Nel corso della costruzione di un edificio si rende necessario collegare tra loro materiali e componenti diversi, e anche se questa fase dei lavori è realizzata a perfetta regola d’arte da maestranze esperte, non vi è la sicurezza della piena “tenuta all’aria” dell’edificio.
Inoltre, con il passare del tempo se vi sono imperfezioni, tenderanno a peggiorare a causa del degrado naturale dei materiali e dei movimenti dei componenti edilizi, senza contare la somma di imprecisioni che si accumulano per le modifiche nella partizione degli ambienti e degli impianti.

L’espressione “Tenuta all’aria” indica una qualità intrinseca che dovrebbero possedere le abitazioni ovvero la capacità di mantenere l’aria calda all’interno del volume abitato e riscaldato senza dispersioni che abbassano la temperatura interna e provocano disagio o discomfort consentendo a correnti d’aria fredde di penetrare attraverso le fessure.
Questo concetto è solitamente collegato al diffuso pregiudizio che i muri debbano respirare. Ma i muri perimetrali dell’involucro edilizio sono poco permeabili all’aria e al vapore, solitamente più negli strati superficiali, certamente non nelle quantità comunemente immaginate, soprattutto nelle soluzioni che presentano le barriere al vapore, mentre è indispensabile che venga garantita la salubrità degli ambienti interni con una adeguata areazione che solitamente avviene attraverso le finestre aperte (arieggiamento).

Se ne deduce che per garantire una buona tenuta all’aria deve essere progettato e realizzato appositamente uno strato continuo impermeabile all’aria, che delimiti internamente l’edificio e che avrà il vantaggio di mantenere all’interno la quantità d’aria calda d’inverno e fresca d’estate.
In alcuni casi, quando gli edifici raggiungono un’efficienza energetica elevata, è indicato l’inserimento di un impianto di ventilazione controllata che mantenga un flusso continuo dolce di aria all’interno degli ambienti per tutte le ventiquattro ore; in questo modo non è necessario aprire le finestre per ventilare e così facendo disperdere calore.
L’aria poi viene fatta circolare attraverso uno “scambiatore di calore” che assorbe quello contenuto per così dire, nell’aria interna, senza disperderlo ma riutilizzandolo per preriscaldare l’aria fredda in entrata che così arriverà negli ambienti già tiepida, realizzando sensibili risparmi energetici.

Il Blower Door test utilizza un particolare dispositivo di ventilazione montato in corrispondenza di una porta esterna, solitamente d’ingresso, dopo aver sigillato tutte le aperture. Il ventilatore prima aspira l’aria e mette in depressione l’edificio poi in sovrappressione. Di conseguenza l’aria esterna entra nell’edificio attraverso fessure e giunti. Si rilevano i valori così trovati secondo specifiche tabelle di misura per verificare appunto, la capacità dell’involucro di rimanere impermeabile.

Un buon livello di prestazioni di tenuta all’aria consente una riduzione del carico termico, rende più efficaci le azioni di efficienza energetica applicate alle strutture quali l’isolamento termico e i serramenti efficienti, consente l’utilizzo di minori e meno costosi impianti di climatizzazione che possono così utilizzare interamente fonti rinnovabili e produce un’effettiva e sostanziale riduzione nei costi di gestione degli edifici con un conseguente aumento del valore immobiliare.

Olivia Carone