Siamo abituati, troppo spesso per la verità, a considerare il valore dei nostri immobili secondo i parametri tradizionali: la posizione, le finiture, accessori come giardino o box, la dimensione, l’esposizione, i terrazzi.

Non consideriamo invece adeguatamente il tipo di efficienza energetica né il tipo d’impianti di climatizzazione che possiede, con il risultato che talvolta acquistiamo casa o ufficio per ritrovarci in pieno inverno con il riscaldamento elevato e maglione di lana e calzettoni, senza sapere che questo fatto non è un ineludibile condanna del destino ma una conseguenza della mancanza di qualità del nostro appartamento, mancanza di comfort.

Il benessere dell’individuo all’interno degli ambienti dove vive o lavora è un concetto articolato, anche se può essere descritto come il grado di soddisfazione di un individuo nei confronti dell’ambiente nel quale si trova. In realtà considera e analizza una serie di parametri come le condizioni di comfort termico, luminoso, acustico, psicologico, che sono in grado di influenzarne la reattività, l’efficienza e la permanenza.

La definizione esatta è lo stato psicofisico in cui il soggetto esprime la soddisfazione nei riguardi del microclima, o più semplicemente come la condizione in cui il soggetto non avverte nessuna sensazione di caldo o freddo.

 Si basa sulla percezione soggettiva rispetto alla propria temperatura interna normalmente a 37°C, della temperatura dell’aria, della temperatura media radiante, dell’umidità relativa, della velocità dell’aria e della pressione atmosferica, sulle quali influiscono naturalmente il tipo di vestiario, il tipo di attività svolta, l’età dell’individuo, il sesso, caratteristiche fisiche, psicologiche, culturali. Va aggiunto che naturalmente il corpo umano è reattivo nei confronti degli stimoli ambientali anche attraverso la temperatura della pelle che lavora per scambiare il calore con l’ambiente esterno. Infatti, in presenza di caldo avviene una vasodilatazione con sudorazione, in presenza di freddo vi è vasocostrizione con brividi di freddo. In sostanza, il benessere del corpo umano funziona come un sistema termodinamico in regime stazionario, semplificando: per il mantenimento del comfort termico è necessario soddisfare due condizioni:

1.   La temperatura della pelle e quella interna devono produrre una sensazione di neutralità termica;

2.   Il bilancio energetico del corpo umano deve essere zero, ovvero l’energia metabolica prodotta deve pareggiare le dispersioni di calore verso l’ambiente.

(M= C+R+E+P con M=attività metabolica,C=flusso termico scambiato per convezione,R= flusso termico per irraggiamento tra il corpo e superfici circostanti,E=flusso termico per evaporazione acqua,P=potenza meccanica tra corpo e ambiente esterno.)

Come si può notare, il bilancio energetico indica anche il valore R, corrispondente spesso alla temperatura superficiale media delle pareti.

Ne consegue che a fronte di pareti o vetri delle finestre freddi, il comfort è mantenuto aumentando la temperatura dell’aria ma per ogni grado in aumento, i consumi corrispondenti aumentano del 6%.

A volte accade anche che in prossimità di un calorifero vi sia lo stesso una sensazione di freddo a causa del richiamo a livello del pavimento dell’aria fredda verso il calorifero.

Ne consegue che il comfort nelle nostre abitazioni è il risultato di una buona progettazione, senza lesinare sui materiali e sulla loro qualità.

 Olivia Carone