Sono entrato nella Caserma Bandini di Siena alle 7,30 del mattino con l’emozione del neofita quando si trova al cospetto di qualcosa molto più grande di lui.
Il mio ospite, Colonnello Paracadutista Roberto Angius, mi ha accolto cordialmente nel suo ufficio, nel quale era presente la Bandiera di Guerra del 186° Reggimento “Folgore” decorata di 4 Medaglie, tra cui quella d’Oro al Valor Militare guadagnata ad El Alamein.
Dopo i convenevoli di rito tra il vecchio e il giovane Soldato, il Comandante del Reggimento mi ha invitato ad assistere alla cerimonia dell’Alza Bandiera e siamo scesi nel cortile della Caserma.
Alle 8.05 è echeggiato il segnale di tromba dell’adunata. E’ uno spettacolo emozionante anche per chi era abituato ad assistervi: i Paracadutisti, uomini e donne, separati negli alloggi, si mischiano mentre raggiungono il posto destinato al loro reparto, quindi sfilano davanti al monumento in onore ai caduti e si schierano nel piazzale.
Il Colonnello assume il comando del Reggimento e ordina l’Alza Bandiera, che avviene, lenta e solenne, sulle note dell’Inno Nazionale.
E’ stato un momento di profonda, intensa emozione, di meravigliosi ricordi, pieni di luce.
Al termine della cerimonia, i Paracadutisti cantano di uno degli inni del Corpo; infine “il rompete le righe” chiude la cerimonia e i Reparti si avviano per assolvere i compiti previsti da un intenso programma addestrativo e istituzionale, a una parte del quale, onore concesso al vecchio soldato, sono stato invitato ad assistere.
L’addestramento è duro, come si conviene ai Corpi di élite; i reparti lo attuano sia in caserma, che nelle zone previste, sempre improntato al massimo realismo, senza smagliature. Purtroppo non sono previsti quel giorno aviolanci. A sera, i paracadutisti, a parte quelli di servizio, possono godersi il meritato riposo. In tutta la giornata non sono riuscito a trovare alcuna smagliatura; tutto appariva programmato come se fosse regolato da un cronometro. Ritengo, almeno per quanto ho potuto constatare, che il nuovo Esercito Italiano professionale sia decisamente più efficiente di quello vecchio, basato sull’ormai anacronistica leva obbligatoria.
Mi complimento con il Colonnello Angius, che mi spiega sinteticamente la situazione del reclutamento professionale delle attuali Forze Armate.
L’Esercito ora si basa sull’intelligente professionalità. Gli Ufficiali e Sottufficiali sono tutti in Servizio Permanente, i Graduati di Truppa si suddividono in 3 categorie:
– la prima è costituita da volontari a ferma annuale, con lo scopo dell’addestramento primario e, nel contempo, per illustrare alle reclute i concetti di base e gli oneri della vita militare;
– la seconda è costituita da coloro che, al termine della prima fase, chiedono (se vengono giudicati idonei) di essere ammessi alla ferma quadriennale, che può essere ripetuta;
– la terza è costituita dai graduati in servizio permanente nella Forza Armata.
Dalle prime due categorie le Forze Armate e i Corpi Armati dello Stato attingono il personale destinato a svolgervi la propria attività in servizio permanente.
Con questo procedimento l’Esercito realizza le proprie necessità organiche grazie a elementi non solamente volontari, ma già valutati idonei e nel contempo fornisce agli altri Corpi Armati della Nazione personale preparato e sottoposto a serie valutazioni di carattere istituzionale.
Si viene così a costituire un sistema di reclutamento e addestramento che soppianta il vecchio e non più attuale sistema di leva obbligatoria con un altro, alla fine molto meno oneroso, di reclutamento e preparazione del personale non dirigente, ma ormai caratterizzato dalla più complessa professionalità.
Il sistema consentirà anche al più giovane dei graduati di essere, grazie alla preparazione ricevuta, un ambasciatore delle Istituzioni in Italia e della nostra Nazione all’Estero.
Il Militare ben addestrato e conscio dei propri compiti ha in se un complesso di doveri insiti, è consapevole dei propri doveri e preparato a svolgerli nel modo migliore.
L’illustrazione fattami dal Comandante del 186° Reggimento Paracadutisti, espressa nel modo lineare e diretto proprio del Soldato di classe, mi ha perfettamente soddisfatto, anche se sono spiacente di aver appreso di tale eccellente soluzione solo dopo tanti anni, ma con l’intima soddisfazione di aver previsto, in tempi ormai remoti, una realizzazione, se non analoga, almeno similare, per risolvere il problema del reclutamento del Personale di Truppa che, pur essendosi rivelato utile e valido negli Eserciti dell’’800 e della prima metà del ‘900, era diventato decisamente obsoleto, se non addirittura anacronistico, ai tempi attuali.
Un grazie di cuore al Comandante e a tutto il Personale del 186° Reggimento Paracadutisti dal
vecchio Soldato Umberto Granati

Gen. Par. Umberto Granati
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