inedita intimità dannunziana dall’adolescente all’ultimo istante.
Ma chi è questa meravigliosa creatura che si chiama Gabriella Salini? Comincio ad affermare che è nata a Milano, ma è orgogliosa delle sue origini istriane dalmate. E’ figlia d’arte (sua madre è stata autrice della rubrica “Il Gioco dei Segni” nella rivista “ALBA” e in altre riviste con lo pseudonimo di Artemisia), ha imparato, perciò, ad amare e conoscere la grafologia. Considera la scrittura un patrimonio dell’uomo perché compagna e guida personale e professionale, perché è un elemento di comprensione costruttiva e non di sterile giudizio, perché spunto di approfondimento letterario, artistico e storico. E’ ricercatrice e studiosa di manoscritti antichi. La forte emozione di scoprire un parallelismo tra l’eccellenza simbolica degli arredi e quella svelata dalla sua scrittura, provata nel 2001 durante una visita al Vittoriale, la coinvolse tanto da studiare i manoscritti autografi negli archivi del Vittoriale per una settimana. E’ stato l’incontro con Claudia Buccellati che l’ha indotta a riprendere gli studi abbandonati da molti anni. Nella preziosa collezione di missive e telegrammi tra D’Annunzio e il suo gioielliere Mario Buccellati, amorevolmente custodita da Lorenzo e Claudia Buccellati, Gabriella Salini ha scoperto una straordinaria intesa e sensibilità artistica. Lo spirito investigativo di Claudia Buccellati, quando ebbe in primis la bozza del lavoro fatto dalla Salini, colse in essa l’aspetto intrigante dell’indagine grafologica, dove la scrittrice-grafologa aveva fuso, con professionale abilità, l’intuizione, il talento e la capacità di catturare il lettore introducendolo e accompagnandolo nei meandri della psiche e del pensiero più segreto di Gabriele D’Annunzio. «Certo è che, dopo la lettura – afferma la Buccellati – non ci si può non sentire spettatori (partecipi) della scena in cui il Poeta, l’Immaginifico, colui che aveva come motto principe il MEMETO AUDERE SEMPER, decide di accogliere la Signora in Nero che da sempre, sin dalla fanciullezza, gli è stata nella mente e nel cuore, forse la più importante tra le presenze “femminili” della sua vita, così bene evidenziate e studiate dall’autrice».
Mi ha molto colpita la prefazione di Giordano Bruno Guerra che decanta la scrittura del Poeta in questo modo: «Scultorea, quasi fosse tracciata con lo scalpello e non con la penna; elegante, al pari dell’eccezionale guardaroba che tutti possono ora ammirare al Vittoriale nel Museo “D’annunzio segreto” inaugurato lo scorso ottobre, la grafia di D’Annunzio affascina e cattura, non meno dei suoi contenuti».
E’ stato stupendo notare l’impeto e lo slancio di Gabriella Salini nel pubblicare questo libro; ed è molto bella l’introduzione dove afferma: “…….la sua scrittura ha fatto incontrare la grafologa d’oggi con un uomo dalle mille maschere, famose quanto discusse e discutibili, ma da un volto solo; un volto da osservare rispettosamente nell’ombra e con il cuore, perché espressione intensa di sofferto pudore, nei confronti della sua unica, inquieta e dolorosa realtà: il tormentato conflitto tra consapevolezza e rifiuto d’essere uomo comune nel destino di decadimento e di morte”.
Infine, la Salini ha voluto ringraziare Claudia Buccellati per averle ha dato l’impulso e il materiale per scrivere questo libro.
All’evento erano presenti personalità del mondo militare il Generale di Brigata Antonio Pennino, Comandante l’Esercito Militare Lombardia, e del mondo civile Silvio Belekda, la prof. Gisella Conca e dr. Fabio Robiati , Carla Lugano, Christian A. Grianti.

Principia Bruna Rosco

(“foto di Adriano Rossini a gentile concessione di ALBUMITALIA”)