Terza edizione di Musicastelle in blue, un evento dedicato alla musica, e che musica, che vede anche quest’anno il realizzarsi di un progetto fortemente voluto da Paolo Colucci e del suo Blue Note di Milano, in collaborazione con l’assessorato turismo della Valle d’Aosta.
Un festival internazionale del jazz dove in una settimana si esibiscono, nella cornice davvero unica della piazza d’armi del Forte di Bard, i migliori artisti mondiali di un genere che è sempre più catalizzatore di appassionati e di un pubblico anche non necessariamente di addetti ai lavori. Quest’anno le presenze, con i biglietti sold out già da tempo, hanno visto Wayne Shorter quartet, Dee Dee Bridgewater, Pat Metheny, Maceo Parker, Esperanza Spalding ed un duo d’eccezione, Ludovico Einaudi e Paolo Fresu.
Proprio Einaudi e Fresu sono stati, senza togliere nulla agli altri artisti, le due stelle che hanno brillato di luce propria, un’esibizione che ha incantato, e profondamente emozionato, chi era anche solo incuriosito da un anomalo binomio di pianoforte e tromba. Persino un forte temporale, che si è abbattuto sul castello di Bard poco prima dello spettacolo, si è inchinato ai due maestri aprendosi ad una stellata mozzafiato, quasi un tributo a tanta bravura.
E pensare che quello cui abbiamo assistito poteva essere poco più di un esperimento, infatti l’ultima e unica volta in cui Einaudi e Fresu hanno duettato insieme è stato oltre sei anni addietro.
Ludovico Einaudi è uno dei pianisti e compositori italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo, Paolo Fresu è un protagonista indiscusso della scena jazzistica contemporanea grazie ai suoi lavori da leader e alle sue eterogenee collaborazioni. Un concerto che ha unito le trame melodiche evocative e di grande impatto emotivo di Einaudi, alle doti di Paolo Fresu di improvvisatore e stimolatore di idee e di suoni.
Il risultato è stato l’eccellenza e la consensualità del pubblico, straripanti gli applausi in una lunga ovazione, incitando poi i due artisti a proseguire su questa strada e far si che, proprio da questa serata, ne nasca un progetto di notevole profondità sia musicale che culturale. Probabilmente questa è la via che porterebbe ad esportare un modello di forte impatto emozionale. Ci è parso di capire che Einaudi e Fresu, fortemente stimolati e pressati da domanda in merito, abbiano dato corso ad una manifestazione di intenti ad imboccare questa strada, e chissà che non ne esca qualche nuova opera che saremmo pronti ad accogliere con lo stesso entusiasmo cui siamo stati partecipi nel concerto Valdostano. Un concerto sotto le stelle o meglio un concerto stellare.
Indubbiamente un plauso, ed un ringraziamento, va a tutto lo staff del Blue Note, Paolo Colucci ed il suo AD Alessandro Cavalla in particolare, per credere ancora che, in tempi di forte crisi, la cultura musicale abbia un senso ancor più profondo nell’aprire l’animo umano ad assorbire energia positiva, e vitalità, grazie anche a serate come questa.

Massimo Passera

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