Abbiamo visto come sia importante la scelta del corretto materiale isolante per ridurre sensibilmente i consumi in casa e in ufficio, ora vediamo una qualità particolare che possono avere questi materiali: l’ecologicità. Sono comunemente considerati materiali naturali:
1. Pannelli e pellets di cellulosa da carta riciclata sciolta, ritagli di carta da macero intrecciata o sciolta, cartone;
2. Pannelli e materassini o stuoie in cotone o cotone sciolto, prodotti costituiti prevalentemente da cotone e fibre di lino o di canapa;
3. Pannelli in fibra di legno, in trucioli di legno mineralizzati, fibre di cocco, pannelli di paglia e giunco;
4. Pannelli in silicato di calcio, pannelli isolanti in materiale naturale ad alta porosità;
5. Pannelli in sughero espanso (scuro), sughero naturale (biondo), agglomerato di sughero, costituiti prevalentemente da sughero ovvero dalla corteccia della quercia da sughero;
6. Pannelli in schiuma minerale (calce espansa), costituiti interamente da componenti minerali, calcestruzzo cellulare autoclavato;
7. Lana di roccia o di vetro, vetro cellulare, perlite (espansa), isolante costituito prevalentemente da pietra vulcanica naturale
8. Lana di pecora.

Ma non basta essere “naturale”, per essere definito ecologico e sostenibile un materiale termoisolante deve essere valutato anche per le qualità che riguardano il suo impatto ambientale e sanitario secondo principi di sostenibilità come:

1. la disponibilità di materie prime: dal punto di vista ecologico sono migliori i materiali ottenuti da materie prime rigenerabili e abbondantemente disponibili, che non da quelle rare, evitando quelle fossili;

2. il consumo di energia nella produzione : ogni materiale per essere estratto, prodotto e trasportato richiede energia, definita “energia grigia” o energia primaria, che viene conteggiata nel calcolo dell’LCA o Life Cycle Assessment, (analisi del ciclo di vita di quel prodotto), che segnala quali materiali siano ottenuti con un basso consumo di energia primaria, quindi da privilegiare;

3. la pericolosità dei processi di produzione e per gli abitanti: le sostanze nocive contenute in alcuni materiali ed emesse durante la loro produzione o ciclo di vita possono comportare un rischio per la salute umana o per l’ambiente. Provengono dal processo di lavorazione o dall’emissione in atmosfera, infatti alcuni materiali, una volta posati, emettono sostanze tossiche di cui sono costituiti o impregnati, anche per anni all’interno degli ambienti abitati creando talvolta patologie. Da non sottovalutare anche le possibili emissioni tossiche o velenose in caso d’incendio.

Le sostanze ecologiche non devono contemplare nessuna delle suddette possibilità e inoltre devono essere durevoli per ridurre la quantità di rifiuti e non provocare inquinamento indoor, oltre che riciclabili in massima parte anche se oggi, nonostante studi e ricerche sempre più ampie e approfondite, non siamo ancora giunti ad una definizione univoca di ecologicità dei materiali da costruzione.

Olivia Carone