Che qualcosa si stesse muovendo, perlomeno nell’opinione pubblica, era percettibile durante l’ultimo nostro reportage dal lager di Green Hill, un crescendo di consensi a spingere politici e autorità ad affrontare un problema che, per i notevoli interessi economici sottostanti, era invece quasi protetto da un alone di omertà.
Ieri la svolta, inaspettata se vogliamo, Green Hill è stato posto sotto sequestro giudiziario, un blitz vero e proprio coordinato dalla Procura della Repubblica di Brescia con l’ausilio di decine di agenti del corpo forestale dello Stato del gruppo investigativo per i reati a danno degli animali, il più conosciuto Nirda, oltre a uomini della questura di Brescia.
L’operazione ha posto sotto ispezione e successivo sequestro di tutta la struttura, composta da 4 capannoni, uffici, pertinenze e 5 ettari di terreno, oltre a tutti i cani di razza Beagle, oltre 2.500, lì imprigionati in attesa di una sorte comune a tutti loro, morte atroce dopo le varie sperimentazioni senza la minima pietà umana.
Tra i vari reati, che verranno stilati nel corso delle indagini, figura proprio il maltrattamento degli animali, risultano al momento indagate tre persone, ma come immaginiamo la vicenda sarà destinata ad avere ulteriori ripercussioni.
Riprese da più agenzie stampa, eloquente le dichiarazioni del presidente della LAV, lega antivivisezione, Gialuca Felicetti, “grazie alle denunce presentate è stata finalmente aperta un’inchiesta giudiziaria sulla modalità di detenzione e di maltrattamento degli animali in questa struttura. Ci auguriamo che l’inchiesta disposta dalla Procura possa finalmente far luce sulle reali condizioni di vita, e di ferocia perpretata a danno degli animali rinchiusi, con l’impossibilità di Green Hill a garantire il rispetto delle condizioni fisiche e comportamentali dei cani beagle”.
E tutto questo mentre è ancora in corso al Senato la discussione sull’articolo 14 della norma comunitaria, già approvata dalla camera dei deputati, per una nuova ricerca scientifica con norme accettabili e più etiche.
Riteniamo che il sequestro in corso possa fare da volano ad una nuova coscienza critica proprio da coloro che, sino ad oggi, hanno preferito il silenzio e la sordità ad un mondo che, invece proprio in questo, ha trovato la sua forza ed il suo crescendo.
E’ solo una prima battaglia vinta ma nel contesto in cui è stata vissuta appare di notevole spessore.
Ora attendiamo gli sviluppi e non sarebbe da meravigliarsi se verrebbero a galla ulteriori scomode verità.

Massimo Passera

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