Il risparmio energetico non sempre richiede grandi scelte e costi impegnativi, talvolta passa attraverso piccole modifiche dell’impianto di riscaldamento. In tempi recenti abbiamo assistito alla grande diffusione degli impianti autonomi rispetto a quelli centralizzati motivata dal desiderio di risparmio economico derivante dal poter regolare autonomamente la temperatura o spegnerla in nostra assenza, dalle minori dispersioni attraverso le tubazioni che rimangono generalmente confinate all’interno dell’immobile, dall’assenza di discomfort dovuto a un impianto centralizzato che se non ben progettato e realizzato crea zone eccessivamente calde o fredde, solitamente al primo e ultimo piano, e dal poter pagare solo l’effettivo consumo di combustibile evitando di riscaldare parti comuni, androni, scale, etc. D’altra parte anche gli impianti centralizzati mostrano innegabili vantaggi: possono utilizzare diversi tipi di combustibile e non il solo metano come invece gli impianti autonomi, la loro potenza termica totale è inferiore alla somma di quella delle singole caldaiette necessarie a riscaldare tutto il condominio, durano più a lungo e generalmente hanno un rendimento termico migliore e costi manutentivi minori, il che consente sensibili risparmi di gestione e maggior garanzia di sicurezza, ma come già detto possono portare a situazioni di discomfort e non consentono una suddivisione della spesa in caso di frequenti e lunghe assenze.

Oggi questa dicotomia può essere superata, possiamo migliorare le nostre scelte di efficienza e risparmio energetico a vantaggio del risparmio economico; la tecnologia ci mette a disposizione strumenti che ci consentono di sommare entrambi gli aspetti positivi dei due sistemi attraverso la Termoregolazione e Contabilizzazione del calore su impianti centralizzati o collegati al teleriscaldamento che, per esempio, la Regione Lombardia ha reso obbligatoria (d.g.r. 2601 del 30/11/2011):

 – entro il 1° agosto 2012 per gli impianti con potenza superiore a 350 kW e installati prima del 1° agosto 1997;

– entro il 1° agosto 2013 per gli impianti con potenza maggiore o uguale a 116,4 kW e installati prima del 1° agosto 1998;

– entro il 1° agosto per 2014 i restanti impianti

 Come funziona? Si tratta di istallare su ciascun calorifero munito di valvola termostatica eventualmente aggiunta, un piccolo apparecchio, il “ripartitore elettronico dei costi del riscaldamento”, detto anche “contacalorie” . Il dispositivo funziona in modo del tutto autonomo e spesso è dotato di un display a cristalli liquidi che legge i dati concernenti la quantità di calore utilizzata da quel corpo scaldante o mostra il sistema di autodiagnosi. Una volta l’anno avviene la lettura dei dati di ciascuna unità immobiliare, o attraverso un incaricato, o per via telematica.

I dati saranno riportati nelle spese condominiali fatta salva, normalmente, una quota ripartita secondo tabella millesimale. L’unica accortezza consiste nel rivolgersi a un’azienda specializzata di esperienza nella complessa attività di gestione dati.

Il sistema di termocontabilizzazione quindi, una volta istallato, calcola la quantità di calore effettivamente consumata in ogni unità immobiliare, ovvero rende autonoma la gestione di un impianto centralizzato, apportando un risparmio minimo prevedibile del 20% sul costo di riscaldamento dello stabile.

Ne consegue che sarà possibile ridurre i disagi dovuti al troppo caldo/troppo freddo in unità immobiliari diverse e soprattutto questo tipo d’impianto premierà tutti gli interventi di risparmio energetico che verranno applicati nelle singole unità immobiliari che potranno essere finalmente libere di agire per abbattere inquinamento e costi di gestione.

Olivia Carone