Nell’ultima decade di questo afoso mese di giugno abbiamo effettuato un giro di telefonate alle strutture villaggistiche e campeggistiche calabresi e siciliane, per chiedere notizie sullo stato di affluenza turistica in atto. In molti casi la risposta è stata che la struttura era “già” aperta e “quasi pronta” ad attendere i turisti, ma che le prenotazioni, alquanto scarse, erano comunque inferiori allo scorso anno. Quanto alle tariffe, queste non avevano subito, in linea di massima, aumenti, almeno significativi. Alla domanda se nella zona fossero state realizzate nuove strutture di divertimento, di svago o comunque di attrazione turistica, abbiamo avuto l’impressione che, a parte iniziative dei Gestori, alcuni dei quali avevano partecipato alle Fiere Turistiche, non vi fossero state novità di rilievo. All’ulteriore richiesta se gli Enti Locali avessero promosso progetti per incrementare il turismo nella zona, le risposte sono state decisamente evasive. Abbiamo anche domandato se vi fossero in atto iniziative per la visita dei clienti alle strutture alle bellezze naturali e/o artistiche presenti o limitrofe: ci è stato risposto solamente che presso la Direzione erano disponibili i relativi depliants informativi. Questo, alla fine di un assolato e caldissimo giugno, in zone dotate dalla natura di un clima eccezionalmente favorevole alla stagione balneare, con un retroterra di grande valore artistico, archeologico e montano a brevissima distanza! Sono plaghe dove l’afflusso turistico dovrebbe essere presente per 5 mesi l’anno, se fossero ben valorizzate come meriterebbero. Le difficoltà causate dalla distanza sono spesso una scusa, anche se sussistono, ma sarebbero ampiamente compensate dalla amenità dei luoghi. Molte zone della Puglia non sono più vicine al Nord, ma la politica della Regione verso il turismo ha dimostrato che la stagione vacanziera è più lunga (anche se potrebbe avere un ulteriore, anche deciso, aumento). Certamente deve cambiare la mentalità turistica di tutto il nostro meridione, terra meravigliosa, non saputa sfruttare adeguatamente. Non è pensabile che una struttura vacanziera possa sopravvivere, se tenuta aperta mediamente 2 mesi. La Romagna, assai meno dotata dalla natura, è la dimostrazione vivente che con l’ingegno e la professionalità sia possibile attirare la clientela. Il vacanziero balneare ha minori esigenze, la maggior parte delle quali attuabili con la buona volontà, sia da parte dei Gestori, che dalle Autorità locali. Il turismo, lo abbiamo ripetutamente affermato, è il nostro petrolio, ma anche questo, se non estratto, lavorato e commercializzato, resterebbe solo un liquido inquinante, maleodorante e malsano, ma l’ingegno dell’uomo lo ha fatto diventare prezioso e vitale per l’economia moderna. L’Italia è l’Eden del turismo, ma anche questo necessita di essere lavorato con intelligenza per rendere. Noi possediamo un’enorme ricchezza, ma spesso non sappiamo sfruttarla in modo adeguato.

Umberto, Luciana e Roberto Granati
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