Questo sistema di certificazione enrgetica degl edifici, i cui fondamenti sono da ricercare nella dalla cultura austriaca e mitteleuropea nelle tecniche costruttive legate all’ecologia della costruzione ed al rispetto dell’ambiente naturale. è in vigore nella Provincia Autonoma di Bolzano

Il sistema si basa sul principio che una costruzione ecologica, in quanto tale, deve avere un impatto sull’ambiente minimo, non consumare energia e quella assolutamente indispensabile deve provenire da fonti rinnovabili. Diversamente dalla maggioranza dei sistemi di certifiacazione locali, (ricordiamo che il Italia è in vigore a livello nazionale il Decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59: Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia -G.U. n. 132 del 10 giugno 2009-, ma nelle regioni che ne hanno legiferato, circa una decina,vige la norma regionale), questo sistema si basa sul controllo della metodologia progettuale, e sul controllo della sua applicazione in cantiere. Ne consegue che la realizzazione di questi edifici necessita di vaste competenze interdisciplinari e di tempo per effettuare tutte le verifiche poiché vengono controllati tutti gli edifici singolarmente, per questo fino ad oggi sono stati certificati meno di 5000 edifici CasaClima ma con richieste provenienti da tutto il territorio nazionale. Rivoluzionario invece è il criterio fondante: poiché occorre soprattutto risparmiare energia, e solo secondariamente produrla in modo ecologico, il fulcro dell’azione sarà rivolto a migliorare l’involucro edilizio, sia nuovo che da ristrutturare. E’ infatti l’involucro il primo “impianto” del quale migliorare l’efficienza. Solo al termine di questa procedura, raggiunto il massimo livello di efficienza possibile, ci si occuperà degli impianti poiché, più l’edificio sarà efficiente, meno gravoso sarà l’apporto impiantistico anche in termini di consumo. Ne deriva la necessità di avere anche impianti all’avanguardia e molto efficienti. Solo alla fine dei controlli che terminano con la costruzione ed i test di tenuta all’aria per verificarne la reale efficienza, se superati, si ottiene la certificazione sottoforma di certificato energetico e, primo ente a realizzarla in Italia, di una targhetta che indica la classe energetica che solitamente si affigge in un punto ben visibile: all’esterno vicino al numero civico o negli atrii di scuole o locali pubblici. La sinergia che si crea produce edifici certificati in classi energetiche elevate, poiché  Bolzano da tempo, contrariamente al resto del paese dove gli edifici sono certificabili in sette livelli di efficienza, dalla A alla G, certifica solo le classi energetiche A e B con l’aggiunta di una classe A ORO, o A Gold, corrispondente ad un edificio passivo. In sé questi valori dicono poco. Ma se aggiungiamo che dai dati ENEA i consumi energetici per il riscaldamento hanno una valore medio nazionale compreso tra 180 e 250 kWh/m2a (kilowattora per metroquadro per anno) ovvero, in altri termini, tra i 18 ed i 25 litri di gasolio necessari al riscaldamento di un metroquadro di quello specifico edificio all’anno e che una classe B Casaclima non supera i 50 kWh/m2a, ovvero 5 litri, mentre  la “classe A” non supera i 30 kWh/m2a,ovvero 3 litri, e la “classe A Gold” i 10  kWh/m2a, 1 litro, riusciremo meglio a comprendere i termini effettivi di questo metodo innovativo che ha ricevuto, e riceve continuamente, attestati di benemerenza e inviti come quelli alla Conferenza mondiale sul clima a Montreal (Canada) organizzato dalle Nazioni Unite, dove CasaClima viene scelto come miglior esempio tra 21 progetti invitati, o l’ invito alla conferenza internazionale di ICLEI (Local Governments for Sustainability) a Stoccolma, o la partecipazione al workshop internazionale “Natural Step” a Stoccolma con invito personale del Re di Svezia. La sintesi di tutto questo è ben stata espressa dal Commissario Europeo per l´Energia, Andris Piebalgs, in visita a una CasaClima Oro nel 2009: CasaClima è un progetto che si potrebbe esportare in tutta Europa.   

Olivia Carone