Il Radon è un gas radioattivo emesso per natura dal terreno, presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione, inodore, insapore, incolore, la sua presenza nell’aria può essere rilevata solamente strumentalmente e la sua quantità può essere misurata in Becquerel al metro cubo (B/m3).

Deriva dal decadimento del Radio e da quello dell’Uranio presente diffusamente nei terreni in quantità variabili che può dare luogo a presenze di Radon diverse da zona a zona e addirittura tra edifici vicini tra loro.

I pericoli più forti si rilevano dai terreni di origine vulcanica o molto permeabili e che impiegano materiali da costruzione come il tufo, le pozzolane, i graniti.

L’Italia nella sua totalità, sebbene la maggior concentrazione sia stata rilevata in Lombardia e in Lazio, rappresenta un’area a rischio, benché la presenza del gas sia irregolarmente distribuita sul territorio.

 Negli edifici energeticamente molto efficienti, quindi con un’alta qualità di tenuta all’aria, il problema del gas Radon aumenta ulteriormente giacché la quantità di gas negli edifici dipende oltre che dal materiale da costruzione e dalla qualità del terreno, anche dalla tipologia dell’edificio e dal numero di ricambi d’aria che a sua volta dipende dal grado di ventilazione naturale o artificiale.

 Il Radon risale in superficie miscelandosi con l’aria presente nel terreno e si diluisce nell’atmosfera. Se all’esterno può essere rilevato in concentrazioni basse tali da non costituire pericolo per la salute umana, quando filtra e si accumula all’interno delle abitazioni viene inalato e si deposita sui tessuti polmonari con la possibilità in anni di esposizione, di provocare tumori polmonari: dipende dall’individuo, dalla concentrazione del gas e soprattutto dal tempo di esposizione, al punto da essere considerato la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo di tabacco.

 Per sapere se l’immobile è soggetto alla presenza di Radon occorre effettuare dei rilevamenti e delle misurazioni con appositi strumenti quali ad esempio i rivelatori a tracce, gli elettreti, i rivelatori a carbone attivo, i rivelatori a integrazione elettronica, secondo l’approfondimento che desidera svolgere. I test possono durare da qualche giorno sino a qualche mese, anche se le misurazioni a lungo termine sono quelle più adatte a determinare la concentrazione di Radon presente in un ambiente.

 Le vie di penetrazione del Radon all’interno di un’abitazione passano attraverso le fondazioni e gli ambienti a contatto con il terreno: cantine, garages e taverne sono le prime zone nelle quali cercare.

In caso di rilevamento occorre intervenire aumentando l’areazione dei locali e nei casi più gravi bonificando l’immobile attraverso azioni che rendano completamente stagno l’involucro a contatto con il suolo, evitando il passaggio di gas ad altri locali e inserendo un impianto di ventilazione forzata che mantenga i locali in pressione o in sovrappressione, secondo la tipologia d’infiltrazione e bloccando la possibilità al gas di entrare.

Negli edifici in costruzione è buona regola dove possibile, realizzare fondazioni ventilate e prevedere un impianto domotico di rilevamento, considerando anche il fatto che una presenza significativa di questo gas può influire sulle trattative immobiliari.

 Olivia Carone