Il 5 luglio 2012 alle ore 19,00 nella sala Castello del Centro Civico del Comune di Assago – Piazza Risorgimento, avrà luogo la presentazione del romanzo “Angelo da Gerusalemme” di Nicolò Licata, Edito dalla Casa Editrice ABEditore di Milano.
Interverrà Don Gino Rigoldi, Cappellano dell’Istituto Penale per minorenni “Beccaria” e Presidente della Comunità Nuova Onlus. Saranno prsenti il Sindaco del Comune di Assago Graziano Musella e il Consigliere con delega alla Cultura Emilio Benzoni.
Nicolò Licata, laureato in Scienze dell’Amministrazione, votato alla scrittura, vive a Milano e lavora nelle Forze dell’Ordine. E’ un uomo ironico e simpatico che non ha avuto la vita facile, ma ha sempre cercato di non farsi sopraffare dal dolore, pertanto, nelle sue storie, anche se c’è del tragico, esso viene preso con ironia. Ho imparato a conoscerlo quando nella scorsa intervista gli chiesi se lo scrittore fosse una persona normale, lui, con molta ironia mi ha risposto: “Chi lo può dire? Essere normale è un gioco per evitare di essere rinchiuso in un manicomio”. Questa risposta mi aveva molto divertita, perciò, giustamente lo paragonai a Guareschi. Alla mia domanda cosa significava per lui scrivere, mi aveva risposto che è come stilare il proprio testamento, ma anche per non dimenticare e conservare intatta la memoria. E’ molto apprezzabile in Nicolò Licata il fatto che non perde i legami con la sua terra natia né con i suoi valori.
E’ interessante come il poeta-scrittore nella vita, come nella scrittura, è fortemente animato da una obiettività priva di facile manierismo.
Lo scrittore Licata ha già pubblicato tre raccolte di poesie: “Poesie di un Carabiniere” -“Atto secondo” e “Sogno di un felice risveglio” per poi passare ai racconti in "Storie e Leggende".
Questo interessante romanzo “Angelo da Gerusalemme” Licata lo ha scritto affinché possa essere una riflessione su una straordinaria opera di un frate carmelitano di nome Angelo, vissuto tra il 1185 e il 5 maggio 1220. Il Santo, nato a Gerusalemme, termina la sua opera di evangelizzazione subendo il martirio nella città di Licata, per mano di alcuni sicari mandati da un despota locale accusato dal frate d’aver mantenuto una condotta incestuosa con la propria sorella.
E’ un breve romanzo storico, ma con grandi messaggi che hanno dato un senso ad una vicenda che, seppur controversa sul piano storico perché priva di dati inconfutabili, rimane fedele ad una antica biografia e al racconto popolare, pertanto, il tutto è tra il vero e l’immaginazione che si uniscono.
In verità, nel romanzo sono i fanciulli i veri protagonisti di una vicenda da cui è possibile trarne alcune verità che gli storici non sono in grado di fornire.
Quindi, il romanzo racconta la vita di Frate Angelo, di Sant’Angelo, giunto a Licata con un Bastimento che navigava tra acque tempestose, agitate da un forte maestrale. In quel contesto l’equipaggio cercava anche di sottrarsi all’arrembaggio dei pirati. Se non fosse perché il veliero, come d’incanto, si librò nell’aria come un gabbiano, sarebbero stati facili prede di quei pirati.

Principia Bruna Rosco

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